mercoledì 19 febbraio 2020

L'INVERNO CHE VERRA'




La Fashion week milanese si apre con Gilberto Calzolari.   Un inizio significativo dato che lo stilista è stato uno dei primi ad affrontare il tema della 
sostenibilità. E non con pezzi isolati o trovate gadget. Non a caso si chiama Tilt System la collezione, con precisa allusione a un sistema climatico in crisi, in netto contrasto con l’web che sembra poter risolvere tutto. E sui contrasti sono giocati anche i capi. Vinile e neoprene, tutti di recupero, sono accostati a organze, crêpe-de-chine, sete, lane provenienti dai magazzini d’industrie tessili. Perfetta l’ambientazione, lo spazio Volvo (di cui lo stilista aveva utilizzato per l’estate air bag e cinture di sicurezza dismesse) con soffitto avveniristico, luci led e pareti rivestite in legno di betulla (foto in alto a destra). Brunello Cucinelli torna agli anni ’90, ne prende le silhouette, la pelle con una strizzata d’occhio al mondo dell’equitazione e il gusto del pezzo in tessuto maschile femminilizzato da paillettes o inserti preziosi. Inedita la maglia con apertura effetto ricamo. Da Mila Schön, Gunn Johansson inventa il guardaroba perenne: dieci pezzi, tutti neri su sette donne che possono diventare l’abbigliamento di una settimana, dalla mattina alla gran sera. Gentry Portofino sceglie la Sala Tiepolo di Palazzo Clerici per una collezione dove il minimale  si fonde con lavorazioni ricercate, colore e disegni che evocano il Sud America in omaggio a Georgia O’Keeffe. Tra i pezzi forti la maglia a trecce di alpaca che richiede trenta ore di lavorazione e il cappotto in cashmere bollito. Simonetta Ravizza punta sull’understatement, con un lusso discreto e rassicurante in linea con il Circolo filologico, location della presentazione. La pelliccia c’è, ma non è protagonista: è il collo in lupo staccabile, è lo zibellino all’interno del giaccone, lo shearling per il fluido cappotto con taglio a camicia, i micro gilet da indossare sopra o sotto giacche e trench. Novità assoluta la lana, marchio Loro Piana, di pecora di Visso (nelle Marche) per il bomber Principe di Galles (foto in basso). Motivi folk , stampe Paisley  e tessuti classici  si mescolano con garbo nei capi di Maryling. L’interior design è riferimento e ispirazione per Ultrachic. Ecco la giacca avvitata con bottoni a forma di rubinetto, il cappotto rosso con tasche-cassette delle lettere, stampe tappezzeria si mescolano a scozzesi, il cordone da tenda diventa una sciarpa. Le figure geometriche, che siano quadrati, rombi, ellissi, dominano sulla passerella di Arthur Arbesser, dove i giochi di sovrapposizioni e contrasti sono sottolineati dai toni dei colori e dalla varietà di materiali e tessuti (foto in alto a sinistra). 

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