Non è da tutti, anzi è davvero una prova di grandi capacità creative, riuscire a divertire e far ridere quasi ininterrottamente, sempre sul filo della musica, classica in prevalenza. Senza mai cadere nello scontato, nella comicità facile e al limite dell'offensivo. Succede con Les virtuoses al Teatro Menotti di Milano, da ieri al 18 ottobre. Sul palcoscenico i fratelli Mathias e Julien Cadez, in frac, e un pianoforte.
L'inizio sembra un normale concerto a quattro mani e poi quasi immediatamente dal virtuosismo si passa ai salti, alle finte, alle rivalità e gli screzi tra i due, fino alle acrobazie più incredibili, al sollevarsi quasi volando, ai giochi di prestigio. Questi ultimi che lasciano intravvedere la discendenza dei Cadez da una famiglia di illusionisti, oltre agli studi di pianoforte al Conservatorio di Lilla. Come quel far uscire, secondo uno studiato ritmo, dalla bocca ora dei palloncini rossi, ora un lungo nastro. A fare da sfondo alle "prodezze da tastiera" c'è sempre un'importante e ben giocata colonna sonora. Da Bach a Vivaldi, dalla Marcia Turca di Mozart al più enfatico Strauss. Ogni tanto sulla scena compaiono in divisa gallonata due inservienti, interpretati da Anthony Rzeznicki e Anthony Coudeville, che prima dello spettacolo circolano in platea accogliendo il pubblico. Anche loro contribuiscono, con provata disinvoltura, alle situazioni al limite. L'atmosfera è trascinante, si avrebbe voglia di imitarli. Il pubblico è completamente coinvolto, qualcuno viene invitato vicino al palco a partecipare allo strano concerto con strumenti immaginari. Ed è un successo condiviso. Straordinari gli effetti speciali (pioggia compresa), i suoni, le luci e pure i costumi con cambi ultrarapidi.
%20Ste%CC%81phane%20Audran%20(1).jpg)














