Dall’incontro di due "pilastri" della comicità raffinata e intelligente come Lucia Poli e Stefano Benni c’era da aspettarselo. Eppure Vecchiette, aragoste, ballate, solo ieri e oggi, al Teatro Gerolamo di Milano, non solo mantiene le promesse ma supera addirittura le aspettative. Sul palcoscenico l’attrice rende omaggio al geniale amico scomparso un anno fa, recitando pezzi di una sua “antologia di mostri e disastri” quanto mai umoristica e graffiante.
Una collaborazione quella dei due artisti che risale agli anni '90. I monologhi di Lucia Poli sono alternati e alcune volte accompagnati dall’ottima musica del sassofono di Francesco Marini. Dietro a ogni storia un mondo svariatissimo e popolato, come accenna il titolo, da personaggi, tra il reale e il surreale. Da una Biancaneve e i sette nani, da favola molto rivista, a un’aragosta cinica e pronta a tutto, alle varie versioni di un duetto d’amore. Le battute e i giochi di parole si susseguono “fulminanti”, senza alcun attimo di sospensione o di incertezza. Anche i veloci e ben studiati cambiamenti di costume aiutano Poli a rendersi convincente. Dall’umano all’animale, ogni figura rappresentata ha una sua precisa e ben delineata identità. Impossibile distrarsi, il ritmo è incalzante. Si sorride, si ride, ci si stupisce. Con molti spunti di riflessione sulla contemporaneità, intriganti ma mai ambiziosamente prevaricanti.










