E intorno a quella cintola di Prato ce ne sono
davvero molte, tanto è vero che ci sarà perfino una mostra dal 7 settembre al
14 gennaio del 2018 nel Museo di Palazzo Pretorio da poco restaurato . Ma non si sta
parlando di una delle tante cinture che vengono fabbricate in una delle 8mila
imprese di abbigliamento. Ma di una
cintura particolarissima appartenuta alla Madonna che quando è salita in cielo
ha consegnato a S.Tommaso. Poi attraverso un certo Michele Dagomari un po’ di
secoli dopo, nel 12esimo per l’esattezza, è stata portata da Gerusalemme a
Prato. Ora è conservata in una teca nella cappella del Gaddi, nella cattedrale di S.Stefano ed esposta al
pubblico quattro volte l’anno. Ma a parte il suo valore religioso, la cintura
ha una grande importanza per la città. Ne ha condizionato
l'architettura, le dimensioni della chiesa per conservarla e della piazza per poter
accogliere i fedeli che volevano vederla. Non è un caso che il titolo della
mostra sia Legati da una cintola. “La
cintola della Madonna rappresenta qualcosa che unisce una comunità, è un punto
di riferimento forte intorno a cui
abbiamo costruito la mostra” ha detto il sindaco Matteo Biffoni. La città, di 192 mila abitanti di cui 36 mila
nati fuori e con la più grande comunità cinese del mondo dopo Parigi, ha
accettato la sfida della contemporaneità. “Per far questo deve conoscere la
storia che l’ ha formata. E la cintola è il punto di partenza”. Ha proseguito
il sindaco. E l’ arte è in primo piano.
Dagli affreschi di Agnolo Gaddi che
raccontano le storie della Vergine, alla
pala di Bernardo Daddi con la Madonna che dà la cintola a S.Tommaso, ora al
Metropolitan Museum (in alto). Dal dipinto di Filippo Lippi(in basso) a tutta una serie di scrigni
in cui questa cintola era contenuta,
fino al pulpito del Duomo realizzato nel 1400 da Donatello e Michelozzo
per l’ostensione della cintola. Tutte queste opere per la mostra saranno di nuovo riunite nel Museo di
Palazzo Pretorio.

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