giovedì 11 aprile 2024

VIA CON L' ARTE

Fra arte e design Milano è in grande fermento. Anche perché, come si sa, a differenza della moda che vuole dare al pubblico curioso solo anticipazioni e poca “sostanza” design e arte fanno a gara a coinvolgerlo. Mostrandosi all’esterno il più possibile, aprendo e spalancando porte di gallerie, musei, saloni vari. Tra i primi eventi, importanti e centralissimi perché al Museo del Novecento, quattro mostre.





Una coincidenza commuovente, perché proprio ieri si è celebrato il funerale di Italo Rota, l’architetto progettista del superbo palazzo.  Come si è detto in conferenza stampa, sarebbe stato contento di vedere come il suo museo è sempre più aperto all’esterno, moltiplicando simbolicamente l’effetto delle sue vetrate.  Quattro le esposizioni sviluppate sui quattro pieni, con opere che duettano con la collezione permanente. Come l’intervento site-specific del cipriota Haris Epaminonda (classe 1980), all’inizio della galleria del Futurismo, curato da Edoardo Bonaspetti. L’artista guarda al futurismo  ma non alle opere che esprimono il lato più vigoroso e perfino "machista" della corrente artistica, ma sceglie figure umili con fragilità e sofferenze come il bronzo del Bambino Malato di Medardo Rosso. Che circonda con vari elementi, oggetti non finiti, materiali che parlano di una lavorazione in corso e di sperimentazioni. Al terzo piano s’incontra Off script, personale dell’olandese Magali Reus (classe 1981), vincitrice del Premio Arnaldo Pomodoro, curata da Federico Giani. Da vedere oggetti di uso comune come barattoli di marmellata o di conserve che ingigantiti diventano mostri destabilizzanti (foto in basso).  Al quarto piano, infine, negli spazi degli Archivi del Novecento c’è Ritratto di città: Mariuccia Casadio con libri, documenti e fotografie ricostruisce i settanta anni di storia di cinquanta gallerie milanesi. Tra le fotografie, svariate  quelle di Giovanna Dal Magro: Gillo Dorfles nel 1975 (foto in alto), Franco Vaccari davanti ai Bagni di Milano per l'opera Viaggio per un trattamento completo  all’Albergo Diurno Cobianchi o, di piccole dimensioni, Marina Abramovic in una delle sue performance. Ma Ritratto di città è anche la video installazione di Masbedo, il duo artistico nato nel 1999, a cura di Cloe Piccoli. Un’opera affascinante, non di immediata comprensione. Tutto parte dallo studio di fonologia Rai di Milano aperto nel 1955. Che diventa un laboratorio con performer, attori, musica elettronica per un "ritratto" della città da affiancare a quello della città vera con i suoi rumori (foto al centro).  

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