Che il monologo di Molly dall’Ulisse di Joyce, anche solo da leggere, sia
una prova di talento per un’attrice, sono tutti d’accordo. La mancanza di
punteggiatura per pagine e pagine, obbliga il lettore, se non altro per
respirare, a inserire delle pause, e quindi a dare un’interpretazione. Che
potrebbe non essere quella che voleva l’autore. Il problema s’ingigantisce se
il monologo è recitato. E non per il fattore memoria che non è di certo prioritario
per il bravo attore. Sono i gesti che accompagnano il parlare, su cui Joyce non
dà indicazioni, ma che devono essere comunque credibili, compatibili con
l’argomento, importanti ma non prevaricanti. Per questo La stanza di Molly, in scena ieri al Teatro Faraggiana di Novara è stata una vera rivelazione.L’idea di farne un pezzo teatrale è nata da Paolo
Colombo, pittore novarese, che ha raccontato l’Ulisse in 110 quadri e che sta lavorando a fare lo stesso dell’
ancora più complesso Finnegans Wake
dello scrittore irlandese. Alcuni dei suoi quadri proiettati hanno fatto da
sfondo alla stanza, peraltro arredata
solo con il fondamentale letto e un piccolo comodino. A interpretare Molly, Chiara
Petruzzelli quanto mai convincente nel ruolo (in alto davanti alla proiezione di un quadro di Colombo). Mai sopra le righe, misurata
senza mai essere monocorde, perfetta nella sua sottoveste di seta e le sue
calze nere. Sempre credibile nel suo raccontarsi, nell’evocare episodi, nel
parlare del suo rapporto con Leopold Bloom, nelle sue considerazioni su donne e
uomini. Pronta a entrare nei dettagli
più intimi, senza mai essere volgare. Perfino quando si siede sul pitale
appoggiato sul letto. Una credibilità vera, autentica, non estetizzante o
studiata, anche perché quello che dice sono i suoi pensieri ad alta voce. Ogni
tanto il suo parlare è accompagnato dal suono live del contrabbasso. Una volta
s’interrompe e si sente la sua voce registrata. Ogni tanto sale su un palchetto
accanto al musicista e canta. Espedienti di regia, curata da Alessia Vicardi,
che non interrompono o sviano dal soggetto, anzi aiutano a rendere più fluido e
a dare quasi una suspense al monologo.
Ci si augura che lo spettacolo, rappresentato per un solo giorno, possa
partire per una tournée in vari teatri italiani.
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