martedì 7 giugno 2022

OLTRE LA SUPERFICIE

Anche se siamo abituati a non aspettarci più il concetto di  esposizione classica, il Fuorisalone (del mobile), a Milano, ci riserva sempre delle sorprese e il Superdesign show di via Tortona in particolare, perché le vede concentrate. Impossibile, anche se preparati, restare indifferenti, appena entrati, di fronte a strani alberi scarnificati e poi in un padiglione trovarsi in mezzo a un bosco con i suoni dell’acqua delle foreste pluviali.  E ancora uscendo imbattersi in un enorme Pinocchio sdraiato, stile Disneyland. Che con Disneyland non ha nessun riferimento, ma lo ha con la foresta, anzi il riferimento è proprio con la foresta  magica. E’, infatti, un mostra cha fa parte di un progetto per sensibilizzare il pubblico sull’importanza della biodiversità.  




Come Pinocchio è un progetto di Alcantara, che vuole richiamare  l’attenzione su quanto c’è di vero e quanto di falso nella comunicazione riguardo alla salvaguardia del pianeta. Non a caso il titolo dell’installazione è Someone is lying e chi meglio del burattino di Collodi può essere un testimonial della bugia( foto in alto)? Le sorprese continuano all’interno con precise didascalie che riguardano  materiali, natura, tridimensionalità, digitale. Ci si sente  un po’ impreparati, la comprensione non è immediata. Tanto che quando troviamo una sedia, una poltrona, un tappeto, o una distesa di vasi su un tavolo ci sentiamo rassicurati. Ma poi in realtà ci rendiamo conto di come sia importante andare al di là dell’oggetto. E soprattutto come sia importante essere informati sui materiali e sull’innovazione, per capire a fondo cosa c’è dietro un oggetto. Ed è in questo mix di tecnologia e design che il Superdesign Show dà il meglio. Tutto con il fil rouge della creatività, che è spesso arte pura.  A cominciare, appunto, dagli strani alberi che sono di Maria Cristina Carlini fino  alle sedie sculture di Carla Tolomeo, tripudio di sete e broccati, con voli di uccelli, petali, elementi barocchi e una sottile vena di humour. Che è forse quella che le fa stare perfettamente nella stessa sala del museo con le dolls e le sculture di Flavio Lucchini (foto al centro). Altre, comunque, le piccole opere d’arte come i bronzi su enormi Lego del giovane scultore della Val Gardena Ivan Lardschneider (foto in basso).


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