giovedì 23 giugno 2022

LA LUCE E' MOVIMENTO

Stupisce che un pittore del livello di Joaquin Sorolla sia pressoché sconosciuto in Italia. Fa quindi molto piacere che Milano gli abbia dedicato una grande mostra a Palazzo Reale, dal 25 febbraio al 
26 giugno.

Nato nel 1863 a Valencia e morto vicino a Madrid nel 1923, non è solo uno dei massimi rappresentati della pittura a cavallo tra i due secoli, ma è autore di un rinnovamento artistico, tanto da avere ricevuto il Grand Prix all’Esposizione Universale di Parigi del 1900 ed essere stato definito, a Londra nel 1908, il più grande pittore vivente al mondo. Apprezzato e stimato dai contemporanei Impressionisti era chiamato da molti Il Monet andalusoQuello che colpisce nei suoi dipinti, quasi sempre di grandi dimensioni, è la luce. Lampi di luce diversi in ogni dettaglio. Una luce che riesce a dare vita e movimento a una vela nelle mani di più persone, come a un abito al vento o alle onde del mare o alle foglie di un albero. Non a caso viene chiamato il pittore della luce. Il mare, soprattutto il Mediterraneo, è spesso al centro dei suoi quadri, così come i giardini.  Incredibile la sua capacità di rendere il movimento dell’acqua. Che siano le alte onde dell’oceano Atlantico o i cerchi d’acqua che si formano in una fontana. Nei quadri di Sorolla ci sono sempre le persone, colte come in un’istantanea fotografica. Spesso è l’amata moglie Clotilde o i tre figli. Curiosamente i volti sono sfumati. Molta attenzione è data agli abiti, alle pieghe di una gonna, ai gesti: quella mano che sorregge il bambino o quell’aggrapparsi del piccolo. Straordinari anche i dipinti di corpi distesi sulla sabbia o in una cabina sulla spiaggia, avvolti in tessuti bagnati. Non mancano i quadri che affrontano tematiche sociali, come La tratta delle bianche, che ritrae povere donne costrette a prostituirsi o ancora l’immagine dei ragazzi con problemi fisici e di nutrizione, nudi su una spiaggia. Una sala è dedicata alle opere realizzate a New York, dove Sorolla fu chiamato per dipingere paesaggi spagnoli e portoghesi per l’Hispanic Society of America. La natura non esiste e al suo posto ci sono visioni dall’alto di strade e palazzi. Ma il periodo newyorkese non è stato l’unico all’estero. Ha vissuto in  Inghilterra, a Parigi, a Roma dove si è appassionato di arte classica e rinascimentale e ad Assisi dove ha abitato un anno con la moglie. Cosa che rende ancora più strano il suo essere poco noto in Italia. Per chi non riuscisse a vedere la mostra a Palazzo Reale, i suoi dipinti, per la maggior parte in Spagna e al Museo di Belle Arti di Valencia, valgono il viaggio. A Madrid poi si può visitare il Museo Sorolla, allestito nella bella palazzina con giardino dove Sorolla abitò ed ebbe lo studio per molti anni.


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