Ci sono grandi cambiamenti nella moda. Dovuti, oltre alla normale evoluzione, agli avvenimenti esterni e a quello che succede nel mondo. E’ indicativo che il film, in questo momento di maggiore successo, Il Diavolo veste Prada N°2 pur mantenendo gli stessi protagonisti e raccontando lo stesso ambiente, parte da un punto di vista molto diverso dal N°1(nella foto in basso le vetrine della Rinascente di Milano dedicate al film). Sono passati vent’anni, ma il cambiamento non è dato solo dal tempo. Il mondo della moda è sempre più attento a quello che succede intorno. Più pronto a cogliere le opportunità o trovare il modo per coglierle, più vicino ai desideri, anche nascosti, dei consumatori. Lo studio del mercato è sempre più importante. E non è come nello scorso secolo che nei periodi felici (v.boom e anni 80) il nero era il colore preferito, mentre nei periodi più problematici, ci si rallegrava con i colori forti e vivaci.
I problemi ora ci sono e non si risolvono così. Da qui varie iniziative. Come quella di ACBC, brand nato nel 2017 per la produzione di scarpe, tra i primi a individuare i cambiamenti in atto. Da cui il nome, l’acronimo di Anything can be changed. Tra i primi anche a utilizzare materiali riciclati da bottiglie di plastica o dagli scarti delle coltivazioni di mele. Ma ora ha ampliato il suo progetto e ha inaugurato a Milano un Innovation Hub, per mettere l’innovazione al servizio dei brand di moda, dalle scarpe all’abbigliamento, agli accessori. Con un team interno di otto persone e la collaborazione di esperti del settore tessile, pelli, materiali in genere, offre una consulenza, sulle tre fasi della produzione. Dalla Strategy Consulting per aiutare nelle strategie di crescita e nell’integrazione della sostenibilità. Al Supply Chain Managed Services per accompagnare i brand nella creazione di prodotti e nell’industrializzazione. E, infine, il Marketing & Communication per trovare il posizionamento e farsi conoscere. Ma c’è anche chi come Levi’s vuole avvicinare sempre di più il mondo del denim al design. Ha dato vita a Milano a una Milanese House for creative souls, più che uno showroom, uno spazio dove i mobili e i complementi d’arredo dei più famosi designers italiani degli ultimi 80 anni dialogano con i suoi prodotti. E’ancora il denim a essere in primo piano nei progetti intelligenti. Ecoalf, che ha festeggiato nel 2025 i dieci anni d’attività con più di 14 negozi nel mondo, ha lanciato i primi jeans ecologici. Di due modelli, più a sigaretta per lui, con la gamba di uguale larghezza e la vita alta per lei (in basso a sinistra) entrambi anche genderless, sono in materiale riciclato al 100% e riciclabile (come tutto da Ecoalf. Oltre 4300 pescatori in 74 porti hanno raccolto più di 1900 tonnellate di rifiuti dai fondali marini) usano pochissima acqua per la produzione. Ma c’è anche un altro modo per essere rispettosi dell’ambiente e quindi “intelligentemente attenti” ai cambiamenti. Raffaela D’Angelo nella sua collezione beachwear “inno al romanticismo e al saper fare italiano” propone costumi (in basso a destra), copricostumi-abiti, camicie con stampe ispirate ai fiori di Monet, piuttosto che a temi esotici, in sete, chiffon e altri nobili tessuti naturali, che pur rinnovandosi ogni stagione, nelle lavorazioni, per la maggior parte a mano, sono pronti a una lunga durata nel tempo. Un’altra forma intelligente di sostenibilità.



Nessun commento:
Posta un commento