martedì 14 gennaio 2020

LA FINE DELL'UOMO




Con Gucci si è concluso questo lungo week end della moda maschile milanese. La kermesse continua a Parigi con una settimana invece intera. Tra gli ultimi a sfilare il portoghese David Catalàn fondatore nel 2013 e designer dell’omonimo brand, con sede sia a Porto che a Madrid. Una collezione che non rientra nella tendenza del sartoriale per tagli e tipo di tessuti, ma anzi esaspera l’allure tempo libero, ispirandosi al vestire del tifoso calcistico. Un’abbondanza quindi di felpe, maglie, giubbotti con cappuccio e soprattutto sciarpe. Svariate le righe. Nuovi i jeans in due tipi di denim. Molto usato il verde declinato in varie nuance(in basso). Nel  multimarca Modes in mostra le Random Identities  di Stefano Pilati viste in passerella a Pitti. Un nome divertente che racconta, in parte, il desiderio dello stilista di staccarsi dai canoni obbligatori da seguire quando lavorava per Prada, Armani, Saint Laurent. Un esempio il reggiseno  stile tendaggio da mettere sotto l’abito per lui e, forse più portabile, la versione maculata delle Birkenstock(al centro). Arthur Arbesser non ha presentato la collezione  maschile, ma ha messo in mostra  dieci foto della campagna per la moda uomo, che sarà a breve nei negozi, realizzata in un parco parigino dai due fotografi Driu e Tiago con cui lavora abitualmente. Una prima puntata per raccontare il mondo dello stilista che ha disegnato i costumi per Der Rosenkavalier di Richard Strauss, in scena il 9 febbraio al Berlin State Opera diretto da Zubin Mehta. Si è inaugurato ieri sera il flagship store di Bally in uno degli angoli più accreditati di Milano,  Via Manzoni e Via Montenapoleone. Tre piani, con altezze interne anche di 9 metri, in un mix di tecnoarchitetture, rivisitazione dello chalet svizzero e natura, tema della collezione primavera-estate 2020, chiamata appunto Graphic Nature(in alto). 

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