venerdì 30 giugno 2023

STORIE DI NON ORDINARIA CREATIVITA'

E’ stato scelto lo storico Dazio di Levante, accanto all’Arco della Pace,  per lo IED Avant Defilé,  la presentazione  delle 13 creazioni dei 17 diplomandi in Fashion Design e Shoes and Accessories Design della scuola di moda di Milano. Suddivisi in 13 stanze, i 13 progetti (quattro di questi realizzati da due diplomandi) si sono aperti alla città il 28 e il 29 giugno, in una delle cornici più adatte e più coinvolgenti. Come coinvolgente è stato farsi raccontare dai futuri stilisti il loro lavoro, vederne l’entusiasmo. 



Qualcosa che non traspariva dalle spiegazioni dei progetti sul comunicato. Precise e puntuali, ma ovviamente fredde e teoriche.  Parlando con i giovani creativi è stato interessante scoprire come sono arrivati al progetto, quanto è stato importante lo studio.  Quello che poteva sembrare distaccato dalla realtà ha invece rivelato un modo di lavorare, un pensiero preciso e maturato.  Come la creatività è stata inquadrata in un rigore , quasi scientifico, come hanno giocato i riferimenti al quotidiano, al luogo dove si vive, agli interessi culturali. Nessuno si è messo su un piedestallo con toni d’artista, nessuno ha parlato d’ ispirazione in termini lontani e incomprensibili. Sono emerse precise linee conduttrici di lavoro e una grande attenzione al mondo intorno e all’ambiente.  C’è chi ha inventato una biopelle creata da una gelatina con semi e polpa di avocado. Chi ha pensato a capi facili da indossare per i disabili e per chi li deve vestire, il tutto guardando ai sassi di Matera.  C’è chi, curiosamente, è partito dalla sensazione di sgradevole per arrivare al piacevole. Chi ha giocato con pezzi di tessuto e di maglieria come in un puzzle per creare una collezione zero spreco. C’è chi ha lavorato sull’abbigliamento da ciclista. Chi ha dato peso alle linee curve, chi ha reinterpretato il denim, chi ha inventato lavaggi per ottenere straordinari effetti di trasparenza.  Al pubblico (addetti al settore, docenti, studenti, giornalisti, pubblico generalista per un totale di 800 votanti) è stata data una scheda per votare i tre migliori progetti. Un compito davvero arduo, dato l’alto livello dei diplomandi. I più votati, Cristian Bogliano con Surrounded by Nobody, Susy Zhang e Jieru Yang  con Natural Rhapsody e Francesco Saverio Matera e Alessio Baldasseroni con Materia, parteciperanno a fashion show nazionali e internazionali. 

giovedì 29 giugno 2023

MURI CHE UNISCONO

Una mostra di Banksy? Ci si aspetta di vedere foto dei suoi murales o qualche pezzo in copia numerata. E invece in Banksy.Painting Walls ci sono tre porzioni di muro dipinti dall’artista inglese, oltre a opere, pezzi unici e multipli. Un evento davvero eccezionale e non solo perché è la prima volta che i muri di Banksy arrivano in Italia, ma anche perché si tiene nell’Orangerie della Reggia di Monza, davanti al famoso roseto, un luogo che di per sé "vale il viaggio". Prodotta da Metamorfosi Eventi in collaborazione con il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, la Unauthorized Exhibition (perché Banksy autorizza solo le mostre organizzate da lui) continua il percorso di arte contemporanea nel palazzo storico, iniziato con Keith Haring. In perfetta sintonia l’allestimento, che risponde a una precisa e intelligente chiave di lettura voluta dalla curatrice Sabina de Gregori




 

Il lungo salone dell’Orangerie è trattato come la navata di una chiesa dove alle pareti sono esposte le opere “come si trovassero su una strada”. Sul fondo dietro una paratia, come fosse l’altare, i tre muri in una cornice da museo. “La mostra vuole evidenziare il processo sacralizzante per mostrare come ormai l’arte di Banksy sia inscindibile dalla performance mediatica e museale che coinvolge le sue opere” spiega De Gregori. Tutti e tre provenienti dalla stessa collezione privata, i muri hanno per protagonisti adolescenti, la generazione secondo l’artista più sensibile alle tematiche a lui care: divario sociale, diversità, ambiente, migranti. Da Season’s Greetings apparso nel 2018 a Port Talbot nel Galles, considerata  la città più inquinata del Regno Unito: un ragazzino a braccia spalancate  con la bocca aperta per assaporare i fiocchi di neve, in realtà cenere proveniente dal vicino bidone della spazzatura in fiamme. Alle precedenti Heart Boy con il bambino che dipinge un cuore  a Robot Computer Boy dove un altro bambino, forse Banksy da piccolo, ha la testa in un computer. Non meno intriganti, anche se meno emblematiche, le altre opere dove l’attacco al potere, ai preconcetti, agli abusi, continua forte e diritto al punto, spesso con quello humour che avvicina e coinvolge maggiormente lo spettatore. Come nel Cristo in croce con i pacchetti dello shopping o lo zerbino di casa con Welcome scritto con il tessuto delle giacche dei migranti. O l’enorme donut  la tipica ciambella fritta americana sul tetto di un camion scortato dalla polizia. O ancora il suo autoritratto con due occhi coperti da occhiali circondato da pennellate-macchie. Coerente con la storia di un artista  di cui nessuno, se non i suoi stretti collaboratori, conoscono l’identità.  La mostra  è aperta da domani al 5 novembre. Per info: www.banksymonza.it

 

martedì 27 giugno 2023

MODA ETICA. DAVVERO

 

Endelea
in lingua swahili significa "Andare avanti senza arrendersi". E’ il nome di un brand di moda che ha aperto qualche giorno fa il suo primo negozio in Italia, a Milano. Qualche pezzo d’arredamento vintage anni 50, qualche pianta e appesi o ripiegati sugli scaffali capi e accessori. Abiti e gonne lunghe, camicie e giacche abbinate  in un tessuto chiamato wax , ma anche tuniche e abiti diritti tye and dye, qualche borsa in paglia o in tessuto. Tutto in colori e fantasie forti, tipiche dell'Africa. Il nome, dato il suo significato, potrebbe sembrare eccessivo e presuntuoso per capi d’abbigliamento,  invece  racconta bene tutto quello che c’è dietro. E svela anche un nuovo esempio di come la moda sia sempre più inserita nel mondo reale, attenta all’ambiente e portatrice di messaggi etici. 



Nata a Milano nel 2018, Endelea è una società benefit. Le collezioni con design made in Italy sono prodotte in Tanzania con tessuti acquistati da piccoli rivenditori o realizzati da laboratori locali con lavorazioni sostenibili e artigianali. I capi sono studiati per durare a lungo e per le taglie meno diffuse è possibile il pre-ordine. Ma la missione etica del brand non finisce qui, anzi è solo l’inizio, come racconta il pannello verde esposto all’ingresso del negozio. I sarti lavorano con contratto regolare, assicurazione sanitaria, pasti, trasporto al lavoro e formazione gratuiti.  Sono all’85% donne con salari pari all’uomo. Il salario garantito da
Endelea supera del 116% il salario medio in Tanzania.  Il management è al 100% femminile. Ogni anno il 3% del fatturato viene investito in formazione locale, borse di studio e collaborazioni con università tanzaniane. Non esistono scarti di produzione grazie ai progetti di recupero e upcycling. Nessun uso di plastica, neppure per il packaging realizzato con gli scarti delle collezioni. I cartellini sono in carta riciclata  e i sacchetti compostabili. Last but not least ogni anno Endelea pubblica sul suo sito il report di sostenibilità. 

lunedì 26 giugno 2023

IL SOGNO LIQUIDO

C’è una nuova mostra alla Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, a Milano, dove l’arte veicola importanti messaggi sociali, di libertà, di futuro, di ambiente. Continuando in qualche modo una tradizione iniziata con l’esposizione di Guernica del 1953, fortemente voluta da Picasso in quel luogo. Ora è la volta di Fabrizio Plessi e di Mari Verticali. Una straordinaria installazione site specific fatta di dodici lunghe barche in acciaio nero che si alzano su un lago nero, come spinte da un’invisibile onda.



Al primo impatto, entrando,  sembrano alberi a formare un cupo bosco che, solo dopo averlo costeggiato, rivela il suo vero aspetto: un insieme di barche con all’interno il video di un fiume dorato. Un’ onirica ma convincente metafora della condizione umana di cui le barche in equilibrio precario siamo noi, con le nostre incertezze, le tensioni, le paure per il futuro. Mentre quel fiume d’oro rappresenta l’unica via di salvezza. Non in quanto oro, materiale prezioso fine a se stesso, ma in quanto risorse naturali, le uniche che possano salvarci.  Gli oceani e l’acqua in primis. Un tema quello dell’acqua spesso affrontato da Plessi, anche ora protagonista in contemporanea del progetto per l’area archeologica e il museo di Santa Giulia di Brescia, insieme a Bergamo, Capitale italiana della cultura 2023. La  mostra è curata da Bruno Corà, Alberto Fiz e Marco Tonelli. L’allestimento, in perfetta armonia con la sala, è dello studio Lissoni & Partners. “Abbiamo seguito il sogno di Fabrizio, spiega Piero Lissoni, la Sala delle Cariatidi è un luogo maledetto, ma questa volta il sogno liquido l’ha tenuta a bada“. Molto interessante in Mari Verticali  l’incontro tra artigianato, arte e uso della tecnologia.  Con la quale Plessi, ritenuto uno dei grandi maestri della videoarte,  dimostra come i video siano per lui solo qualcosa con cui lavorare, proprio come il marmo lo è per uno scultore. “Plessi lavora con la tecnologia senza esserne schiavo” ha commentato Domenico Piraina, direttore di Palazzo Reale. La mostra, a ingresso libero, è aperta da domani al 10 settembre, da martedì a domenica dalle 12 alle 19,30. Compreso martedì 15 agosto. Giovedì dalle 12 alle 22,30. 

lunedì 19 giugno 2023

THE END

La Mens’Fashion Week appena cominciata è già finita. Si è conclusa  fisicamente con la sfilata di Zegna nell’assolata Piazza S.Fedele. Domani sfileranno in streaming cinque marchi, ultimo Maragno, new entry della Milano Fashion Week con una collezione genderless. Considerazioni finali e tendenze emerse: ricerca del confort, quindi pezzi fluidi, pantaloni più larghi anche nell’abito. Giacche strutturate e sartoriali ma con dettagli rinnovati. Sempre più contaminazione tra lo sportswear e il formale. Continua la ricerca dei materiali più resistenti, non stropicciabili, leggeri, ideali per l’uomo che vuole viaggiare con poco bagaglio. Per lui anche la giacca camicia dal peso ideale per affrontare i grandi caldi. Varietà nei colori con una presenza sempre più forte del giallo, accanto alle tinte più sbiadite e polverose. 






Molti gialli da KB Hong, marchio cinese business-casual che ha sfilato oggi ai Dazi di Piazza Sempione. Svariati i riferimenti all’Oriente, nelle stampe sulle maniche dei giubbotti e delle camicie, sui pantaloni, sul davanti delle giacche (foto in basso). Ma anche rielaborazione dei classici come il pied-de-poule. La donna è presente con una giacca dall’asimmetria enfatizzata.  Molti hanno presentato capi femminili  per insistere sul concetto genderless.  Quasi esclusivamente dedicata alla donna, invece, la nuova edizione di White, nell’ex Ansaldo. S’intitola  White Resort e propone tutto quello che serve per il mare e anche un po’ di più. Una proposta intelligente utile a favorire un turismo fuori data, con un allestimento curioso e azzeccato (foto in alto). Oltre cinquanta gli espositori di cui molti stranieri.  Dai costumi da bagno ai pareo, dagli infradito alle borse di paglia. Collezioni specialistiche e intriganti come le espadrillas di Wataru, marchio francese che produce alle Filippine con materiali sostenibili come la tela in fibra di banano. Dai modelli più classici alle variazioni sul tema fino ad arrivare a una versione sneakers. Ogni genere di infradito per il brand Carlotha Ray . Made in Puglia le borse da spiaggia , capaci e colorate, di Le Daf. Straordinari i gioielli in resina Fondone 15, disegnati da Maria Luce . Tutto nasce dall’idea di un tavolo progettato insieme a un amico architetto con studio proprio al numero 15 di via Fondone, a Lecce. Sono realizzati con tessuti ecologici i bikini , gli shorts, le microtute di Oceanus,  brand inglese fondato da Hannah Attalah, special guest di White. Inutile dire che la sostenibilità è stata al centro dell’attenzione in questa settimana.  Al Teatro della Scala sono stati presentati i CNMI Sustainable Fashion Awards 2023 da Carlo Capasa presidente di Camera della moda , Alessia Cappello assessora allo sviluppo economico con delega a moda e design e dai responsabili di enti e fondazioni in collaborazione.  La cerimonia di consegna sarà sempre al Teatro della Scala il 24 settembre in chiusura della Milano Fashion Week donna. I premiati saranno dieci, distintisi per l’impegno nell’artigianato, l’economia circolare, i diritti umani, la biodiversità. 

domenica 18 giugno 2023

APPUNTI DI VISTA

Cosa salta all’occhio da Simon Cracker, giovane marchio dello stilista Simone Botte e del brand coordinator Filippo Biraghi, che dedicano la loro collezione “alla gente dell’Emilia Romagna che canta spalando il fango”? Il patchwork di tessuti? Le sovrapposizioni in contrasto? Il no gender esasperato? Il mix ultrasexy ed emoji? Un “famolo strano” che rivela un modo di vestire in libertà con pezzi che si rinnovano, ognuno con una storia. Perché sul completo grigio non mettere un gilet floreale?  O abbinare tessuti classici a stampe di cuoricini? (foto qui sotto) E il pubblico della sfilata conferma la validità del messaggio.



Può coesistere con il nuovo formale di Eleventy, presentato nell’elegante negozio appena aperto in Via Spiga (Tra qualche giorno se ne apre uno a Parigi, accanto all’Hotel du Louvre). “Bisogna cercare di dare al cliente una vera ospitalità per riprendere le relazioni” dice il direttore creativo Marco Baldassari. In linea con un prodotto che "non vuole esternare niente, ma che è rassicurante". Come il giubbotto con cappuccio in fibra cava, mix di cashmere e seta, tessuto leggero e non stropicciabile. O i pantaloni a mezza gamba da indossare con la camicia a maniche corte, sdoganata grazie a studiate rifiniture. Le maglie all’uncinetto e le giacche-camicie "stilose" e confortevoli.  Accanto ai colori tipici, arancione, rosso, verde e azzurro polverosi per i completi. Sempre più ricco il parco accessori, dal mocassino in pelle e rafia alle sneakers in maglia, alle espadrillas, a borse e trolley capaci e raffinati, fino agli occhiali. La collezione di Santoni è un viaggio che parte dall’Alfa Romeo vintage all’ingresso del giardino di Via Senato e arriva alle Marche, terra di origine del marchio. E immagini in patchwork di luoghi chiave della regione sono sulle borse. Numerosi i dettagli chic, come l’aquilone inciso con il laser nella stringata Oxford, i ricami sulla sneaker in pelle vegana. Tra gli ospiti Regé–Jean Page, l’amatissimo  duca di Hastings della serie Bridgerton. MCM, brand di origina tedesca ora prodotto in Italia, rivisita il suo heritage per una collezione pronta al futuro. Ecco i pezzi d’archivio con il logo, che vanno dalla poltrona al baule, con la loro storia raccontata dai personaggi che li hanno usati. Accanto quelli nuovi, dove il logo è reinterpretato e la funzionalità è dominante. Affiancati da una dimostrazione della possibilità di acquisto nel metaverso.  All’insegna  dello stile rilassato, grazie a una sartorialità che segue le linee del corpo, la collezione di Canali. Vari i capi reversibili, interessante il gioco di micro e macro per il tessuto della giacca e dei revers. Maglioni tricot e accessori in spugna (foto al centro) . Mocassini classici accanto a sandali ed espadrillas. S’ispira all’acquario di Valenza Pino Lerario per Tagliatore ed ecco un prevalere di verdi e azzurri. Tra le novità la nuova tasca a filetto per gli abiti in lino stretch, che non si stropiccia. Denim rivisitato per lo spolverino e la giacca. Molte le camicie-giacche, anche in pelle da portare con i bermuda coordinati.  

sabato 17 giugno 2023

FATTI DI COLORE

Una caratteristica comune delle collezioni per la primavera-estate 2024, presentate a Milano, è la ricerca  del colore. Non sembra una novità, invece lo è per le miriadi di sfumature e le variegate fonti d’ispirazione. Così Ten C prende le sue ombreggiature dai marmi della Cava di Arcari nel Vicentino, di cui il brand è originario. "I vestiti nuovi dell’imperatore", The Emperor’s New Clothes, dalle cui iniziali viene il nome,  sono in uno speciale tessuto giapponese OJJ trattato con una tintura effetto polvere. Per capispalla in cotone e nylon, pantaloni, felpe resistenti e impermeabili. La French Riviera è il riferimento dall’americano Brett Johnson. I colori vanno dagli azzurri di mare e cielo al rosa e lilla dei fiori.  Molte le camicie in chambray e lino. Pur nel sartoriale, la vestibilità è "rilassata". Tra i pezziforti la felpa con cappuccio dall’inserto in morbido cashmere suede e la Windbreaker da infilare dalla testa. 





Le contaminazioni fra arte e moda continuano e l’evento Gucci Horsebit Society allo Spazio Maiocchi ne è un felice esempio. Per i 70 anni del mocassino con morsetto, la maison ha proposto a dieci artisti di reinterpretare il morsetto. Dal tavolo, sorretto da gambe maschili con pantaloni e mocassini, ai ritratti di animali, dai collage alla stanza di pelliccia (due foto in alto). Corneliani con il Circle Creative Hub lega la moda al design ed ecco colori e materiali che ricordano il papier mâché delle paratie. Fil rouge il gioco delle sovrapposizioni: la giacca più slim sotto a un’altra over, lo spolverino o il trench ampio sulla maglia aderente. Nei toni terracotta, ottanio, verde acido. La leggerezza è il punto di forza di ADD, che per enfatizzarla presenta i capi appesi al soffitto dei Dazi all’Arco della Pace (foto al centro). Sabor Cubano s’intitola la collezione sartoriale di Latorre. Cinque i temi per gli abiti e le giacche in lino e fresco di lana, tutti identificati da foto di luoghi cubani: color tabacco e sfumature delle piantagioni, tinte allegre dell’ Avana Vecchia, azzurri del mare di Varadero, sobrio beige dell’Avana coloniale, sera nei toni classici (foto in basso). I colori della jungla da Bonsai, presente con un suo capo nella campagna di comunicazione di Camera della Moda. Kiton chiude la giornata (party esclusi) con una scenografica presentazione a Palazzo Clerici. Tutto per l’uomo elegante, oltre a qualcosa per la donna. Dalla camicia all’abito, dalla polo di cashmere superleggera al giubbotto di camoscio, dal maglione di cotone e lino alla sahariana, fino all’impermeabile reversibile e allo smoking rinnovato.

DA FIRENZE A MILANO NON STOP

Da Firenze, a poche ore di distanza, la moda maschile (e non solo) per la primavera-estate 2024 si sposta a Milano. Ad aprire Valentino che nel Cortile della Statale inneggia  al vestire libero, senza costrizioni. Messaggio anticipato anche alla Fortezza da Basso(foto in alto), dove si tiene Pitti Uomo, con pezzi di grande confort tra cui la giacca che diventa camicia e viceversa. Per un vestire sempre più fluido, con più di un occhio di favore alla sostenibilità. Che non vuole dire solo tessuti naturali e riciclati, ma anche e soprattutto capi che durano nel tempo. 




In piena tendenza Lardini che nel salone della Triennale ricostruisce un ambiente da Tè nel deserto (foto al centro). Niente sahariane, ma completi con pantaloni ampi, ultracomodi, giacche senza collo o con collo sciallato, maglie  tridimensionali e per la sera flash di lurex.  Attenzione quasi maniacale ai dettagli, tra cui il nuovo logo. Soft e attraenti i colori: azzurro, rosa, beige of course, malvasia. Inaspettata la passerella di Billionaire, nel verde cortile dell’Hotel Four Seasons.  Niente lingotti d'oro come piedestalli e ragazzi palestrati, ma signori con barba anche bianca, in completi di tessuti della tradizione. Non mancano certo i giubbotti di pelle, pure stampa lucertola, ma attutiti.  Qualche bermuda portato però con il blazer, nello stile delle isole.  Solo un giubbotto rosso e un unico stampato, non vistoso, con palme. Coerenti le musiche da Volare che apre a Pretty woman che chiude.  Le tenute da polo, ma non solo, di La Martina, sfilano nel Chiostro del monastero di Santa Maria Maddalena del Cerchio in Via Cappuccio (foto in basso). Su ragazze e ragazzi T-shirt, polo, camicie optical, sahariane di lino, pantaloni da cavallo con stivali o con la nuova Sneaker Field 85, dall’anno di fondazione del brand argentino. Ma anche giacche da divisa napoleonica, pantaloni cargo, bermuda e per lei completi camicia-calzoni in seta stampata. Tra gli accessori  occhiali specchiati, caschetti e bastoni da polo. Ambiente completamente diverso per C.P.Company che con la presentazione ha inaugurato una nuova, grande sede.  Capi classici ma in tessuti rinnovati sempre con tinture vegetali, spesso impermeabili. Nuovo il poliuretano  trasparente che rivela la costruzione del capo, nuova la digital print con stampa piazzata, per una riproduzione perfetta. Re-Hash sceglie il Padiglione d’Arte Contemporanea per il rebranding, centrato  sul dare importanza e protagonismo al suo denim. Oltre a presentare vari capi, pantaloni e giacche in diversi tipi di denim, tridimensionale compreso, allestisce una sala con la nuova campagna e un’altra con uno dei tecnologici macchinari, responsabili delle lavorazioni più avanzate e inedite. 

 


venerdì 16 giugno 2023

SENZA ETA'

C’è qualcuno che su Libertà Obbligatoria, in scena al Teatro Menotti Filippo Perego di Milano, ha commentato le battute risapute, degenerate nel luogo comune, i riferimenti non più validi e forzati. Invece quella serie di espressioni datate, che denunciano l’età del testo di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, aggiungono forza all’insieme. L’adattamento di Emilio Russo non vuole, infatti, essere una rivisitazione dell’originale, ma punta a mantenere intatta la costruzione. “Per restituire il grande senso civile culturale, ma anche spettacolare e popolare di quella straordinaria e indimenticabile esperienza che è stato il teatro-canzone di cui, per molti, proprio Libertà Obbligatoria è stata l’espressione più compiuta e coerente”.


Certo, molto si deve alla bravura degli attori, dei cantanti, dei musicisti. A cominciare dall’eclettica Andrea Mirò, straordinaria nel portare avanti l’eredità di Gaber, con la sua voce incredibile, la capacità comunicativa, la presenza scenica con quella nonchalance naturale. Per continuare con Enrico Ballardini, capace di rendere le sfumature più diverse.  Con loro, come sempre, i tre bravissimi di Musica da Ripostiglio. Tutti già visti in quella che si può definire la prima tappa, del teatro-canzone gaberiano Far finta di essere sani. Per la prima volta con loro, invece, Sara Bertelà e Gianluigi Fogacci, bravissimi attori dalle mille facce, ma anche ottimi ballerini e cantanti. Notevole la scena, con quella tenda velata che lascia intravvedere una vita privata dietro, invece attualizzata, ma senza stridere mai con “il racconto”. Pubblico quanto mai partecipante con continui applausi a scena aperta, un po' disturbanti. Bis che interrompe quasi subito l’enorme applauso finale con Destra-sinistra, indimenticabile  canzone  del 1995. Libertà Obbligatoria  è al Teatro Menotti Filippo Perego fino al 25 giugno e chiude la stagione.

lunedì 12 giugno 2023

PANNI RUGGENTI

E’ un piccolo giro del mondo, soprattutto delle zone costiere, quello in cui ci porta Mila de Franco con Panni stesi (Edizioni EBS Print). E sono proprio i panni stesi, da lei fotografati, che tracciano il percorso.  Una breve introduzione e poi via a undici capitoli. Ognuno di questi racconta, involontariamente, piccole storie di vita quotidiana, di usanze, di abitudini, ma anche messaggi d’amore e di socialità. C’è un breve sommario e per ogni foto un titolo con l’indicazione del luogo.  Poche parole tra l’ironico e il poetico  che mettono a fuoco situazioni, lasciano immaginare, aiutano a seguire l’itinerario. 


Riflessioni che vanno dal giocoso con humour:“I panni sporchi si lavano in casa, ma anche si asciugano”.  Al filosofico:“Il gesto dei panni stesi è entrato nella fantasia dei bambini che imitano la vita degli adulti o nella fantasia degli adulti che imitano i giochi dei bambini”. I diversi modi di stendere, gli stessi capi stesi, i loro colori, gli eventuali abbinamenti, l’ordine e il disordine, con il supporto delle parole di Mila de Franco, diventano un modo per individuare stili di vita diversi, creatività insospettate, a immaginare storie ma anche a spingere a proseguire il gioco. Probabilmente dopo aver sfogliato e letto il libro, un balcone, una finestra, un giardino con panni stesi diventeranno qualcosa da studiare, perché mai statici, sempre in movimento. Che cambiano con la luce e con il vento, che segnano le stagioni. Interessanti all’inizio del libro le indicazioni dei "panni stesi oltre il quotidiano" per scoprire i panni stesi nella scienza, nella fisica, nel cinema, nella letteratura. Come altrettanto intrigante l’ultimo capitolo dedicato alle mollette, incontrastato e indispensabile protagonista dello
stendere

domenica 11 giugno 2023

GORILLA NEL CASTELLO

 


Cosa c’entrano le grandi scimmie in un castello? Si sta parlando del Castello di Brescia, uno dei più maestosi complessi fortificati d’Italia e il secondo più grande d’Europa. Qui dal 26 maggio e fino al 7 gennaio sono esposti quattordici bronzi raffiguranti scimpanzé, babbuini, orangutan e gorilla. Sono site specific creati dallo scultore Davide Rivalta (Bologna, classe 1974) per la mostra Sogni di gloria




Non un nome a caso, come neanche a caso la scelta del luogo. Le scimmie antropomorfe sono realizzate dall’artista studiando dalle fotografie le loro forme, i movimenti, l’espressione del muso. Sono alle volte in dimensioni superiori all’originale, tanto da arrivare ai tre metri di altezza. Sono sparse nei prati del castello, suddivise per famiglie, come fossero nel loro ambiente naturale. Dietro un messaggio: fare vivere questi animali in un luogo adeguato, ma anche dimostrarne la possibile pacifica convivenza con l’umano, se lasciati nei loro spazi, non cintati e aperti. Un messaggio ancora più significativo se si pensa che in quel parco del Castello dal 1912 al 1988 si trovava un giardino zoologico, concepito con dei criteri ora decisamente superati. Una 
mostra davvero interessante sia per l'altissimo livello delle opere, sia per il pensiero su cui si basa, che permette tra l’altro di visitare un’imponente e articolatissima costruzione  e un magnifico parco con una vista a 360 gradi sulla città . Sogni di gloria,  promossa dal Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei e Alleanza Cultura, è curata da Davide Ferri. L’ingresso è libero e si può visitare in autonomia con il proprio smartphone utilizzando l’ App. Il catalogo è di Skira


mercoledì 7 giugno 2023

LA TRADIZIONE E' FUTURO

Fa piacere sapere che ci si sta occupando, non solo a parole, del lavoro dei giovani e fa doppiamente piacere che chi lo fa voglia  tenere vivi i mestieri della tradizione, un vero patrimonio italiano. Uno di questi è Artigianato e Palazzo la rassegna fiorentina alla XXIX edizione, che si tiene dal 15 al 17 settembre nel Giardino Corsini.  A  presentarla, al Portrait Milano, Sabina Corsini, presidente dell’Associazione Giardino Corsini, e Neri Torrigiani organizzatore della mostra. 



 

Tra i  progetti emerge la collaborazione con Métiers d’Excellence  LVMH, un programma del gruppo francese che vuole non solo recuperare i mestieri d’eccellenza,  ma renderli attraenti per i giovani, per portare avanti una preziosa tradizione. In base a questo accordo gli under 25 avranno l’accesso gratuito alla mostra e l’occasione per frequentare workshop e laboratori. Non si rivolge esclusivamente ai giovani, ma è importante per stimolarli verso l’artigianato “la mostra nella mostra” Materia e virtuosismo  promossa da Artex, Centro per l’artigianato artistico e tradizionale della Toscana. ”Firenze oltre Arno è piena di eccellenze nascoste, che Sabina Corsini e Neri Torrigiani stanno stanando a poco a poco” ha detto Jean Blanchaert, curatore della mostra. S’intitola La Grande Bellezza il terzo progetto promosso da Starhotels. Un nome non nuovo e anche un po’ abusato ma perfetto per questa formula di mecenatismo contemporaneo. Da vedere una tavola elegantemente imbandita, espressione di sintonia tra artigianato e ospitalità:  piatti, calici, vasi in vetro di Murano, tovaglia in lino ricamata e diffusori di fragranze. Continua  per i giovani ed è alla decima edizione il concorso Blogs & Crafts. I giovani artigiani e il web rivolto a influencer, talent e artigiani under 35. “Un modo per far capire che l’artigianato è una realtà concreta per i giovani”. "L’artigianato che unisce l’artigianato che include" ed ecco che grazie al sostegno dell’8 per mille della Chiesa Valdese,  ragazzi con diverse disabilità di cinque cooperative esporranno e venderanno le loro creazioni nell’androne di Palazzo Corsini. Come sempre ci sarà il premio Perseo per l’espositore più votato dal pubblico  e il premio Giorgiana Corsini, mamma di Sabina fondatrice di Artigianato e Palazzo,  per lo stand più bello. E come tutti gli anni una campagna di raccolta fondi per un restauro, questa volta destinato alla Loggia del Buontalenti  di Palazzo Corsini. Attraverso l’acquisto di una serie limitata e da collezione di palle di neve realizzate dall’artista anglo norvegese Magnus Gjoen. Info:artigianatoepalazzo.it

martedì 6 giugno 2023

NINNA NANNA PER HORROR

Caratteristica della Fondazione Trussardi è scegliere per le mostre location milanesi ogni volta diverse, spesso luoghi nascosti o dimenticati. Un modo per farli conoscere, ma soprattutto per avere la cornice più adatta alle opere. Per Dramoletti curata, come sempre, da Massimiliano Gioni con le installazioni di Diego Marcon (classe 1985), la scelta non poteva essere migliore. Anzi riesce difficile immaginare la mostra in un altro contesto. Il luogo in questione è il Teatro Gerolamo, in Piazza Beccaria, noto come Piccola Scala di cui è davvero una copia in formato molto ridotto. Costruito nel 1868 da Giuseppe Mengoni, l’architetto della Galleria Vittorio Emanuele, pare con gli avanzi della stessa, dopo alterne  vicende e chiusure, è stato riaperto nel 2017. Con il fatto di essere stato per molti anni il palcoscenico deputato per gli spettacoli con i burattini dei fratelli Colla, è davvero coerente con le opere esposte. 



Quella miniatura di teatro che riporta quindi all’infanzia, si adatta ai video dove il bambino è sempre presente e rende ancora più fascinosamente inquietante il tutto. Al piano terreno proiettato sul palcoscenico il filmato di un bimbo dalla faccia angelica, illuminata da un fiammifero, a bordo di una nave in piena tempesta. Ripete una straziante litania che si conclude con “Vorrei tirare le cuoia e non pensarci più”. S’intitola Ludwig ed è la fantasia di morte il riferimento al pazzo re di Baviera, ispiratore di Luchino Visconti e di Walt Disney, per il castello. Nel sotterraneo, meno coinvolgente forse, ma sullo stesso tema del cattivo fine, contrario al lieto, Il malatino con un bimbo dal faccino smunto in letto. Forse meno efficaci, ma sufficienti per mantenere un certo ritmo le proiezioni Senza titolo nei palchi. A conclusione nel piano alto The parents'room: un padre, una madre, due bambini con i volti coperti da maschere con il loro stesso volto fermissimo, impassibile, in aperto e orripilante contrasto con la tragedia di morte e violenza che si sta attuando. Accanto, in una stanza i disegni di letti e qualche burattino nelle teche, per mantenere l’atmosfera da sogno-horror. Sempre con l’accompagnamento delle musiche tra carillon e ninna nanna,  da cui il titolo  Dramoletti, termine inventato per i suoi testi brevi da Thomas Bernhard, discusso drammaturgo austriaco tra i massimi autori della letteratura del Novecento. La mostra è aperta tutti i giorni dalle 11 alle 20, con ingresso libero,  fino al 30 giugno. Emozionabili e depressi astenersi.

domenica 4 giugno 2023

DALLA PARTE DEI RIBELLI

Raramente si assiste a un incontro-presentazione di due ore che passano senza accorgersene, con un dibattito che segue fatto di interventi quanto mai stimolanti. Incredibile, se si aggiunge che tutto avviene in un delizioso giardino nell’esedra di una settecentesca villa insospettabilmente collocata nei caruggi di Chiavari. E che il soggetto in questione è un numero speciale di una rivista cartacea. Tutto fa pensare a qualcosa di surreale o comunque assolutamente fuori dai tempi.  



Siamo alla presentazione di In viaggio coi Ribelli, un numero speciale da collezione, dopo gli otto bimestrali, di Hiromag Review.  A parlarne il direttore Rosangela Mammola con due collaboratori.  In copertina  la foto di un lupo nel verde con uno sguardo particolare, che sembra voler dialogare con chi lo sta fotografando.  E’ uno dei ribelli protagonisti della rivista. Non è un lupo nella natura come potrebbe essere fotografato per il National Geographic. In lui c’è qualcosa di particolare che in qualche modo annuncia i contenuti della rivista.  Se ne ha la conferma subito, dalle introduzioni di Mammola e del fotografo-giornalista Alessandro Zunino, entrambi presenti all’incontro. Ma soprattutto dal primo reportage con foto  dal Brasile, da Betlemme o ancora il ritratto di Evtusenko. Parlano di un modo di concepire il viaggio. Per scoprire il mondo certo,  ma anche come ribellione, con il coraggio di cercare al di là delle apparenze, con la voglia di confrontarsi. Con gli animali del bosco, come con una questione sociale. Si parla di paesi isolati dove qualcuno decide di viverci e ribadire la propria autonomia. Ma anche il coraggio di chi decide di abitare in zone nascoste a contatto vero con la natura. O ancora il viaggio di Pietro Tarallo (socio Neos, associazione di giornalisti, fotografi e operatori culturali di viaggio, come Zunino) anche lui relatore dell’incontro, in sud America sulle orme di uno dei più grandi ribelli, Che Guevara. Per finire con l’isola di Ventotene, che per secoli fino al dopoguerra è stato il luogo deputato dove isolare le donne ribelli. Quelle che, come tutti i ribelli hanno scritto la storia delle libertà. Decisamente variegati, ma in perfetta sintonia, gli interventi del pubblico, una quarantina di persone che hanno capito il tema, apportando confronti su nuovi temi paralleli. Tutto questo è successo a Chiavari, dove questa sera si conclude il festival Parole. Per info su rivista e prossimi incontri: hiroandco.info@gmail.com