Un filo dorato con pietra che “percorre” due dita di una mano. Una catenina "da battesimo" interrotta da conchiglie che, come collana, sale sul collo e diventa orecchini e poi arriva sulla bocca come un "bacio prezioso". Sono due dei gioielli di Arcangelo Bungaro esposti a Milano nelle vetrine e all’interno della Sartoria Bassani di via Gian Giacomo Mora, fino al 10 giugno.
Definirli gioielli non è corretto, sicuramente è riduttivo. Sono piccole sculture da indossare con l’effetto finale di illuminare e dare valore a un viso, a una mano, a un polso, a un collo. Pugliese, classe 1969, Bungaro da anni vive a Parigi dove ha esposto anche al Palais Royal, con una collezione dedicata alla città. Ha iniziato lavorando nel mondo del design, della moda, della comunicazione. E forse per questo ha una formazione eclettica e una visione che esce dai confini del gioiello. Pur avendone colto il meglio dell’artigianalità. La sperimentazione è comunque il filo conduttore della sua attività. Che va dalla scelta delle forme a quella dei materiali. La maggior parte dei suoi gioielli sono in bronzo rivestito d’oro. Utilizza molto la ceramica per i ciondoli di orecchini, ma anche per vivacizzare un anello o una catena. La sperimentazione è pure nelle forme, ecco gli anelli “aperti” e fermati da due elementi in bronzo dorato o in ceramica che possono essere svitati e svelare un sigillo. Anche l’ispirazione è variegata e gioca un ruolo importante nella creatività. Da una parte guarda a gioielli e oggetti di secoli passati, dall’altra alla natura. Dall’anello per due dita con la forma di un ramoscello, di cui le due pietre simulano i fiori o le foglie, a due scimmiette che in un anello sostengono una pietra. ”Come la natura percorre le ramificazioni filogenetiche degli organismi viventi così le mie creazioni… sono un caleidoscopio di forme e colori che a volte non si somigliano ma ….hanno una radice comune” spiega. Altro particolare non trascurabile i materiali, ceramica compresa, sono testati con attenzione per garantire la resistenza in un’eventuale caduta. Creatività può far rima con funzionalità.










