Ieri si è concluso White, salone della moda femminile, in contemporanea con la Fashion Week milanese. Sempre più esteso, più partecipato da espositori (24% in più dell’edizione precedente) e da visitatori. Con molte novità, svariate sorprese, e nuovi spazi oltre a quelli del Superstudio e dell’ex Ansaldo, come l’Hotel Nhow dedicato al resort e al beachwear. Ma anche nuove sezioni come beauty, nell’Opificio e lifestyle e design nell’ex Ansaldo. Qui esposta Sexdreams, l’installazione ironica-pop dell’artista milanese Gioele Corradengo (qui, in basso).
Molti i raggruppamenti strategici come quello dei 25 brand brasiliani, uniti da artigianato e sostenibilità, che non significa solo riciclo e attenzione all’ambiente ma anche rispetto del lavoro, soprattutto femminile. Elis Cardim usa esclusivamente seta naturale e pigmenti naturali, Ludimila Heringer attualizza le lavorazioni a crochet. Villa Dharma propone abiti e top realizzati con il giunco. Louloux coloratissimi sandali tra il pop e il geometrico. Vari i gioielli, da quelli con metallo a quelli con pietre preziose, dal disegno più classico. Fuori dal gruppo, come collocazione, ma sempre brasiliana, Melissa con scarpe e borse in plastica totalmente riciclabile (foto in basso). Cerimonia di apertura, con taglio del nastro e autorità, per il progetto Keqiao nella Lounge del Superstudio. Un appuntamento che conferma il legame tra l’Italia e il distretto della città di Shaoxing, il più importante polo del tessile cinese (foto al centro). In mostra una selezione di 15 brand tra cui molti cinesi e l’italiano Alberto Zambelli. Tra gli Special Guest, Kimhekim brand coreano che da anni partecipa alla Fashion Week di Parigi. Tra le Secret Room notevole la collezione di Batakovic da Belgrado con abiti e completi sartoriali che utilizzano l’eccellenza dei tessuti italiani. Un brand già in vendita nelle più selezionate tra le nostre boutique. Molto interessante, nell’Opificio, Core un network che unisce chi produce e chi disegna anche per nuovi contatti. Tra questi da Parigi, Unfortunately Unforgettable, estrosi “gioielli da naso”, occhiali compresi, fatti a mano in argento. Già affermatissimo il brand omonimo di Hnia Harrati. Nata in Marocco, da anni in Italia, ha proposto la collezione nell’Hotel Nhow. Una produzione tutta made in Italy che punta al contemporaneo ma non dimentica, anzi coltiva, rinnovando e attualizzando, quello che è parte della cultura marocchina. Abiti da sera, completi da giorno, spolverini anche per lui, sempre con qualche dettaglio che ricorda il Marocco. La collezione si chiama Luce perché vuole dare luce, visibilità e indipendenza alle donne del suo paese. Tra le new entries anche Inès de La Fressange, con studiati e funzionali peacock jacket, camicie a righe, cardigan e, nuovissimi, gli occhiali da vista e da sole in metallo e in acetato e le scarpe. Tutto nello stile easy-chic dell’iconica top model.



















