giovedì 25 febbraio 2021

VARIETA' E' COMUNICAZIONE

Molti sostengono che una carenza delle campagne per la sostenibilità stia nella comunicazione: non saper spiegare in termini chiari e senza l’approccio tra il profeta di sventure e il cattedratico inarrivabile. Una buona formula è quella adottata da Yatay, brand marchigiano di sneaker etiche, per il video, oggi sulla piattaforma di Camera della Moda. Pop e ironico con paralleli con il cibo da cui le scarpe prendono i colori (giallo-limoncello, verde-pasta al pesto, eccetera) e una liaison divertita con il veganismo (foto in alto). Comunicazione può essere un invito a ripensare il modo di vivere dopo lo stop pandemia. Izuni Igino,  direttore creativo di Anteprima, invita a “guardare il passato per formare il futuro”. Propone tessuti tecnici e linee contemporanee con un' ispirazione che nasce dalla tradizione e dalla serenità rilassante della campagna toscana, cornice del video. Anche Hui, che sostiene la Fondazione Cologni per i mestieri d’Arte, guarda alla natura per i colori: salvia, bosco, ginepro che accosta al rosso lacca, al turchese, al blu Cina. Lo stesso mix Oriente-Occidente, con accordi e disaccordi, si ritrova nelle linee (redingote e kimono) e nei tessuti (sete e lana Shetland). Sara Cavazza, direttore creativo di Genny, lancia un messaggio per unire le forze e ripartire, proprio dalla Grande Bellezza italiana. E lo fa con una sfilata digitale, ambientata nelle sale degli Arazzi e delle Cariatidi di Palazzo Reale, a Milano. Abiti tunica, tailleur pantalone, cappotti con stampe che richiamano i tessuti d’arredamento inglesi. Per la sera lunghi con spacchi e paillettes e top con il motivo della farfalla, stampato o in tulle.  Molto vicina allo spirito della fondatrice, ma quanto mai attuale la collezione Mila Schön, presentata dal vivo su strutture mobili e colorate ispirate ai Mobiles di Calder. Tailleur, cappotti double face, trench: un guardaroba completo di grande vestibilità con dettagli di stile raffinati e imprevedibili, come una tasca particolare, un’abbottonatura laterale, uno scollo a goccia. Colori dominanti bianco, beige, grigio. Magnifici gli inserti con fettuccine colorate su abiti e paltò bianchi o le pennellate nere a mano . Da Moschino Jeremy Scott gioca con reminiscenze cinefile Hollywood anni Trenta. Improvvisa un teatrino con spettatrici d’eccezione e un quadretto tropicale. Nella migliore tradizione moschiniana i colori e le stampe(foto in basso). Sfilata classica da Emporio Armani, per uomo e donna, ma adeguata alla formula digitale per gli straordinari giochi di luce. Grande ritorno alla giacca per lei di diversi tipi, sempre femminile e sempre inedita. Scene di vita cosy e look in sintonia per le cinque ragazze del video Momonì.  




La natura è il riferimento per i colori da Fabiana Filippi, tra cui il bianco, di tendenza questa stagione, è dominante. Un corridoio tra le macchine tessili della Marzotto fa da passerella alla collezione sportsuit di Dima Leu, stilista di origini moldave, creata in collaborazione con il gruppo di Valdagno(foto al centro). 
 


 

mercoledì 24 febbraio 2021

STILE E STILI DI VITA



Calibrato, senza troppa enfasi né retorica, documentato ma non biografico, con tocchi raffinati ma senza eccessi pretenziosi.  Sicuramente sarebbe piaciuto a Beppe Modenese il filmato-tributo a lui dedicato, con la regia di Beniamino Barrese, che ha aperto la seconda giornata della settimana della moda milanese.


Nessun aneddoto, ma brani di interviste, senza ordine cronologico,  che meglio di qualsiasi commento hanno descritto l’indimenticabile presidente onorario di Camera della moda, scomparso lo scorso  novembre.  “Non rimpiango le persone singole ma quello che rappresentavano…avevano una generosità che non c’è più. Ma adesso bisogna essere così”. Nelle sue considerazioni sul passato nessun rimpianto nostalgico, ma una presa di coscienza del cambiamento dei tempi e degli stili di vita.  Pochissime le immagini di lui, sostituite da quelle dei luoghi ai quali era legato: la Scala di cui era un assiduo frequentatore, la sartoria Caraceni e poi la Milano  delle nuove costruzioni, espressione di quella vitalità che il Primo Ministro della moda italiana, come era stato definito da Women’s Wear Daily, aveva conservato anche nei suoi 90 anni. Il nuovo stile di vita è quello che ha voluto mettere in evidenza nel video della sua collezione Angela Missoni. Non c’è una stagione precisa, le  ragazze indossano shorts e giubbotti, sciarpone o abiti leggerissimi. Si trovano tra di loro in un bowling, a un’entrata di metropolitana, sempre in realtà urbane.  Simonetta Ravizza, invece, pensa a uno stile senza tempo, di cui la perfetta testimonial è la mitica Jane Birkin. Ecco quindi una rivisitazione della giacca di volpe come portava lei, l’unica vera pelliccia  sostituita da piumini in cashmere, giubbotti o giacconi in pelle, montone o kid stampato a giraffa o maculato, tutti animali della catena alimentare. La pelliccia è sempre più un dettaglio, caratterizzante. Serve a creare, per esempio, una versione invernale del cestino di vimini, peraltro deliziosa. I colori sono il grigio  e il beige con tocchi di arancio e un elegante midnight blue per giacche e trench. Molta  ricerca anche nella collezione di Simone Guidarelli per Cuoio di Toscana, che ha inventato per paltò, giacche e gonne longuette, una pelle green,  tessuto non tessuto ottenuto dal materiale usato per le suole delle scarpe. Sia in colore naturale, sia in una fantasia floreale  con cui propone anche borse e occhiali. L’ha presentata in un corto con tutte le premesse misteriose del noir,  girato nella storica villa Borsani in Brianza. Guidarelli ha realizzato anche il video di presentazione della collezione Leisure di Chiara Boni. E’ ambientato nell’abitazione milanese della stilista, perfetta scenografia per un abbigliamento confortevole, ideale per situazioni di smartworking,  ma sempre  femminile e donante. La mantella è la protagonista da Fabio Quaranta, scozzese o in tinta unita si abbina a pullover a righe, giacche e giubbotti di tweed assolutamente genderless, come i modelli che li indossano nel video.  


martedì 23 febbraio 2021

MODA? COLORATA, SOSTENIBILE...DIGITALE

Al via la settimana della moda milanese per il prossimo autunno inverno. Dopo la Fashion Week newyorkese disertata dai big, Tom Ford compreso che ne è presidente, e non certo compensata dalla presenza della figliastra di Kamala Harris sulla passerella di Proenza Schouler. E dopo la London Fashion Week conclusasi oggi, che ha avuto nella sfilata di Burberry by Riccardo Tisci il momento top. Per il primo giorno due debutti nel calendario-presentazioni: Gonçalo Peixoto e Alabama Muse.  Nel video del portoghese, camminano in corridoi e sale dai muri délabré ragazze con cappotti a vestaglia in finta pelliccia, piumini a fiori, completi pantalone molto femminili e per la sera nude look e lurex. Per le sue pellicce animal fur friendly Alice Gentilucci, ideatrice del marchio con un passato da redattrice di moda a Vogue, ripropone le atmosfere  fra  Tarantino e Lynch e fa indossare i capi variopinti dalla cantante cosmopolita Petite Meller  con una storia  Los Angeles style in Versilia (foto in alto).  Sceglie invece una casa nella campagna romana (di Maria Sole Torlonia) con tavolate all’aperto e cavalli, Blazé per un ritorno al classico, ma solo come merceologia, poncho, maglioni pesanti, blazer e capispalla dal taglio sartoriale, in principe di Galles, pied-de-poule ma anche stampati floreali. Modella perfetta Dree Hemingway, nipote di Ernest (foto in basso). In uno spazio virtuale con lo sfondo dei grattacieli di New York sfilano le sexyssime avatar di Bacon, brand fondato da Andrea Pilato Barrara. Per loro, tutte con occhiali da sole e tacchi vertiginosi, piumini di ogni forma e colore, tinta unita ma anche a disegni, a quadri o addirittura con patchwork di stampati diversi. Sono realizzati nell’ecologico filato Seaqual e imbottiti con piume riciclate.  



Come sempre De Wan, in Via Manzoni, coglie l'occasione per mostrare le nuove proposte. Dai soprabiti haute couture di Matilde Zani alle microborse, accento chic per una pluralità di look, alle cinture unisex in una varietà di pellami e colori. A far da sfondo,i quadri di Roberto De Wan,
ispirati alle pagine di Dante.    

lunedì 22 febbraio 2021

QUANDO LA VITA E' UN ROMANZO

Non è facile in un romanzo autobiografico conservare un tono non  enfatico. E’ vero d’altra parte che la narrazione distaccata può diventare esercizio di stile e rischia di non appassionare. C’è poi la chiave humour alla Woody Allen, che non si presta però a tutte le vite. Luciana Boccardi con La Signorina Crovato (Fazi Editore)   


ha trovato un equilibrio giocando tra la vicenda personale e la saga famigliare, con lo sguardo di una bambina prima e di una ragazzina poi. La storia si svolge tra Venezia e la campagna intorno, prima, durante e a guerra finita. Dopo una premessa su nonni e genitori, incomincia il racconto di Luciana. Ha tre anni quando viene mandata in pensione da contadini dopo l’incidente del padre, che lo ha reso cieco e impossibilitato a lavorare. In campagna dorme in una cesta per tacchini, indossa  zoccoli o gira a piedi nudi e impara a governare le bestie. Ma appena riesce a integrarsi deve partire per un’altra destinazione, un’altra casa, altre mansioni. Tornata a Venezia, mentre va alle elementari lavora in una panetteria, per un grossista di spazzole, aiuta bambine ricche nei compiti. Frequenta la scuola d’avviamento e riesce da privatista a conseguire il diploma di terza media. Fa la commessa in una boutique al Lido, spacciando la conoscenza dell’inglese di cui sa pronunciare solo una frase, che usa come passepartout. Un corso di dattilografia e uno di stenografia la portano a vari impieghi minori, fino ad arrivare sedicenne al posto fisso in Biennale, dove lavorerà per anni, occupandosi soprattutto di musica e teatro. Molte sono le pagine struggenti. Grandissima è la compassione per questa bambina senza infanzia, contenta dell’affetto di un cane, stretta a una vecchia brutta bambola, ma con già le idee chiare di quelli che sono i valori della vita e soprattutto la dignità. Soffre per il padre, grande musicista e coraggioso antifascista, umiliato nella sua menomazione. Non si piange mai addosso, ma cerca soluzioni, vie di scampo, vuole rendersi utile. Alle volte si fa fatica ad andare avanti a leggere per la crudeltà delle prove che deve affrontare la bambina, ma poi ci si rasserena, anzi si ha addirittura una visione positiva della vita, pensando a che grande donna, giornalista, scrittrice è diventata Boccardi. E come sia stata capace di trasformare  quella sofferenza in uno stimolo e un prezioso bagaglio. Straordinaria anche la sua abilità di far rivivere le situazioni con gli occhi e il pensiero di una bambina, contributo notevole a filtrare la lettura con un sorriso.    

martedì 16 febbraio 2021

QUESTO AMORE COSI'....AUTENTICO?

Certo la reazione immediata sarebbe prendere le distanze da un libro intitolato Passione e sentimento. Soprattutto in area o meglio dire in periodo post S.Valentino, dove si è stati bersagliati da messaggi, comunicazioni, annunci, mielosi e sdolcinati, che non hanno neanche più il pudore di nascondere la bieca finalità commerciale. Anche la scritta in costa Rime e aforismi non sembra promettere di più delle cartine dei Baci Perugina. E senza nemmeno il cioccolato… Poi se si legge l’introduzione dell’autrice, Rosanna Prezioso, superando i Cupìdi con la pioggia di cuoricini, s’incomincia a ricredersi sulle proprie posizioni schizzinosamente razionali, tanto da percepire  nelle tre nuvolette che sovrastano i Cupìdi addirittura una nota di humour. La frase convincente sull’amore autentico è proprio l’iniziale,  pronunciata da Hemingway-Corey Stoll, in Midnight in Paris e forse una delle più azzeccate di un film non tra i migliori di Woody Allen. In fondo l’amore è "una medicina capace di allontanare il tedio della vita... e non ci sono formule per renderlo eterno" ribadisce Prezioso. Dopo questa premessa iniziano gli scritti, dall’haiku-aforisma alla vera e propria poesia, con o senza rime. Alcuni portano una data, altri no. In alcuni si può intuire 



una storia o un flash, un pezzetto di vita, in altri solo riflessioni. C’è il quotidiano, c’è qualche rimpianto, inevitabile se si vuole essere realistici, ma su tutto aleggia un pensiero razionale mai cinico o distruttivo, anzi spesso appassionato e coinvolgente. Dietro si coglie positività, una certa gioia di vivere e la capacità di andare al di là del momento, senza però dimenticarlo. Anche i commenti sull’altro nella coppia o pseudo coppia o sugli uomini in generale non cadono mai nel banale, nello scontato, pur riportando ed evocando situazioni comuni o per lo meno non così straordinarie. Ad accompagnare la lettura, ci sono i disegni, sempre di Prezioso che oltre scrittrice e giornalista è illustratrice, nei quali si avverte lo stesso filo conduttore di tenera ironia. Il libro è pubblicato da Simonelli.  

venerdì 12 febbraio 2021

SORPASSO IN CURVA

Chissà se la duchessa di Windsor con le sue massime perentorie su magrezza e ricchezza si rivolta nella tomba? Chissà se si decidesse per un sequel di Il diavolo veste Prada, Miranda Priestly avrebbe un’assistente taglia 44? Sembra che in questo momento i chili in più non solo sono tollerati, ma sono quasi una condizione di bellezza. Che sia perché la pandemia con le palestre chiuse, lo smartworking quindi l’immobilità, la noia amica degli spuntini ha alzato le taglie di molte? Quello che è certo è che parecchi brand o meglio maison che non andavano oltre la taglia 44 hanno ampliato, è il caso di dirlo, la loro offerta. Perfino Chanel, fedele all’eredità di Mademoiselle, sostenitrice accanita del binomio femminilità-magrezza, ha mandato in passerella  una modella oversize con il cappotto nel tessuto e con i dettagli delle iconiche giacche. Elena Mirò, firma top del curvy, sfila nella prossima Fashion Week Milanese, non più emarginata e relegata in un altro periodo. Non solo, a disegnare la collezione Alessandro Dell’Acqua, uno dei più validi stilisti con un super curriculum.  Che sia per ragioni di mercato da tenere presenti in questo frangente, che sia per un’idea di bellezza più democratica, di certo le curvilinee sono sdoganate. Sarà contento chi le ha sempre sostenute, contro ogni moda e tendenza, tanto da poter pensare in qualche modo di aver contribuito a far cambiare le opinioni. E’ il caso di Barbara Christmann che con determinazione e creatività porta avanti da quasi un decennio il calendario Beautifulcurvy. Al grido di bisogna amarsi e accettarsi maggiormente ha aiutato molte donne a  sentirsi sicure di sé e delle proprie forme. Donne che sono diventate modelle, influencer o, come lei stessa dice, semplicemente donne felici.  



Per il Beautifulcurvy 2021, a causa del Covid, non ha realizzato nuove foto ma ha utilizzato le più significative dei calendari degli anni passati. Nelle foto le tre ragazze di giugno e la ragazza con il maglione di novembre. 

giovedì 11 febbraio 2021

UNA ZUPPA CI SALVERA'

Perfino chi detesta ed evita terrorizzato, anche e soprattutto, i più celebrati Carnevali, potrebbe ricredersi per quello di Basilea, dal 2017 entrato a far parte del Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Cortei e baccanali ci sono, ma riveduti e in un’altra luce. E’ il caso di dirlo. Inizia il lunedì dopo le Ceneri, per una storia di Quaresima e Luteranesimo, dato che è un Carnevale protestante, anzi il più grande del mondo. Quando ai campanili rintoccano le quattro,  tutte le luci si spengono nelle strade e nelle case.  Da ogni parte della città, al suono di pifferi e tamburi che intonano la melodia tradizionale Morgenstraich, si muovono i cortei con le lanterne, che diventano l’unica illuminazione nel buio totale. Con una struttura in legno su cui è distesa una tela da dipingere a mano, le lanterne possono arrivare a oltre i tre metri di altezza. Le sorreggono persone mascherate che si muovono per gruppi, chiamati clique. Durante l’anno i componenti  si riuniscono per preparare l’evento, decidere il tema da disegnare, che si riferisce quasi sempre a fatti di attualità o personaggi di cui si parla, studiare gli spettacolini da  mettere in scena nei locali.   Nei pomeriggi di lunedì e mercoledì c’è il Cortège con più di 11mila figuranti mascherati e carri vari, certamente più tradizionale e meno d’atmosfera. Quest’anno causa Covid il Carnevale non si fa e slitta a marzo del prossimo anno. Ma chi vi ha partecipato può evocarlo e chi non l’ha mai visto può averne un gustoso anticipo con la Mehlsuppe



lo Zwiibele
.  La zuppa di farina e il tortino di cipolle sono i due piatti tipici con cui ci si riscalda nella notte alla pasticceria Schlesser, ovviamente a lume di candela . Ottimo osservatorio dei momenti clou con le sue finestre al primo piano sulla Marktplatz. Non è la stessa cosa, ma si può provare a ricreare un pizzico dell’atmosfera seguendo le ricette dello chef Paolo Dalicandro. Per info: www.myswitzerland.com