L’intelligenza artificiale al servizio della creatività. Sembra un controsenso, qualcosa di inattendibile, fatto per stupire. E invece la Futurfashion di The Hidden Genius è una rivelazione che sorprende, entusiasma, ma soprattutto su cui si può contare per il futuro della moda. E’ stata presentata oggi, a Milano, dove domani inizia la Fashion Week Donna per la primavera estate 2027. Location perfetta l’atelier del FLA FlavioLucchiniArt Museum all’interno del Superstudio, con le sculture e le opere di Flavio Lucchini che raccontano la moda degli ultimi 50 anni. E’ una sfilata virtuale, che porta sugli schermi capi nati attraverso AI e indossati da modelle virtuali.
Artefice e creatore The Hidden Genius al secolo Pierre Amour (nella foto) scoperto e sostenuto da Gisella Borioli, fondatrice e anima del Superstudio. 35 anni, nato a Parigi, ma basato da anni a New York, è un artista a tutto tondo con una passione particolare per la moda. Ha studiato in importanti scuole e ha lavorato in atélier famosi come quello di John Galliano e di Zac Posen. I suoi capi risentono della sua cultura nel fashion, ne affrontano tutti i temi ma non sono mai interpretazioni o revisioni, sono assolutamente innovativi e inediti, la realizzazione di sogni. Si va dall’abito da red carpet che riecheggia, ma non copia, i grandi nomi dell’alta moda al tailleur prêt-à-porter con spalle enfatizzate ma mai eccessive. Dall’abito giocato sul plissé soleil all’insieme con pantaloni stile country, che ricorda i primi Moschino, a una rivisitazione nuova e non pedissequa delle camicie di Gianfranco Ferré. Dall’abito mix di cheomsang e chemisier fino a una linea di impermeabili, suggerita da Gisella Borioli che lei ritiene poco considerati nelle collezioni dei grandi stilisti. Notevole la ricerca di tessuti e soprattutto gli abbinamenti, audaci ma mai sopra le righe. Accanto ai video con le sfilate di capi “destinati a diventare moda reale”, video “di fantasia” dove la creatività è inarrestabile e inarrestata, ma dove si intravvedono moltissimi spunti interessanti. “L’AI mi permette di spaziare con la mente” dice lo stilista “AI è un mezzo non un fine, non deve rimpiazzare la manodopera fisica, ma aiutarla”. E questo porta a considerare positivo l’uso di AI nella moda, che in molti settori, invece, sta già creando problemi di occupazione. La Futurfashion si può vedere al FLA fino al 28 settembre.


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