Difficile stabilire se Tradimenti di Harold Pinter sia un testo teatrale centrato sulla memoria o sul rapporto di coppia. Più facile pensare che sia una storia di amore e tradimenti, vista in retrospettiva. Tesi confermata dallo stesso Pinter, per il quale “La memoria è una stupida macchina senza logica. Comincia dall’ultimo istante e si riavvolge all’indietro”. Scritto nel 1978 e considerato tra i capolavori del drammaturgo inglese, Tradimenti è al teatro Out Off di Milano, in prima nazionale, fino a domenica 26. Con la regia di Maurizio Schmidt, è prodotto da Out Off in collaborazione con Farneto Teatro e la sua “creatura” Boffalora Acting Studio, non una scuola per la formazione, ma una palestra per professionisti dove sviluppare nuovi progetti. E la scelta di Pinter, considerato il drammaturgo dell'assurdo, è vincente, anche se sicuramente molto impegnativa.
Sul palcoscenico Lucrezia Mascellino, Gaetano Franzese, Claudio Pellegrini, nei ruoli di una coppia e di un amico e compagno di lavoro di lui, nonché amante di lei. Sempre in scena anche Chiara Schmidt che al pianoforte suona brani da Schubert a Chopin, da Liszt a Mozart, da Mussorgsky a Satie, e altri ancora. La musica non è un sottofondo musicale ma un filo conduttore importante per legare i vari momenti della storia a tre, nei suoi dieci anni. Questi sono scanditi da una scritta sul fondale che dice l’anno e la stagione. La storia inizia nel 1978, con l’incontro dei due amanti, che si sono lasciati e non si vedono da tempo. La conversazione procede stentata, per certi versi formale, per altri espressione di una rievocazione sfumata e unilaterale. Quindi seguono gli incontri, da quelli precedenti fino al primo del 1968, quasi sempre a due: i due amanti i più numerosi. Più rari i due amici, la coppia o tutti e tre insieme. A ogni incontro la scena cambia, nel senso che tutti gli elementi sul palcoscenico vengono spostati, molto velocemente, dagli attori compresa la pedana con il pianoforte, che continua a suonare. E sono movimenti al limite del balletto. In perfetta sintonia con i dialoghi dove ironia, imbarazzo, passione travolgente, sospetti, e qualche senso di colpa si mescolano. Tradimenti è la seconda puntata della trilogia di Harold Pinter al Teatro Out Off, che iniziata a dicembre con Sketches and short plays, si concluderà con L’Amante dal 5 al 10 maggio.













