Rivivono gli anni ’50 delle star nella collezione di Alabama Muse, intitolata "Bellissima". Alice Gentilucci porta sulla passerella della Fondazione Sozzani una versione Tremila delle donne che hanno dominato cinema e riviste. Per loro visoni, volpe nere, astrakan, leopardo, ovviamente animal free, con tagli ed enfasi del guardaroba da star, portati su abiti-sottoveste in colori delicati. Ma pronti a diventare la versione femminile e donante del cappotto per tutte le ore. Quasi all’opposto la donna di Daniela Gregis che sfila nel chiostro dell’Oratorio della Passione in Piazza S.Ambrogio. La stilista mette insieme tessuti pesanti, soprattutto pied-de-poule di dimensioni diverse, con sete stropicciate e maglieria vintage. I pantaloni sono larghissimi, le gonne fino ai piedi e ampie. In testa le modelle portano fazzoletti annodati. Beige, nero, grigio i colori con flash di rosso, anche negli occhiali (foto qui in basso).
Per la prima volta Herno presenta i suoi capi indossati. Per mostrare la fluidità delle linee e per farne tastare la morbidezza dei materiali. Il Principe di Galles dell’abito è rivisto nel colore, la gonna diritta è in finta pelle spalmata. Il cappotto è in eco-pelliccia, il trench in cashmere. Sul piumino sono applicati fiocchi di neve, sull’abito in mohair c’è una spruzzata di paillettes. Sealup (foto in basso) continua a rivedere il capo di tradizione sportiva con la cura sartoriale. Ecco nel piumino i dettagli di Alcantara su colletti e polsi, per eventuali personalizzazioni. Il peacoat è in velluto liscio. L’interno del cappotto ha una plissettatura. Il giaccone “marinaro” è vivacizzato da bottoni d’oro diversi. Il piumino ha un’imbottitura fatta degli scarti delle sete di Ratti. Si chiama Evolving Architecture la collezione di Valextra. Le sue borse, pur rimanendo legate alla tradizione, seguono criteri innovativi nei materiali, nei dettagli, nella costruzione. Così Iside Editor ha una silhouette allungata. Iside Tin è completata da una tracolla, Iside Lily è movimentata da intarsi e ricami. Nuova Giò, omaggio a Giò Ponti, razionale ed essenziale, è anche in shearling (foto al centro). Da Starbucks si raccontano le Apron Stories. E cioè i grembiuli elaborati da Francesca Ragazzi, direttore di Vogue Italia, Galib Gassanoff del progetto Institution, Carolina Castiglioni di Plan C e Sara Battaglia. Saranno venduti solo qui e il ricavato sarà devoluto in beneficenza. Redemption sceglie l’attraente cornice della Terrazza Duomo per il suo ritorno all’Aristopunk. Il direttore creativo Gabriele Moratti gioca sui contrasti, mette insieme velluti e broccati del vestire per serate chic con il perfecto(il giubbotto senza maniche) in ecopelle del mondo rock. E dai contrasti esce una nuova eleganza. Cristopher, brand indiano con produzione totalmente italiana, ha mostrato i suoi accessori luxury nell’elegante Galleria Robilant-Voena. Dalle scarpe, per uomo e per donna, con dettagli curatissimi, alle borse veri gioielli d’artigianato, ai foulard fino agli occhiali. A Palazzo Morando, fashion hub di Camera della Moda, Phan Dang Hoang, presenta Lacquer, supportato da Afro Fashion Association, organizzazione no-profit per promuovere il lavoro di creativi africani e non solo. Il designer vietnamita mette insieme elementi del guardaroba occidentale con pezzi della sua tradizione. Oltre a un omaggio a uno scultore e a un pittore del suo Paese.

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