E’ davvero uno spettacolo nel significato più immediato del termine la "versione Marcido" di Le baccanti la più celebre tragedia di Euripide, al Teatro Out Off di Milano fino al 25 ottobre. I personaggi ci sono, come la trama originale. Ma sono secondari in questa coproduzione del Teatro Stabile di Torino, in collaborazione con il Circuito Piemonte dal Vivo, realizzata nel 2025 per la celebrazione dei 40 anni della Compagnia I Marcido. Con la riscrittura di Marco Isidori che ne è anche regista e attore. Il titolo intero lo preannuncia: “I Marcido presentano. Istruzioni per l’uso del Divino Amore: mana enigmistico. Le Baccanti di Euripide che “precipitano” a contatto col reagente Marcido”.
Le scenografie, come i costumi, sono della geniale e creativa Daniela Dal Cin, non a caso Premio speciale Ubu nel 1991, e premiata nel 2003 e nel 2009 per la migliore scenografia. La prima scena si apre su una immagine fantasiosa di Napoli con tanto di Vesuvio in eruzione. Quindi compare Maria Luisa Abate che interpreta l’indovino Tiresia. Durante il suo monologo intervengono, portando un pianoforte, Alessio Arbustini e Mattia Pirandello nei ruoli di servi di scena o messaggeri, entrambi parte del coro. Quindi compare, con i suoi lunghi capelli biondi, Paolo Oricco nei panni di Dioniso, figlio di Zeus e di una donna mortale, che intona, in linea con la scenografia, una canzone sull’aria di Ninì Tirabusciò, con l’accompagnamento del coro di cui compaiono i volti da buchi della parete. Che si apre, ed ecco il palazzo del re di Tebe, Penteo, impersonato da Ottavia Della Porta. La tragedia entra nel vivo, con l’arrivo di Cadmo, nonno di Penteo, interpretato da Marco Isidori. Centro dei dialoghi le Baccanti, donne radunate sul monte Citterone, con i loro terribili riti fatti di sgozzamenti di animali, poi tagliati a pezzi per farne cibo. Sono le più forti sostenitrici del fatto che Dioniso non sia figlio di Zeus, ma di un comune mortale. Le Baccanti indiavolate faranno a pezzi, credendolo un leone, anche Penteo, mandato lì, vestito da donna, su criminoso suggerimento del perfido Dioniso. La prima ad accanirsi sul finto leone sarà proprio Agave, la madre di Penteo (Valentina Battistone). A questo seguirà, con uno straordinario cambio di scena, ricomposta con pezzi come un puzzle, la disperata reazione di Agave. Quando, in pieno stile tragedia greca, capirà di aver ucciso ed essersi nutrita del proprio figlio. Davvero incredibile la velocità, l’armonia, l’ineguagliabile sincronismo con cui gli attori smontano e ricompongono le scene. Costruiscono pavimenti sotto al recitante, cantano, ballano, si sovrappongono, prendono sembianze diverse, anche con l’aiuto di incredibili cappucci-maschere. Il tutto con un ritmo tale da far sentire il pubblico parte della scena.




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