Seconda giornata di Fashion Week milanese piuttosto varia. Ad aprirla Luisa Beccaria che, come sempre, sceglie una location in linea con la sua moda: il verde giardino dell’Acquario Civico (foto in alto). Fedele al suo DNA propone abiti in tulle, chiffon, seta, tinta unita o stampati movimentati da ricami. Per la maggior parte lunghi. Nuovo, invece, il completo gessato in seta e il lungo chemisier. Interessanti gli accessori, dai cappelli a larga tesa alle miniborse di perline o a quella a forma di ventaglio.
Sfila nel chiostro di Sant’Ambrogio Daniela Gregis. Il bianco è l’indiscusso protagonista con solo qualche flash di giallo e di écru. Tessuto leader lo stropicciato. Per il completo come per la blusa, per l’abito come per la salopette o lo spolverino. Tessuto a rete per il top abbinato ai pantaloni di seta. Trasparente il lungo bianco vivacizzato da fiori colorati applicati. Da Forte_Forte l’ispirazione è il viaggio. Sia per i capi pratici e freschi da mettere in valigia, sia per i dettagli e le stampe che evocano paesaggi lontani. Inserti all’uncinetto per l’abito in chiffon. Tra i nuovi colori il verde menta e il blu Majorelle, dal giardino di Marrakech caro a Yves Saint Laurent. E’ invece il rock libero e ribelle, di Jimi Hendrix e Janis Joplin, l’ispiratore di Redemption, brand fondato da Gabriele Bebe Moratti nel 2014, presentato nelle sale con terrazza affacciata su Piazza del Duomo. Una collezione quasi esclusivamente per la sera con abiti drappeggiati in georgette, tailleur di lurex tre pezzi, top, pantaloni, giacca. Gonne lunghe con spacchi vertiginosi rivestite di paillettes abbinate a rigorose camicie da uomo (foto al centro). Abiti in tessuto animalier illuminato da micropaillettes. Viene dal Ghana la collezione di Kenneth Tetteh, distribuita nel mondo ma per la prima volta in Italia. Solo abiti da sera con ricami di paillettes, tutti realizzati a mano che richiamano i tradizionali costumi africani. Lavorazioni artigianali, dettagli couture e molti ricami nella couture dell’Oriental Fashion Show che ha visto in passerella gli abiti di Yoland dal Sultanato dell’Oman, di Rena dal Marocco e di Gowher Gouvernet dal Turkmenistan. Arriva dalla Cina Zifei Wang, che ha sfilato nel cortile di Palazzo Isimbardi (foto in basso). Una collezione attuale e innovativa che rivisita stampe, tessuti e anche linee del vestire della tradizione. Molti gli inserti, le asimmetrie, le sovrapposizioni. Curiosi i dettagli come gli orologi che decorano le borse di lei o appesi alla cintura di lui.








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