Il Teatro Linguaggicreativi di Milano ha ospitato ieri e oggi l’anteprima di Attilio. E il teatro con quel nome non poteva essere più adatto allo spettacolo, davvero molto creativo, tanto da essere stato vincitore del Premio delle Arti Lidia Petroni 2018 e avere avuto la Menzione Speciale Asti Scintille 2019. A dar vita a questo “poemetto famigliare grottesco”, la bravissima ed eclettica Flavia Ripa.
Sola sulla scena, con l’ausilio di semplici strumenti tecnici, per far partire suoni, musiche, voci, o con la sua voce, riesce a raccontare, alle volte impersonandoli, i componenti della famiglia. Oltre a lei, Barbara, c’è la nonna religiosa e con il problema dei moscerini della frutta, la figlia Stefania, aspirante rapper, che vuole aggiungere una H al suo nome, dove non si sa. Armando il marito è nominato ogni tanto, ma è ininfluente. E poi c’è Attilio, 9 anni, il piccolo di casa che, invece di andare a scuola, frequenta campi da bocce e bar per briscola e controlla i lavori nei cantieri, con i suoi amici pensionati. Fatto che sarà vissuto malissimo, non tanto come problema del bambino, quanto perché porterà la famiglia a essere mal vista e giudicata nell'immaginario paesino di Quadrella. Dove le notizie del mondo intorno arrivano, ma filtrate in una bambagia di convenzioni o attraverso le continue telefonate di Barbara con una certa Rosa. A far da sottofondo qualche pezzo di canzone più o meno nota o litanie da chiesa, che sembra avere una parte determinante nel paese. Essenziale la scena, dove gli elementi più importanti sono il telefono con poltroncina e tavolino e una finta tavola da dove i piatti cadono facendo un rumore di veri piatti. Perfetti per dar forza all’immagine di casa e delle sue problematiche.














