domenica 1 marzo 2026

GRAN FINALE

Ultimo giorno di Fashion Week in presenza. A chiudere con Giorgio Armani, come sempre,  due brand cinesi, ormai habitués delle passerelle milanesi. Hui in un bosco futuribile, fatto di cordoni rossi, ha fatto sfilare un perfetto mix di Oriente-Occidente (in basso a destra). Dove le sete stampate cinesi convivono con i pesanti tweed e i finestrati. Le allacciature e i tagli tipici si alternano ai dettagli della nostra sartoria. Il tubino è un "cheongsam" rivisitato in seta rossa . Sarawong “esplora l’impronta silenziosa che il tempo lascia sulla materia” traducendola nei colori della natura, delle rocce, della pietra (in basso a sinistra). Dai marroni caldi al bruciato, dalla tinta terra ai neri intensi, fino alle trasparenze e a un bianco luminoso. I capi sono quanto mai femminili anche partendo da presupposti diversi. L’abito in chiffon stampato prende rigore dalla lunga giacca in maglia. Il giubbotto con controspalline, vagamente militare, è ingentilito da ricami floreali. Pelle e organza, pizzo ed ecopelliccia si accoppiano piacevolmente.




 Cavia riunisce in sé il più vero artigianato con la sostenibilità e soprattutto la voglia di sperimentare. E il nome, decisamente insolito, lo annuncia. Il brand l’ha creato Martina Boero durante il lockdown, forte della conoscenza di filati e gomitoli maturata nella merceria della mamma. Ed ecco una collezione di pezzi unici fatta di tagli di coperte riciclate, assemblaggi di tartan diversi, maglieria realizzata a mano con filati vari. Perfino il denim è reinterpretato e personalizzato a mano. Una collezione intrigante e invitante che riscuote grande successo in Cina, Corea, Giappone.  Al suono del pianoforte Henri Maheu presenta il suo giovanissimo (2024) brand Henri Paris, che celebra l’heritage dei grandi couturiers dagli anni 30 ai 50. Quindi drappeggi, volants, in tessuti con stampe disegnate dallo stilista, ma anche giacche con revers di seta e blazer e abiti nei jacquard della tappezzeria.  Nel salone accanto della sontuosa Residenza Vignale, Giuseppe Della Monica, ideatore del brand Marea, presenta la collezione Poltronissima, la cui origine è un archivio teatrale recuperato. Dai velluti delle poltrone agli abiti di scena. Quindi rosso, nero, oro, i colori. Pezzi importanti presi singolarmente, ma da poter sdrammatizzare con l’incontro di altri. Le note dell’arpa, suonata dalla sorella del designer fanno da sottofondo alla presentazione. La voce di un cantante anima, invece, il salone con la collezione Kasai, disegnata dalla romena Ana Olingheru. Un inno alla femminilità e alla sensualità con un importante supporto sartoriale (foto in alto). Domani le sfilate di Uni Form (Sud Africa), Nadya Dzyak (Ucraina),I am Isigo (Nigeria),Maxivive(Lagos), Edis Pala(Bulgaria), Ivan Delogu Senes (Sardegna) solo in digitale.   

sabato 28 febbraio 2026

OLTRE LA CONTAMINAZIONE

La moda è sempre più “anche qualcosa d’altro”. Legami con arte, rapporti umani, cultura sono evidenti e continui.  Maria Calderara è stata un precursore.  Per questa edizione, con una presentazione e una performance, prosegue nella contaminazione dei linguaggi. La sua piccola ma caratterizzata collezione s’ispira alla poetica dell’artista Tomaso Binga, nome d’arte di Bianca Pucciarelli Menna (Salerno, classe 1931) i cui lavori sono in mostra nel suo spazio. Dalla scrittura “dematerializzata”, motivo decorativo per abiti e giacche, a quella B di Binga che moltiplicata diventa la stampa dell’abito. Applicazioni di piccoli rettangoli con disegni dell’artista movimentano giacche e soprabiti. Immancabili il panno stropicciato e il feltro per giacche e camicie (in basso). 





Monsieur Matteo Sorbellini nella vip room da Roberta e Basta propone  capi unici dove in ognuno s’intravvede una dirompente creatività,  formata anche in gallerie d’arte. Tutto è particolare, dalle camicie con colli allungati ai pigiami da giorno con pizzi e ricami. Molto è giocato sul tridimensionale: la gonna è fatta di quattro pezzi di gonne diverse, la camicia si ibrida con la mantella, il jeans si sdoppia con il cargo (foto al centro). Dal Portogallo arrivano Pedechumbo e Davii. Il primo è un racconto fatto di cappotti in maglia traforati e abiti in Viscosa effetto seta, dove la lavorazione è tutta a mano. Il secondo è il perfetto incontro, versione total black, di passato e futuro, tessuti preziosi e materiali tecnologici. Il top di velluto diventa abito legato alla gonna di neoprene. Dalla giacca di neoprene spunta il chiffon di seta. I capi di Gabriele Colangelo sono, as usual, sculture con vestibilità. L’oversize si alterna a forme aderenti al corpo. S'inserisce perfettamente in questo “vedere oltre la moda”, Tabula Rasa la campagna creativa di White di febbraio, ideata dal presidente e direttore creativo Massimiliano Bizzi (foto in basso).  La continua ricerca per un’evoluzione della moda aperta a nuove tendenze e ispirazioni è ormai la caratteristica del salone con oltre 300 brand di cui il 46% stranieri. Impossibile parlare di tutti, anche se ognuno ha una sua storia. Nulla è scontato o prevedibile e non solo nelle Secret Rooms.  Dal classico reinterpretato con genialità e fantasia di Batakovic Belgrade, brand fondato da Ivana Batakovic al perfetto connubio di artigianalità indiana ed eleganza francese in una visione iperpoetica di MII (acronimo di made in India). Ballantyne con le sue borse racconta storie di famiglia ricostruite con l’AI.  Dietro le borse e i cappelli in rafia di Ibeliv, dal Madagascar, una storia-favola che vale un racconto tutto per sé e ci sarà. Tra gli accessori i gioielli in metallo smaltato della greca Dora Haralambaki, gli straordinari ventagli di The Viana Fan da Madrid, sostenibili perché realizzati con legni speciali, piuttosto che gli inimitabili cappelli di La Stramberia da Pietrasanta.  


venerdì 27 febbraio 2026

LA DONNA E' MOBILE

La donna Eleventy ama viaggiare, per questo veste capi diversi per situazioni diverse, sempre accomunati però da una vestibilità confortevole e con una precisa identità, caratteristiche del brand.   Ai colori iconici, dal bianco a tutte le gradazioni del beige e all’immancabile blu, si aggiungono il giada e il viola, interpretati con sfumature. Tra i materiali il mix di lana, seta, cashmere per  giacche e pantaloni. Svariati i gilé imbottiti. Il cappotto adotta la coulisse in vita. Il nuovo completo ha un pantalone corto e largo, quasi una gonna. La giacca di pesante Principe di Galles s’illumina di paillettes (foto qui in basso).   






Quasi interamente per la sera la collezione di Nissa dove il punto vita è sempre segnato. Satin, seta, pizzo, velluto i tessuti. L’abito corsetto è protagonista, con un voluto riferimento al mondo dei cavallerizzi. Specie nei dettagli di cinturini e cinture.  Hanita rivede i classici, con un’attenzione ai volumi e ai colori sempre in gradazione. Tra i pezzi più interessanti il giubbotto in Teddy, materiale dei peluche (v.teddy bear) e il cappotto in lana con zip e cappuccio. Il mondo della calzatura è sempre più personalizzato. Baldinini sceglie la B, iniziale del nome, come fil rouge di una collezione dalle linee pulite, dove niente è sopra tono. La B c’è sempre, piccola si intreccia con la pelle o firma lo stivale di camoscio con il minuscolo tacco (in alto a destra). Diventa fibbia in un oro dalla lucentezza smorzata. Flash di pelle maculata, leopardo e zebra, per ballerine e stivali. Raso e B in strass per la sera. Da AGL tutto ruota intorno a un fiocco. E’ sul mocassino rosso (in alto a sinistra), caratterizza lo stivaletto, personalizza lo scarponcino con alta suola di gomma. Tra i pezzi clou lo stivale ispirato al corsetto vittoriano e quello con texture invecchiata. Una salamandra serpeggia nella collezione da sera di Giuseppe Zanotti. E’ intera sulla clutch, ma si fa in vari pezzi sul tallone come sulla punta del sandalo o sul raso del sabot e sullo stivaletto con bordo di pelliccia. Fracomina nella boutique di Via Manzoni “celebra” il denim in tutte le forme. Decorato, ricamato, in forma di abito, di top, di trench, di gonna. Che la Fashion Week milanese sia sempre più internazionale ormai è un dato di fatto. Afraa, brand del Qatar, creato da Afraa Al-Noaimi, ha sfilato ieri nella Casa degli Artisti. Linee fluide e volumi ampi. Sete, nappe e jersey i materiali più visti. Mafi Mafi, brand fondato dalla designer etiope Mahlet Afework, sceglie l’Accademia del Lusso come passerella per le collezioni Haset e Zellan, entrambe con elementi tipici della cultura etiope. Nella prima linee fluide e tinte tenui, nella seconda  materiali resistenti e con contrasti grafici. Cinque e molto creativi, gli stilisti coreani che hanno mostrato le loro collezioni di abbigliamento e accessori, occhiali compresi, in un pop up di fronte al multimarca Antonioli. L’oro è dominante nei blazer e nei cappotti di Ara Lumiere, brand sostenibile fondato dalla filantropa indiana Kulsum Shadab Wahab, che nel suo atélier impiega solo donne sopravvissute ad attacchi con acido. Notevoli i ritratti di alcune di loro sulla parete dello spazio espositivo.   

giovedì 26 febbraio 2026

LA VARIETA' E' IL SALE DELLA MODA

Non è facile proporre capi con quel quid in più, ma che rientrano in un vestire probabile e donante. E, invece, questa potrebbe essere la definizione della collezione di Mantù. Che a un primo sguardo veloce  ha una buona vestibilità, ma subito dopo qualcosa salta all’occhio ed è il frutto di una forte creatività e di uno studio attento di volumi e materiali. Così il cappotto in tweed con collo di lana, l’abito in organza con ricami a mano, il completo in Viscosa, l’unire "il sweet al rough". Borsalino presenta la collezione in uno show room con tavoli di laboratorio in piena attività. Il tailoring è in primo piano con le impunture a contrasto, le rifiniture in morbidi pellami. Tra i nuovi colori il purple lipstick, il verde cappero, il giallo cedro, e l’animalier. Come forme Lucille leggermente a pagoda. Nuovi i berretti in lana, di cui alcuni con visiera e pronti a diventare caldissimi passamontagna. Continua la produzione di borse e di occhiali, con i nomi di icone del cinema e dello spettacolo da Robert(Redford) a John (Belushi), a Frank (Sinatra).





Dhruv Kapoor, brand indiano, racconta l’attesa, il passaggio, il non finito. Una metafora della vita esplicitata anche nelle piccole foto di aeroporti, ascensori, hall di hotel. I ricami sui capi sono lasciati volutamente incompiuti, i disegni definiti incontrano tracce di bozze. Formale e tempo libero convivono, come imperfetto e perfetto (foto in alto). Tutto è perfetto da Curiel con flash inaspettati per addolcire il rigore.  Così l’abito con la gonna dal taglio obliquo o il capotto con un’imprevedibile fodera con i bozzetti. La "Swinging London" rivive in una formula inedita nella collezione Forte-Forte disegnata da Giada Forte (foto in basso). I capisaldi dello stile british come il pied-de-poule con toni di verde si confrontano con la mantellina con frange e inserti dorati. Il cappotto a lavorazione jacquard si accompagna al top di paillettes. Per il brand canadese Ports, Francesco Bertolini nuovo direttore artistico, sceglie il tema del viaggio, con invito in forma di biglietto aereo. Ma il suo non è un viaggio vero quanto un viaggio di pensiero, che si compie anche quando si indossa un abito e ci si sente cambiati. Svariate quindi le proposte. Dal cappotto di pelle con coulisse in vita agli abiti neri dalle forti asimmetrie ma anche il caldo twin-set di tipo norvegese o lo chemisier con gonna plissé soleil. Da Biagini, come sempre, la varietà è vincente. Nelle forme, nei colori, nei materiali. Dalla micro borsa con custodia impermeabile per i giorni di pioggia alla pochette a forma di lingotto d’oro. Dalla borsa di medie dimensioni con manico a forma di muso di cavallo o di gatto all’ampia borsa in cavallino , naturale o colorato nelle tinte tipiche del brand verde e bordeaux. Come materiali dall’anguilla al coccodrillo, allo suede. Florania debutta alla Fashion Week con una collezione per uomo e per donna dove ampiezze e asimmetrie sono punti fermi di una nuova vestibilità.

mercoledì 25 febbraio 2026

L' ELEGANZA NASCE DAL MIXARE

Rivivono gli anni ’50 delle star nella collezione di Alabama Muse,   intitolata "Bellissima". Alice Gentilucci porta sulla passerella della Fondazione Sozzani una versione Tremila delle donne che hanno dominato cinema e riviste.  Per loro visoni, volpe nere, astrakan, leopardo, ovviamente animal free, con tagli ed enfasi del guardaroba da star, portati su abiti-sottoveste in colori delicati. Ma pronti a diventare la versione femminile e donante del cappotto per tutte le ore. Quasi all’opposto la donna di Daniela Gregis che sfila nel chiostro dell’Oratorio della Passione in Piazza S.Ambrogio. La stilista mette insieme tessuti pesanti, soprattutto pied-de-poule di dimensioni diverse, con sete stropicciate e maglieria vintage. I pantaloni sono larghissimi, le gonne fino ai piedi e ampie. In testa le modelle portano fazzoletti annodati. Beige, nero, grigio i colori con flash di rosso, anche negli occhiali (foto qui in basso). 




Per la prima volta Herno presenta i suoi capi indossati. Per mostrare la fluidità delle linee e per farne tastare la morbidezza dei materiali. Il Principe di Galles dell’abito è rivisto nel colore, la gonna diritta è in finta pelle spalmata. Il cappotto è in eco-pelliccia, il trench in cashmere. Sul piumino sono applicati fiocchi di neve, sull’abito in mohair c’è una spruzzata di paillettes. Sealup (foto in basso) continua a rivedere il capo di tradizione sportiva con la cura sartoriale. Ecco nel piumino i dettagli di Alcantara su colletti e polsi, per eventuali personalizzazioni. Il peacoat è in velluto liscio. L’interno del cappotto ha una plissettatura. Il giaccone “marinaro” è vivacizzato da bottoni d’oro diversi. Il piumino ha un’imbottitura fatta degli scarti delle sete di Ratti.  Si chiama  Evolving Architecture  la collezione di Valextra. Le sue borse, pur rimanendo legate alla tradizione, seguono criteri innovativi nei materiali, nei dettagli, nella costruzione. Così Iside Editor ha una silhouette allungata. Iside Tin è completata da una tracolla, Iside Lily è movimentata da intarsi e ricami.  Nuova Giò, omaggio a Giò Pontirazionale ed essenziale, è anche in shearling (foto al centro).  Da Starbucks si raccontano le Apron Stories. E cioè i grembiuli elaborati da Francesca Ragazzi, direttore di Vogue Italia, Galib Gassanoff del progetto Institution, Carolina Castiglioni di Plan C e Sara Battaglia. Saranno venduti solo qui e il ricavato sarà devoluto in beneficenza. Redemption sceglie l’attraente cornice della Terrazza Duomo per il suo ritorno all’Aristopunk. Il direttore creativo Gabriele Moratti gioca sui contrasti, mette insieme velluti e broccati del vestire per serate chic con il perfecto(il giubbotto senza maniche) in ecopelle del mondo rock. E dai contrasti esce una nuova eleganza. Christopher, brand indiano con produzione totalmente italiana, ha mostrato i suoi accessori luxury nell’elegante Galleria Robilant-Voena. Dalle scarpe, per uomo e per donna, con dettagli curatissimi, alle borse veri gioielli d’artigianato, ai foulard fino agli occhiali. A Palazzo Morando, fashion hub di Camera della Moda, Phan Dang Hoang, presenta Lacquer, supportato da Afro Fashion Association, organizzazione no-profit per promuovere il lavoro di creativi africani e non solo.  Il designer vietnamita mette insieme elementi del guardaroba occidentale con pezzi della sua tradizione. Oltre a un omaggio a uno scultore e a un pittore del suo Paese.    

martedì 24 febbraio 2026

DONNE D'INVERNO

Primo giorno di Fashion Week milanese per la donna del prossimo autunno-inverno.  Ad aprire le danze Simonetta Ravizza con una sofisticata rivisitazione dell’archivio (foto qui in basso). Nessuna interpretazione nostalgica, ma una rilettura chic, dove il vintage diventa status symbol. Ripresa di peli dimenticati come il rat mosqué, la capra tibetana, rigorosamente nella catena alimentare. Rivive lo shearling come pelliccia soprattutto a pelo lungo. Ritorno della stola che diventa una sciarpa perfetta per completare un insieme per tutte le ore. La volpe prende le macchie o diventa reversibile con la maglia. Interessante e inserita "nell’attenzione alla sostenibilità" la giacca realizzata con scarti di visone cuciti insieme e colorati. A completare giacche, camicie, pantaloni in camoscio. 




Guarda all’archivio anche Alberto Affinito, fondatore e designer di Art259Design. Il 70% della sua collezione è una rielaborazione di capi di passate collezioni: le giacche si allungano, l’abito si trasforma in un top, lo spolverino si stringe in vita e diventa un vestito. Solo la maglieria non ha un passato. Pesanti tweed, scozzesi in toni pacati, pied-de-poule inediti sono i tessuti della collezione genderless di Zona 20 dove l’asimmetria è dominante. Silhouette verticali e allungate per una vestibilità universale, come sempre, nella sfilata di Martino Midali, nata in collaborazione con Stati Generali delle Donne, rete impegnata nella promozione della parità di genere e del valore del lavoro femminile. Tessuti morbidi in colori luminosi e caldi si alternano a tessuti tecnici opachi, in una perfetta armonia. La luce e il lucicchio è il fil rouge che lega tra loro i capi di Custo Barcelona. Che siano i revers del blazer dal taglio maschile o le fasce con cristalli che spiccano su abiti e pantaloni. Ritorno della gonna a palloncino e degli abiti bustier.  S’intitola "A room with a view" la presentazione di Borbonese (foto in basso). Solo un riferimento con il cult di James Ivory del 1985. Portare la natura nella quotidianità. La continua ricerca del nuovo senza dimenticare la tradizione. A fare da cornice alla collezione, a Palazzo Crespi progettato da Piero Portaluppi nel 1930, le sculture e le installazioni video dell’artista italo-argentino Martin Romero. Tra le novità i pezziforti del brand in materiali inediti come cavallino, montone, ecopelliccia e tessuto riciclato maculato. Alta artigianalità e dettagli a sorpresa sono i punti forti delle borse e delle scarpe di Rodo disegnate da Giorgio Dori, terza generazione del brand che quest’anno compie 70 anni. Dai giochi di impunture alle fibbie per le scarpe in metallo intrecciato a mano, dal corno degli alamari del montgomery, rivisti in metallo, per i sandali alla nappa stropicciata per le borse, agli zirconi che illuminano le clutch. Verde petrolio e rosso ciliegia sono i colori del momento  per le borse De Marquet. Svariati i pellami: pelle verniciata, pelle dollaro (martellata), pelle di vitello liscia, falso coccodrillo e camoscio. Tra gli eventi di Camera della Moda l’apertura del Fashion Hub a Palazzo Morando e la presentazione del progetto Next on air realizzato da CNMI in collaborazione con Rinascente: nell’Air Snake al primo piano del department store sono in esposizione e in vendita da oggi al 9 marzo le collezioni di dieci brand internazionali selezionati da una giuria di professionisti.

venerdì 20 febbraio 2026

IMPAREGGIABILE GASTEL

Se qualcuno ha ancora qualche piccolo dubbio e considera la fotografia un’arte minore vedendo la mostra Giovanni Gastel Rewind, li supera immediatamente. Tutto questo senza togliere nulla al valore della fotografia d’autore, non solo in termini di documentazione e di creatività. La personale del grande fotografo, scomparso nel 2021, è a Palazzo Citterio a Milano fino al 26 luglio. Con più di 250 foto, video, sue poesie e scritti e oggetti personali.  Per quanto ci siano dei raggruppamenti, non esiste un percorso vero e proprio, comunque non in termini cronologici. Appena entrati si è subito abbagliati dagli still life, realizzati soprattutto per le riviste Donna e Mondo Uomo, che sono state un trampolino di lancio per molti. Entusiasma la capacità di Gastel di dare vita a capi e accessori, con l’aggiunta di qualche elemento spesso in contraddizione.


Ecco, per esempio, un casco di banane che con un paio di occhiali e una cravatta diventa uno strano animale-personaggio. Un fazzoletto semiaperto è un naso su cui poggiano degli occhiali tartarugati. Uno spremiagrumi si trasforma in un volto con una fetta di arancia che fa da cappello e dei grandi occhiali azzurri. Un paio di guantoni in pelle nera diventano un viso di cui un’apertura diventa la bocca. Degli occhiali crescono da un vaso, come una pianta. Una Tour Eiffel capovolta è il tacco di una scarpa, portata su una sexy calza a rete. E tutto senza mai svilire l’oggetto da presentare. Anzi dandogli vita, storia, identità. Di Gastel hanno detto che fotografava gli oggetti   come modelle. E le modelle come oggetti. Non è uno sterile gioco di parole, ma conferma la sua capacità di non togliere niente né alle persone, né agli oggetti, anzi di valorizzarli nei modi più imprevedibili. Interessante un angolo in cui è stato ricostruito il suo studio, con libri, carte, oggetti vari, e le sue poesie. Curiosa la stanza con le foto di modelle incorniciate e trattate come icone russe. Vari i ritratti di personaggi, con uno sguardo e un sorriso speciale, che coglie solo chi sa guardare al di là delle apparenze. Così Obama fotografato nel 2017, Andrea Bocelli a figura intera forse su un palco, Michele De Lucchi designer e architetto, Flavio Lucchini creatore e direttore storico di Vogue Italia (oltre che di Donna e Mondo Uomo), Carlo Verdone naturale, in un momento di massima empatia. Un’intera parete è dedicata alle foto che amici, colleghi, personaggi hanno scattato a lui. E anche in queste si percepisce una vicinanza, si intuisce come Gastel avesse un ottimo rapporto con le persone. E il video in cui si racconta lo conferma. Semplice ma senza false modestie, appassionato senza esaltarsi. “Fotografare è una necessità e non un lavoro. Rendere eterno un incontro tra due anime mi incanta” il suo pensiero.