Sono un centinaio di foto che ritraggono montagne, boschi, animali selvatici nascosti, che corrono in gruppo, solitari. D’estate, con il sole, d’inverno con neve e ghiacci, al tramonto, di notte. Sono di Giovanna Dal Magro. Fino a domani saranno esposte nella Biblioteca di Santa Giustina in provincia di Belluno. Poi andranno a Sospirolo, a Sovramonte e a Ponte delle Alpi, sempre nel bellunese. Dietro la mostra itinerante una storia iniziata quasi cinquanta anni fa. Quando l’allora capo della Forestale di quella zona Alessandro Merli e Anna Paola Zugni Tauro, dirigente di Italia Nostra decidono che, per proteggere le foreste del bellunese, conosciute anche come Monti del Sole, la soluzione sia creare un parco nazionale.
Diventa quindi importante farle conoscere. Cosa meglio di farle fotografare da un occhio particolare, poetico, più che "adatto alla cartolina"? La scelta cade su Giovanna Dal Magro con cui Zugni Tauro ha lavorato per reportage sulle ville venete, e che ha al suo attivo varie foto di performance artistiche. Dal Magro è restia, non ha alcuna esperienza di montagna, soffre il freddo, ma alla fine si lascia convincere, sperando, forse, di vedere qualche animale, la sua passione. Fotografa indefessamente per quattro anni, in tutte le stagioni con tutti i climi (nella foto Dal Magro con alcuni dei forestali che l’hanno accompagnata). Una vera sfida. E i risultati sono di grande soddisfazione. Ne nasce un libro dedicato a Dino Buzzati, bellunese doc. In seguito viene organizzata una mostra che gira per i vari comuni della provincia di Belluno, fino a diventare l’apertura di un convegno internazionale della montagna all’Università di Vienna, applaudito da 2mila persone. Ma il passo decisivo è l’esposizione allestita a Roma, nel complesso monumentale di San Michele a Ripa Grande. Qui la visita l’allora ministro dell’Ambiente Giorgio Ruffolo che, incantato dalle foto, firma immediatamente perché quei territori siano inseriti come Parco Nazionale, che diventerà Patrimonio Unesco. Dopo tanti anni nel 2025 la mostra viene “ripresa in mano” dal tenente colonnello Elisabetta Tropea,Comandante Carabinieri Biodiversità di Belluno. La prima tappa è il restaurato, cinquecentesco Teatro de la Sena (della scena) al primo piano di Palazzo della Ragione, a Feltre .








.jpg)




.jpeg)



.jpg)
