Si è conclusa la Fashion Week di Milano in presenza, domani otto passerelle solo in digitale. Ha aperto la giornata Hui, brand cinese fondato dalla stilista Huizhou Zhao. Ormai una habitué della settimana della moda milanese. Questa volta per la collezione è partita dal "ventaglio circolare", elemento cardine della cultura cinese. Con cui vuole trasmettere un messaggio per la donna orientale, “non figura simbolica legata al passato” ma protagonista di un’evoluzione. Ecco quindi le sue sete impalpabili in forme occidentali e quasi minimali, con solo qualche flash non lineare.
Attesissimo lo show di Giorgio Armani, design Silvana Armani, nipote del grande stilista scomparso, alla sua seconda collezione. Bianco e nero dominanti, anche riuniti in inediti stampati, geometrici e non. Molte le "tenues de soirée". Dagli abiti lunghi con lamé e frange e collane che fungono da corpino, fino allo smoking riveduto. Non nuovo sulle passerelle milanesi Marques Almeida, brand londinese fondato nel 2011 dai designers portoghesi Marta Marques e Paulo Almeida. Nell’imponente cortile di Palazzo Isimbardi ha sfilato con abiti e completi in colori scuri, come il verde muschio e il marrone di giorno, e neri con pizzi o interamente ricoperti di macropaillettes per la sera. D’effetto i copricapi con grandi piume. Partecipata e coinvolgente la Milano Moda Graduate, evento-sfilata dedicato ai lavori e alla premiazione degli studenti delle scuole di moda italiane, tenutosi alla Rotonda della Besana. Un’esplosione di creatività, alle volte eccessiva, che comunque ha rivelato delle passioni forti, con progetti di partenza ben definiti. Premiata nella categoria fashion design da Camera della Moda, Matilde Bonechi dell’Istituto Marangoni. Vincitore del YKK Prize selezionato da YKK, main partner dell’evento, il progetto di Costanza Barbieri e Giulio Censori dello IED Istituto Europeo di Design. Menzione speciale a Corinne Zanini dello IUAV Università di Venezia. Curiosa, per non dire fuori luogo, la piccola manifestazione di protesta contro le pellicce all’ingresso della Rotonda. Trattandosi non solo di collezioni estive, ma di collezioni disegnate da giovani e non da consolidati “marchi della moda”. Ultima sfilata alla Rotonda della Besana quella del portoghese Miguel Vieira. Protagonista, contrastato solo da qualche outfit bianco, il nero in tutti i tipi di capi, per lui e per lei, con molta sera illuminata da paillettes e strass. Cristopher, brand del gruppo indiano Sahakar, ha scelto i saloni, con camini e armature, del Museo Bagatti Valsecchi, dimora storica di metà Ottocento, per presentare la collezione per l’estate prossima, tutta made in Italy (Parabiago e Toscana). Con scarpe e borse per lei e per lui, con giochi di intrecci, arricciature, speciali lavorazioni tutte a mano. Nuovissimo il sandalo con intrecci di lacci impunturati. Presente anche una capsule di borse e scarpe, tra cui il tronchetto in argento, per l’autunno inverno 26/27, in vendita solo nel negozio di Via Spiga a Milano.



Nessun commento:
Posta un commento