Nel primo pomeriggio, è stata la volta, nel porticato, degli abiti architettonici di Kasai, brand di Bucarest fondato da Ana Olingheru. Asimmetrie, tagli a sorpresa, collane come spalline (in alto). All’interno, Henri Paris del designer canadese Henri Maheu con creazioni ispirate all’Alta Moda dagli anni 30 ai 60. A fine pomeriggio Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi del duo Aquilano. Rimondi hanno fatto sfilare nel porticato capi mix di atmosfere da Secessione Viennese ed estetica giapponese. Con rivisitazioni del kimono e giochi di sovrapposizioni. Atmosfere contemporanee e continui riferimenti all’arte, alla Fondazione Sozzani, spazio che ha dato vita all’anonimo quartiere Bovisasca. Tra pregevoli opere di artisti e abiti come installazioni, si è tenuta la prima edizione del Sozzani Award. Un premio nato per sostenere i progetti delle nuove generazioni. Tre i finalisti, la canadese Marie-Eve Lecavalier, basata a Parigi, la giapponese Mai Suzki, basata a Londra, e Timisola Shasanya, britannico-nigeriana, la premiata. Con una collezione di capi sartoriali che mette insieme tecniche della tradizione con innovativi processi tecnologici. Interessante in esposizione la collezione di Leandro Canu e il Worldrobe di Vien, per uomo e per donna e “oltre i calendari”, con una sartorialità non scontata e fatta per durare nel tempo. Non una location particolare, ma un allestimento che cattura quello del brand Marea disegnato da Giuseppe Della Monica. La collezione s’intitola Scacciapensieri ed è stata proposta tra tendaggi e una musica forte, sincopata, al limite del rumore. I capi, di forme pulite in tessuti semplici, sono movimentati da ricami, broccati, inserti di materiali inaspettati. Uno spazio professionale e sobrio quello di Lineapelle, scelto da Veiga, giovane brand (2 anni) disegnato da Ida Antonelli, interamente prodotto in Toscana, con capi in pelle di tutte le “categorie”, dal pantalone che richiama il Levi’s 501 alla minigonna, dagli shorts con pinces ai bermuda, al top traforato. Non particolare, ma ospitale lo spazio industriale delle Officine del Volo, scelto spesso dalla moda, dove la piattaforma B-Iconic con Fondazione Fiera di Milano ha presentato e premiato collezioni di giovani stilisti e opere di artisti. Con piacevoli intermezzi musicali. De Wan, nel negozio di Via Manzoni, ha mostrato i nuovi 12 modelli di borse e i nuovi 28 occhiali, tutti made in Italy, con lavorazioni accurate e uno straordinario rapporto qualità prezzo.
sabato 26 settembre 2026
DARSI APPUNTAMENTO A MILANO
Continua la scoperta delle location nella Fashion Week milanese. Oggi dal giardino della Triennale per Ferragamo, si è passati all’ottocentesco Palazzo Turati per Marco Rambaldi. Diversi gli eventi ai Chiostri di Sant’Eustorgio che ospitano il Museo Diocesiano. Qui hanno presentato i brand portoghesi Pé de Chumbo e Davii. Il primo, disegnato da Alexandra Oliveira, ha scelto il porticato al suono di Vivaldi, perfetto per gli abiti “avvolti addosso” in viscosa, tutti di produzione portoghese, ma anche i twin- set con lurex e paillettes e i capi con giochi di trafori. Il brasiliano Davii ha mostrato dieci outfit, made in Portogallo, nel salone con parte dei 700 tesori artistici della Diocesi.Bianco e nero i colori dominanti, per abiti in organza di seta, gilé in lana doppiata e tagliata dal vivo, completi e giubbini in rete di neoprene, bomber in pelle.
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