mercoledì 10 giugno 2026

MANI IN ALTO

Che l’artigianato sia una ricchezza da proteggere è uno dei temi da affrontare. Non è certo facile in un mondo come l’attuale dove si "disconoscono" molti valori. Gli artigiani sono sempre meno, sono spesso persone di una certa età e se hanno dei figli questi non possono o non vogliono ereditare un mestiere ormai difficile da esercitare. Per cui un’iniziativa come quella di Homo Faber deve essere vista come una vera ancora di salvezza, oltre che un piacevolissimo appuntamento d’arte.




La manifestazione nata nel 2018, con una cadenza biennale (ha saltato il 2020) è organizzata da Michelangelo Foundation (associazione no-profit con sede a Ginevra) in collaborazione con Fondazione Cologni Dei Mestieri d’arte e Fondazione Giorgio Cini. La quarta edizione, dal 1° al 30 settembre, si tiene come sempre nell’Isola di San Giorgio a Venezia, che ogni volta si trasforma secondo il tema della mostra. Quest’anno, come annuncia il titolo An Island of light, è il rapporto tra luce, materiali e naturalmente la mano dell’uomo. Un tema quello della luce, caro al direttore artistico del momento, l’artista e designer inglese Es Devlin (nella foto) che è stata tra i protagonisti dell’ultimo Salone del Mobile di Milano con la sua Library of Light alla Pinacoteca di Brera. Più di 800 gli oggetti esposti, creati da più di 400 artigiani di 55 paesi del mondo. Suddivisi all’interno della Fondazione, ma anche nei cortili e nei giardini. Si va da oggetti e creazioni selezionati nei colori della terra, in un salone, agli uccelli nella zona piscina dove l’acqua è un altro filo conduttore. Uccelli di carta bianca voleranno nella Sala Bianca mentre nell’Anticenacolo voleranno, come uccelli, delle lanterne. I colori non mancheranno e saranno quelli dell’arcobaleno in un’altra sala. La mostra prosegue nel Labirinto Borges dove su un muro saranno disegnati gli animali di città, ignorati e non considerati. Un altro richiamo al rapporto tra uomo e natura. A completare il tutto e invitare a una piacevole sosta tre ristoranti di diversi livelli di servizio e di menù, ma tutti con la firma dello chef stellato Salvatore Sodano. Previsti workshop e tour tra gli artigiani di Venezia. A fare da guida e ad accogliere i visitatori gli Ambassador, giovanissimi artigiani in uniforme, colorata con lo spray di uno speciale indaco coltivato sull’isola.

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