giovedì 11 giugno 2026

VISIONARIO, ANZI PRAGMATICO

Perché un libro sulla moda viene presentato a Milano nella Pinacoteca di Brera dal suo direttore generale Angelo Crespi? E’ successo oggi e il libro è Realtà e visione oltre la moda. Un viaggio visionario oltre il confine del reale (Edizioni Bookness). L’autore non è uno stilista, né un direttore creativo, è Francesco Casile, fondatore di CSM Camera Showroom Milano e CEO del Casile & Casile Fashion Group, una delle figure più autorevoli del sistema distributivo moda italiano ed europeo. Quindi importante, ma dietro le quinte. 



Al primo momento il libro può sembrare autoreferenziale e un po’ambizioso, ma basta leggere la quarta di copertina dal titolo  Il libro che non doveva esistere" e la prefazione di Mario Boselli, presidente onorario di Camera della Moda, per rendersi conto che non è “un’operazione nostalgica” ma "un atto di restituzione... che restituisce dignità a un sistema che vive di competenze, di sacrifici, di visioni”. Ma anche un manuale che descrive un mondo, le sue origini e il suo futuro, dove anche il carattere autobiografico diventa fondamentale. Francesco Casile, nato in un piccolo paese della Calabria in una famiglia di contadini, è riuscito ad arrivare a importanti traguardi. La sua storia, per quanto potrebbe avere tutte le caratteristiche del “racconto buonista”, in genere fine a sé stesso, è invece assolutamente funzionale. Soprattutto come messaggio per i giovani, su cui punta la moda e il made in Italy del futuro. Come è scritto nella quarta di copertina “ai giovani talenti che sognano la moda questo libro servirà per conoscere il passato, per crescere e in futuro diventare i leader del settore”. Casile spiega come un sogno può diventare realtà. E guardare al passato per costruire il futuro è la base. Ma non sono frasi fatte. I suoi verbi-consigli sono: ascoltare, osservare, interpretare, costruire relazioni più che fatturare, esserci quando gli altri svaniscono. Non mancano piccoli ritratti dei protagonisti della moda, dai couturier del passato come Fortuny e Poiret ai nomi del prêt-à-porter, a importanti giornalisti scomparsi. Interessante, e anche divertente, uno dei capitoli, che l'autore chiama tappe, in cui analizza le figure simbolo della moda. Da quelle positive a quelle negative e come riconoscerle. Chi vuole tutto subito, il capo che non guida, ma si specchia, “Io prima di tutti”, il bello senza fondamento.  Casile distingue i consigli da dare ai giovani da quelli da dare ai leader.  Insegna a distinguere tra velocità che è intelligenza, da fretta che è disordine. Quasi commuoventi, ma senza retorica, i ringraziamenti finali ai colleghi, ai giornalisti e ai media, ai collaboratori silenziosi, alla sua famiglia. E perfino ai critici, ai dubbiosi, ai detrattori e “a chi non ho nominato ma sa di esserci”. E da quello che hanno detto i relatori alla presentazione del libro, non sono parole vuote o di prammatica, ma l’espressione di una persona altruista e generosa, oltre che geniale.

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