giovedì 22 settembre 2022

FANTASIA AL POTERE?

A metà della fashion week milanese non si può avere certezze su come vestiranno le donne, secondo gli stilisti, nella prossima primavera estate. Probabilmente non si avranno neanche alla fine della settimana. S’intuiscono però trend comuni. La propensione alle stampe floreali, i colori vivaci con qualche new entry come il giallo o il verde alga, ritorni come il rosa in varie declinazioni o il lilla. Continuano le sperimentazioni nei tessuti con un occhio speciale alla sostenibilità. Piace la fluidità, ma la vita è sovente segnata con un recupero dello chemisier, ovviamente rivisto. 




Così da Maryling dove le stampe di fiori si accostano al tartan anche con spruzzate di paillettes per uno stile college-glamour. Guarda alla fine degli anni Sessanta Gianluca Capannolo con le stampe flower power, ma si proietta nel futuro con gli abiti scultura in tessuto crinolina o le tute in preziose sete plissé soleil (in alto). Tra i protagonisti il blazer. E’ in tessuti non stropicciabili e iperleggeri da Tombolini, anche bianco davanti e nero dietro (in basso). Da accostare a pantaloni con pinces o a quelli da running arricchiti, magari, da dettagli preziosi.  Simonetta Ravizza parte dalla storia della maison per una collezione fresca e pronta al futuro, come raccontano gli occhiali delle modelle. Ed ecco il maculato ingigantito che diventa stampa per abiti e bluse dal taglio a trapezio. Effetto optical con rosso acceso, blu elettrico e nero in accostamento con il bianco. Bianco e nero, ma anche giallo e bianco, rosso e nero, bluette e nero da Anteprima che ha festeggiato il 30° anniversario con una sfilata al Parco Sempione, “democratica” perché oltre agli invitati seduti, a tutti era possibile assistere. Le modelle sono arrivate in bus ATM per ridurre l’impatto ambientale e i sedili di design sono stati realizzati in carta, per essere portati via dagli ospiti a show finito e non produrre scarti. Non solo, oltre ad aver utilizzato filati con poliestere ecologico e quindi riciclabili, Anteprima ha avviato un progetto con il comune e le scuole milanesi a cui ha donato dei tessuti.  All’aperto anche la sfilata di Genny, che ha scelto come passerella i Bagni Misteriosi, scenografica piscina accanto al Teatro Franco Parenti. Una luce perfetta per esaltare i colori e i tessuti degli abiti, con giochi di drappeggi, scintillii di paillettes,  spacchi sensuali, impunture reggiseno. Tutto pronto per il red carpet. Da red carpet anche i sandali di Santoni. Da quelli con un gioiello tridimensionale che sostituisce l’iconica doppia fibbia a quelli con doppio cinturino studiati per le celebrities ma ora disponibili per le "comuni mortali". A completare la collezione le sneakers in pelle specchiata, i sabot mule in lucertola, o quelli stampa maculato. AGL dimostra ancora una volta come creatività e anticonvenzionale possano convivere con il rigore del saper fare e dell’alta artigianalità. Esempi? I sabot in paglia rasata che di profilo richiamano le dune del deserto o gli stivali e le scarpe alla bebé in tessuto di paillettes nere e fluorescenti che di giorno si caricano di luce per illuminarsi al buio(al centro).


mercoledì 21 settembre 2022

MODA: PRONTI, PARTENZA, VIA!

Al secondo giorno di sfilate milanesi, per la donna primavera-estate 2023, tutto sembra tornato al pre-pandemia. Traffico impazzito, Mercedes nere dappertutto. Folle di esaltati alla ricerca di vip, selfie a più non posso. Premi, anzi awards a gogò. A cominciare da Chi è chi della moda che a Palazzo Marino ha premiato personaggi del settore o meglio della Community. Dal Premio Elio Fiorucci assegnato ad Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, per la capacità di osare, al nuovo premio Fashion & the City  a Piattaforma Sistema Formativo Moda Ets nella persona del presidente del consiglio direttivo Matteo Secoli, per i progetti che rafforzano il legame della moda con Milano. 




Premia i talenti dell’illustrazione di moda, invece, il Rodisegno Prize, promosso da Rodo con il patrocinio del Comune di Milano, in collaborazione con Fida Worldwide. Tema: libera reinterpretazione delle borse iconiche del marchio fiorentino. I disegni dei sei vincitori sono stati esposti nel cortile della casa del Manzoni insieme alla nuova collezione di borse e sandali. Un altro premio è stato quello di Camera della moda ai Young Designer. Tra i vincitori Endelea, marchio di moda etica che mette insieme il made in Italy con la cultura tessile africana, della Tanzania(in alto). Vengono dal Marocco le due collezioni che hanno sfilato come Oriental Fashion Show nel cortile di Palazzo Turati. Sono Maison Calamain con una mini-collezione di blazer e spolverini in prevalenza di velluto con ricami e giochi di intarsi e un’altra di caftani, più fedele alle tradizioni. E Le Monde de Nun che ha proposto gonne lunghe, ampi pantaloni, e ancora caftani in un mix di tessuti tra il marocchino e l’andaluso.  Il cortile di Palazzo Turati è stato scelto anche da Martino Midali per festeggiare i quarant’anni del brand con una capsule collection rappresentativa della sua filosofia “Non è l’abito a vestire le donne, sono le donne a vestire il mio abito”. Capi quindi adatti a donne di corporature diverse che possono interpretarli ognuna al proprio modo. Notevole la regia della sfilata aperta con un balletto sulle note e le parole di Le tourbillon de la vie, mitica canzone cantata da Jeanne Moreau in Jules et Jim. Per le modelle spolverini, abiti, pantaloni tutto a righe bianche e nere, orecchini compresi (in basso). Con flash finale di rosso. S’ispira ai fiori, anzi alla camelia, la collezione di Sarawong, brand cinese disegnato da Sara Wong, che quest’anno sarà commercializzata in Italia. Pezzi classici come lo chemisier o il blazer sono riveduti con dettagli e tagli a sorpresa. Tessuto protagonista, anche per il giorno, il tulle. All’insegna del glamour con variazioni sul pop i sandali e le décolleté di Luciano Padovan. Dalla linea Flake per la sera con pellami a effetti cangianti alla Geometric in cui, appunto, le forme geometriche sono il filo conduttore. Alla linea Ruches in colori forti con vere ruches di seta per formare, a scarpe ravvicinate, un cuore(al centro). Anche in bianco per la sposa.


martedì 20 settembre 2022

AVEDON E' TORNATO


Quale momento migliore per una mostra di Richard Avedon a Milano della settimana della moda? Ma è un pensiero riduttivo nei confronti delle immagini del grande fotografo statunitense, scomparso nel 2004. E non solo perché ritraggono anche personaggi e gente comune, non legati alla moda. Il sottotitolo Relationships in qualche modo lo dice o comunque anticipa quello che esprimono le 106 foto provenienti dal Center for Creative Photography di Tucson (Usa) e dalla Richard Avedon Foundation. Come ha spiegato la curatrice della mostra Rebecca Senf le foto riflettono il rapporto di Avedon con i suoi soggetti. Raccontano l’empatia che sapeva creare con loro, così come il rispetto nei loro confronti. Che fossero la modella agli inizi o la top, il grande artista o la donna della strada con la sua bambina, l’attivista per i diritti civili o il capo di stato. 




Certo le foto di moda prevalgono e sono quelle con cui ha rivoluzionato il modo di fotografare le modelle. Primo, infatti, a farle muovere, a renderle soggetti e non più oggetti. Protagoniste e non pedine, grazie anche a quel grande spazio bianco lasciato intorno alle figure. E poi quella capacità di evidenziare i dettagli, senza essere didascalico. Ecco la foto della modella in abito da sera ritratta tra due elefanti o ancora quel primo piano di una scarpa e solo la caviglia che esce da una gonna con lo sfondo della Tour Eiffel. Molto interessante la sezione dedicata alle campagne di Versace, main partner della mostra, che raccontano il percorso  della maison dalle collezioni degli esordi del 1980 fino alla prima firmata da Donatella Versace del 1998.  "E’ una mostra, ha detto Senf, da vedere al rallentatore per apprezzarla fino in fondo, proprio come un buon pranzo o un tramonto".  Indimenticabili i ritratti di personaggi famosi, più che mai vivi. Da Andy Warhol ai quattro Beatles ritratti separatamente, da Ezra Pound a Truman Capote, a Marilyn. Straordinaria Nastasha Kinski, nuda con un pitone. Un’immagine con tutti i presupposti per essere volgare o per lo meno kitsch, nel suo scatto diventa un prodigio di eleganza e sensualità. Ma Avedon non ha solo rivoluzionato il modo di fotografare. Come ha detto di lui Domenico Piraina, direttore di Palazzo Reale, con la sua mostra a Milano nel 1994 ha anche cambiato la missione di Palazzo Reale, l’ha inserito nel circuito internazionale, ha ribadito l’importanza della fotografia e il fondamentale legame di Milano con la moda.  E un video ricorda quell'esposizione allestita, oltre che nella sala delle Cariatidi, in altri saloni del palazzo non ancora restaurati, con i muri scrostati e pieni di buchi. Che Avedon giudicò  perfetta cornice  per i suoi lavori "drammatici". D’effetto il corridoio con le pareti rivestite di copertine di Vogue, media partner della mostra, e il pavimento di specchio che le riflette. Richard Avedon Relationships è promossa dal Comune di Milano-Cultura, organizzata e prodotta da Palazzo Reale e Skira Editore, che ha pubblicato il catalogo.  Apre al pubblico il 22 settembre  e chiude il 29 gennaio. 

giovedì 15 settembre 2022

FEMMINISMO POP

C’è sicuramente del déjà-vu, nella mostra Moving in space without asking permission alla Galleria d’arte Moderna di Milano da oggi al 18 dicembre. Non potrebbe essere altrimenti, trattandosi del quarto anno di esposizioni al femminile, prodotte dalla Fondazione Furla. Al di là delle tematiche, non mai abbastanza ribadite, è invece d’effetto e inedito il contrasto-accordo tra le opere di Andrea Bowers, decisamente pop, e i colori tenui e raffinati delle sale neoclassiche della Galleria. 




Prima personale in Italia dell’artista e impegnata attivista statunitense, la mostra è definita dalla curatrice Bruna Roccasalva "una riflessione sul femminismo, concentrata sulla relazione tra femminismo e autonomia corporea". Con uno sguardo anche al passato. Che si concentra nell’ultima stanza in Puta feminista (al centro), acrilico su cartone riproducente una cartolina delle suffragette dei primi del ‘900. Oltre che nelle teche con articoli, documenti, testi, manuali, materiali vari provenienti da archivi italiani. Lo spirito pop è accennato nella hall d’ingresso nel pannello in alluminio e luci al neon e si enfatizza nei Political Ribbons della prima sala. Centinaia di nastri di seta in colori forti con scritte e slogan femministi, che i visitatori possono prendere. Non si possono invece portare a casa i 153 ventagli posti sul pavimento dell’installazione Feminist Fans (in alto). In tinte accese hanno scritte come "Resisti" o "Trans è bello". Cartone e luci al led formano Fight like a girl nella stanza successiva. Per finire con tre acrilici su cartone con esortazioni all’essere forte, al sexual harrassment e all’autonomia del corpo. A completare la mostra un video di quasi un’ora dal titolo esauriente Overcoming the Myth of Masculine Force (in basso). Documenta una lezione di autocoscienza combattente femminista che utilizza arti marziali, della filosofa e attivista Alessandra Chiricosta dal cui lavoro Bowers si è ispirata e con cui si è confrontata. La lezione si svolge nella Ball room  della Galleria e alcune delle allieve con la docente alternano agli outfit da palestra ottocenteschi abiti di seta con sbuffi, scollature e crinoline,PO sotto a cui nascondono le sneakers. E l’impatto è davvero forte.


PRENDERCI GUSTO

C’è un made in Italy particolare conosciuto e apprezzato da molti e da tempo, ma non mai abbastanza. Fa quindi piacere l’iniziativa De Gusto Olive Oil & Wine della Rinascente. Come dice il titolo parla di due eccellenze italiane, ma con un approccio contemporaneo e intrigante. E la locandina-logo, che richiama quello di uno dei più famosi gruppi rock, lo anticipa.


Da vedere e da assaggiare dall’8 settembre al 10 ottobre alla Rinascente di Milano oli e vini, universalmente riconosciuti protagonisti dell’enogastronomia italiana. In scena una grande varietà di proposte che rivelano un accurato lavoro di ricerca. Si va dai grossi nomi ai piccoli produttori, con parecchie  curiosità.  Si scoprono oli di altissima qualità in regioni in cui non si pensava l’esistenza degli ulivi, si conoscono produttori di vini secolari e di piccole realtà nuove e di successo, si viene  a sapere di alleanze strategiche tra i brand.  Anche l’occhio vuole la sua parte ed ecco confezioni e packaging di design. Come contenitori per l'olio che lo preservano dall’ossidazione, ma sono anche un giusto tocco d’arredo. Un piccolo spazio è dedicato agli aceti, veri gioielli dal passato nobile. Ma la kermesse enogastronomica non si ferma all’esposizione.  Nel periodo della manifestazione sono in programma degustazioni, masterclass, educational session, workshop, non solo stimolanti, ma utili per scegliere e apprezzare vini e oli. Per tutti i livelli di partecipanti, dall’esperto che nel vino riesce a trovare le profumazioni più segrete a quello che confonde il prosecco con lo spumante metodo champenoise, a chi ignora la fondamentale importanza di uno spicchio di mela verde, per sciacquarsi la bocca tra un assaggio e l’altro di oli.    

martedì 13 settembre 2022

SINGOLARE FEMMINILE

Si sono toccati tutti i temi, al Tempo delle donne iniziativa che il Corriere della Sera organizza da sei anni a Milano, ideata con la giornalista Luisa Pronzato, scomparsa lo scorso febbraio. Questa edizione, iniziata nei saloni della Triennale si è conclusa all’Università Statale. Nell’Aula Magna (v.foto) la mattina, con la partecipazione tra gli altri di Roberto Saviano, bombardato da domande dal pubblico. In varie aule il pomeriggio, con workshop su parità di genere, violenza psicologica, comunicazione, carriere al femminile. 


Proprio uno di questi Donne nella scienza. La lunga strada verso la parità si è rivelato di particolare interesse. Per quanto trattasse di problematiche per uno specifico e limitato gruppo di professioniste, le ha sviscerate e approfondite, senza nessuna inevitabile caduta nel già sentito. E quel che non è così scontato negli workshop si sono tirate le file e date risposte per progetti concreti. Organizzatrici dello workshop Maria Pia Abbracchio, professoressa ordinaria di Farmacologia e prorettrice vicaria con delega a Ricerca e Innovazione e Michela Minesso, professoressa ordinaria di Storia delle Istituzioni Politiche, Coordinatrice del Gruppo Carriere di Unimi. A moderare la giornalista del Corriere Alessandra Puato. A seguire interventi di cinque minuti,  precisi e sintetici, di diverse categorie di donne nella scienza: laureate, dottorande e dottoresse di ricerca, ricercatrici a tempo determinato e professoresse associate.  Temi esposti le aspettative e gli ostacoli incontrati durante la carriera  e le forme di sostegno (Welfare compreso) sui cui poter contare per favorire la crescita professionale, conciliando vita privata e carriera. In parte temi comuni a donne con altre professioni. Sono emersi aspetti sconosciuti e inaspettati. Che vanno dai problemi di inserimento per le straniere, spesso dovuti alla mancanza di luoghi di socializzazione come i campus per esempio, ma anche alla conformazione degli spazi di lavoro. Dalla necessità di promuovere la comunicazione a quella di sistemare situazioni di svantaggio di partenza. Come la diversa fisicità della donna, ma pure l'assenza di modelli a cui fare riferimento. Fondamentale, si è detto, cercare di anticipare le richieste della Commissione Europea, l’importanza di creare gruppi di lavoro o dell’università come luogo da vivere collegialmente. Sono emersi una serie di luoghi comuni superabili o da imparare a superare. Di molte problematiche negli interventi si sono  suggerite le possibili soluzioni. A confermare il pragmatismo dello workshop, davvero singolare, il discorso conclusivo di Puato che ha elencato gli undici problemi sollevati e le venti risposte e proposte. Tutto esposto in modo chiaro che lascia pensare a un effettivo sviluppo. E non al solito incontro di buoni propositi a effetto, da dimenticare il giorno dopo il convegno.

martedì 6 settembre 2022

LA FORZA DELL' OSSIMORO


Si dice che il titolo sia importante in un romanzo. Specie in un giallo. Deve incuriosire senza dire troppo, essere legato all’intreccio senza essere didascalico. D’effetto, ma non solo. La regola del caos, titolo del libro di Gianluca Veltri (Mursia editore) sembra avere tutte le caratteristiche giuste per attrarre. Ma non è certo la ragione sufficiente per giudicarlo una piacevole lettura. 

Come anticipa il sottotitolo  Per l’ispettore Crespo e la sua squadra, il romanzo  della collana Giungla Gialla è ambientato nella Milano della periferia, come gli altri dell’autore, esperto conoscitore dei luoghi, e ha per protagonista l’ispettore Leonardo Marazzuti, “in arte” Crespo, per la forte somiglianza con il calciatore argentino Hernan Crespo. Ben delineato nel fisico, asciutto e prestante, ma soprattutto nel carattere, ha i tratti necessari per essere personaggio e generare empatia, senza mai diventare improbabile. Tutto parte dal ritrovamento di un cadavere, sotto il ponte di Bereguardo quindi a Pavia, di un uomo che risulta essere stato ucciso però a Milano. Ed è questo il primo punto di quella “regola del caos”. “Un ossimoro, una contraddizione in essere, come dice Crespo nell’epilogo, che diventa una componente casuale capace di mutare gli eventi”. Non solo la scritta di un murales che appare in un punto strategico della storia. Lettura appassionante, con svariati colpi di scena, e personaggi, anche tra i minori, capaci di affascinare.