giovedì 30 novembre 2023

IN GIRO PER VILLE E CASTELLI

Nessuno immagina che nel Lazio ci siano almeno duecento tra castelli, palazzi, complessi architettonici, parchi, giardini di grande pregio e con importanti storie da raccontare. Ben 85 di queste dimore storiche apriranno le loro porte gratuitamente l’week end del 2 e 3 dicembre. E’ “il regalo di Natale” della Regione Lazio che vuole far conoscere questi tesori, la maggior parte dei quali nascosti. E’ stata così costituita nel 2017 una rete, in attuazione della legge regionale 8/2016, alla quale al momento sono accreditate, tramite avvisi pubblici periodici, 199 dimore. “La nostra ambizione, spiega l’assessore alla cultura della Regione Lazio Simona Renata Baldassarre, è raccontare questo autentico museo a cielo aperto e al tempo stesso preservare e sostenere un patrimonio che stimola lo sviluppo del turismo e di tanti comparti dell’economia locale”.  





Le dimore, molto diverse tra loro, sono distribuite nelle cinque provincie. Si va dalle più conosciute come la visitatissima Villa Adriana a Tivoli costruita nel 2° secolo DC, con rimaneggiamenti successivi attribuiti al Borromini, o sempre a Tivoli la rinascimentale Villa d’Este (foto in alto), con un giardino all’italiana vero capolavoro, entrambi Patrimonio Unesco, al complesso della Torre dell’Orologio (foto al centro)all'entrata del borgo medioevale di Bassano in Teverina (VT), a Palazzo Pelliccioni (foto in basso)di Roma con straordinari affreschi e arredamento contemporaneo, abitato dai proprietari. O sconosciuta ai più, ma usata come set per il cinema,  Villa Mondragone di Monte Porzio Catone (RM). Qui è stato interamente girato  The Gentleman’s Wager II di Jake Scott con Jude Law e Giancarlo Giannini. Per aiutare i visitatori è stato studiato un progetto di audio guide in inglese e in italiano per ogni dimora e una app per smartphone e tablet con le informazioni sui monumenti, le gallerie fotografiche e i riferimenti geolocalizzati delle dimore. Considerato il periodo, è stato anche indetto il concorso La dimora si fa bella per il miglior presepe e il migliore allestimento natalizio realizzato dai proprietari.  Elementi di giudizio, oltre creatività e originalità, il messaggio spirituale, l’uso di materiali e tecniche artigianali e il richiamo alla tradizione storica e artistica del territorio. Al vincitore è destinato un premio di 5mila euro da usare per migliorare la propria dimora. Per info: retedimorestorichelazio.it 

sabato 25 novembre 2023

COLTO, INTELLIGENTE, ANZI COMICO

Ormai il teatro ha mille forme, o meglio mille linguaggi. A parte i canonici ora centenari, è entrata sul palcoscenico una grande varietà di sfumature. Dalle parole al mimo, dagli effetti speciali alla musica, dall’intervento dei video all' interazione con il pubblico, alla rivisitazione di classici. Nel drammatico come nel comico. Anzi nel comico le formule sono forse le più numerose. Affabu(r)lazione fino a domani al Teatro della Cooperativa di Milano,  per la serie comica del cartellone, è una di queste. Interpretato da Alessandro Ciacci e scritto da lui in collaborazione con Carlo Turati è un monologo in uno stile particolare e inedito. Ciacci, riminese (classe 1989) vincitore del Premio Alberto Sordi 2022, definito dal Corriere della Romagna il più intellettuale dei comici e il più comico degli intellettuali, risponde perfettamente alla definizione.

Mai forti polemiche, pochissimo protagonismo, abbondante autoironia e la capacità, solo sul palcoscenico occhieggiando ogni tanto a un leggio, di far rivivere le scene raccontate, con mille digressioni e parentesi. Tra i temi dominanti quello della fidanzata  che vuole un bambino e le sue motivazioni per farle cambiare idea. Con piccoli spunti realistici, ma tutto giocato su un umorismo fluido e spesso irresistibile. Come preannuncia peraltro il titolo, il modo di esprimersi è colto ma mai supponente, presuppone una perfetta conoscenza della lingua italiana, della letteratura e uno stile elegante che si ritrova anche nell’aspetto fisico di Ciacci, alto, slanciato, bel viso, in scena sempre in completo e camicia, spesso anche con cravatta. Lo spettacolo prosegue veloce, senza interruzioni, sempre frizzante, con moltissimo materiale che avrebbe potuto reggere e venire più valorizzato, forse, addirittura in due spettacoli.


venerdì 24 novembre 2023

ETICA & MODA

E’ inedita l’ispirazione di un nuovo brand di moda presentato, con un seguitissimo party, mercoledì nel Quadrilatero milanese. Il riferimento forte, ma non forzato, è la Maria Maddalena di un Vangelo Apocrifo. La meretrice pentita dei più attestati Vangeli, nel Vangelo Apocrifo viene descritta come una donna nobile, coraggiosa e anche la più importante e la più amata da Gesù tra gli Apostoli. Di lei si parla nel mistery Il segreto della Maddalena (Les Flaneurs edizioni), quarto romanzo di Annalaura Giannelli, avvocato e consulente d’importanti aziende della Puglia, dove è nata e dove vive. Ed è proprio dall’immagine di Maddalena, emblema della non considerazione e dell’impotenza della donna di fare sentire la sua voce, che Giannelli ha creato Voiceat




E’ un’azienda che attraverso i suoi accessori e i suoi capi, tutti interamente made in Italy e in materiali sostenibili, vuole far riflettere su tematiche sociali. Non a caso nella prima borsa della collezione in canvas riciclato e manico in bambù, c’è la Maddalena
(foto in alto) interpretata dal pittore andaluso José Maria Pena . Che si ritrova anche sulle T-shirt. Il muso di un babbuino con la scritta No vivisection è invece sulle piccole tracolle o sul retro delle felpe con cappuccio. Mentre la pantera dei dipinti di Etiennette Johan, celebre pittrice francese del secolo scorso, che compare su diversi modelli di borse, invita al rispetto per l’ambiente e alla difesa degli animali. Incisivo e perfetto il logo con il profilo di una donna che urla e la scritta Voiceat. Lo si ritrova inciso su una medaglia nei portachiavi, sulle shopper, sulle pochette in canvas ed ecopelle (foto al centro), ma anche ciondolo di una collana o in fondo alla zip delle deliziose mantelle-giacca con colletto in piedi. Coerente con un’idea di moda etica, Annalaura Giannelli(la signora bionda nella foto in basso) destina una parte dei ricavi dell’azienda alle associazioni che operano nelle categorie “difese” dal brand. In pochi mesi è riuscita a sostenere economicamente un'associazione leccese che aiuta le donne vittime di violenza. La collezione è in vendita anche sul digital store: www.voiceat.it.

giovedì 23 novembre 2023

DUE RITRATTI, UN ENIGMA

A un critico d’arte dire che la mostra sulla Prima Monna Lisa, intriga e affascina più per quanto scritto, detto e illustrato nei video, che per l’opera stessa, può sembrare un’eresia. E non perché non è sicuro che l’autore sia Leonardo da Vinci. Apre domani nella sontuosa sede della società Promotrice delle Belle Arti in Torino, all’interno del parco del Valentino, la mostra Leonardo da Vinci. La Prima Monna Lisa.  Organizzata dalla Mona Lisa Foundation con sede a Zurigo, in collaborazione con SM.Art, azienda produttrice di mostre ed eventi, e WeAreBeside, editore e produttore di progetti artistici e culturali di Milano, propone il dipinto forse più studiato di tutti i tempi.




“Un’opera che serve come stimolo, approfondimento culturale, perché l’arte è anche questo” ha detto Francesca Biagioli fondatrice di WeAreBeside. In una sala tra tende di velluto rosso è appeso il ritratto di una donna più giovane della Gioconda, con lo stesso enigmatico sorriso, lo stesso abito con gli stessi ricami, le mani nella stessa posizione, ma con uno sfondo di montagne scure tra due colonne, diverso dal quadro del Louvre. Ma la vera mostra è il percorso che il visitatore fa con tablet e cuffia. Davanti a cartelli con numeri può attivare un video che spiega i vari passaggi e gli studi fatti, con testimonianze di esperti. Raccontano come l’opera sia chiamata la Monna Lisa di Isleworth, cittadina vicino a Londra, perché acquistata e appartenuta a un mercante del luogo. Documenti spiegano che il dipinto fu commissionato a Leonardo da un ricco commerciante di tessuti che voleva un ritratto della moglie.  La Gioconda del Louvre fu invece commissionata dieci anni dopo da Giuliano de Medici e dipinta a Roma. La donna del ritratto è meno giovane, lo sfondo non è lo stesso, come la tecnica usata.I colori confermano i diversi momenti della realizzazione dei dipinti, dovuti all’introduzione di colori portati dalle Indie da Cristoforo Colombo. Un’altra prova è l’incompletezza della Prima Monna Lisa rispetto alla seconda. Spesso Leonardo lasciava i suoi dipinti incompiuti, come ne dipingeva due dello stesso soggetto. Così la Vergine delle Rocce, una al Louvre, l’altra alla National Gallery di Londra. Ulteriore prova un disegno di Raffaello, che pare abbia frequentato l’atélier di Leonardo, con una giovane ritratta nella stessa posizione delle due Monna Lisa, con colonne sui lati come la Prima. Un vero e proprio giallo dove tecnica e storia hanno lavorato e lavorano insieme con continue diatribe. “L’arte turba, la scienza rassicura” ha detto, riprendendo una frase di Georges Braque, Salvatore Lorusso Professore ordinario dell’Università di Bologna, sostenitore della Prima Monna Lisa, come “unico ritratto” di cui il quadro del Louvre è la seconda versione. La mostra chiude il 26 maggio 2024.



mercoledì 22 novembre 2023

RIDERE PER RIDERE

Il disagio che può creare uno spettacolo molto divertente è non riuscire a ricordare, appena usciti dal teatro, più di un quinto delle battute che ci hanno fatto ridere. Così è stato per il monologo Storie Sconcertanti di e con Dario Vergassola, solo ieri sera, al Teatro della Cooperativa di Milano. L’attore, che quest’anno festeggia i vent’anni di carriera, parte dalla sua attività di intervistatore per cui tra Zelig, il salotto di Serena Dandini e varie presenze in tv si è confrontato con moltissimi personaggi, dalle veline e i calciatori ad attori, scrittori, scienziati, politici, manager. 



Con flash di queste interviste, una serie di ricordi personali, incontri con gente comune, ne ha ricavato una serie di storie "sconcertanti" che racconta con una parlata molto veloce, alle volte anche troppo. Dove l’aggettivo "sconcertante" è indicativo di quel gusto di Vergassola per l’esasperare, con sapiente vis comica, e rendere irresistibili situazioni banali. Chiunque può trasformarsi in macchietta, ma non c’è cattiveria nel suo modo di raccontare, anche perché è lui il primo a disegnarsi pagliaccio. Tra i momenti più divertenti quello quando parla del suo rapporto con le donne, dell’incapacità di conquistarle o meglio del farsela dare. Mai patetico, sempre brillante. Su questo tema ben due canzoni che intona suonando la chitarra e dialogando con il tecnico delle luci. Interessante e piena di spunti comici anche la presentazione del suo libro con piccole storie–fiabe che parlano di amori strani, di animali, di incontri. O anche una serie di freddure-giochi di parole, riflessioni, mini barzellette dette con un ritmo incalzante che provocano risate e applausi incontenibili. Perfino il nome della produzione dello spettacolo è dettato da sense of humour: Remi in barca.

martedì 21 novembre 2023

RAGIONE E SENTIMENTO

Il titolo è rimasto lo stesso del romanzo Accabadora, di Michela Murgia premio Campiello 2010, uno dei libri più letti in Italia negli ultimi anni. Ma lo spettacolo sul palcoscenico del Teatro Menotti Filippo Perego di Milano, ieri sera, non è la rivisitazione teatrale del romanzo. La drammaturgia di Carlotta Corradi, su richiesta della regista Veronica Cruciani, ne racconta in un monologo solo una parte. Con un punto di vista diverso, quello di Maria data a sei anni in affido a una donna, una sarta, appunto la "accabadora" di Soreni, immaginario paese della Sardegna. 


Una donna che Maria ama come una madre vera e ammira, ma che ha lasciato, fuggendo nel continente, dopo aver scoperto che è una "accabadora", aiuta cioè le persone in fin di vita a morire. Parola con la stessa radice dello spagnolo "acabar", uccidere. In una raffinata scenografia dove compaiono solo gli scheletri di mobili, Maria, la straordinaria Anna Della Rosa, dialoga senza risposta con la Tzia Accabadora, in fin di vita. All’inizio rivede episodi della sua infanzia, l’innamoramento, da bambina timida, dello sposo al matrimonio della sorella brutta, i giochi, le scoperte. Poi a poco a poco le viene in mente la verità taciuta, quindi il tradimento. La sua voce cambia, diventa accusatoria, ma mai diretta, perché sempre filtrata dall’affetto lontano, da una tenerezza che continua a vivere in lei soprattutto adesso di fronte a una donna morente. Non è facile da seguire Accabadora, anche se si ha letto il romanzo. Non va cercata una trama, ma un surreale filo conduttore che parla di sentimenti, ricordi, passioni, dolore. Scandito da una diversa intonazione della voce di Della Rosa, da quel suo alternare all’italiano, parole e anche frasi in dialetto sardo o solo con l’accento sardo, ma contenuto, senza mai diventare eccessivo o rasentare la comicità. 

giovedì 16 novembre 2023

IL FUTURO IN UN SORRISO

Sono molte e in crescita le organizzazioni che si occupano di donne in condizioni drammatiche, con bambini da crescere e mariti o compagni da cui subiscono violenze di ogni tipo. E’ fondamentale l’ospitalità e l’assistenza, ma trattandosi quasi sempre di giovani e giovanissime è importante dare loro un futuro che il denaro e l’aiuto materiale non possono assicurare. 




Proprio su questo principio si fonda il progetto solidale di Cesvi, organizzazione umanitaria laica nata a Bergamo nel 1985, a cui a luglio si è affiancata Elena Mirò, noto brand di moda conformata. Sostiene le donne in difficoltà di Philippi, un’area considerata tra le più disagiate del mondo, in Sudafrica, vicino a Cape Town. Qui il Cesvi ha creato la Casa del Sorriso, più che una casa, un quartiere dove le donne sono ospitate, ci sono medici e scuole per i loro bambini e tutta l’area è chiusa e protetta. Attualmente sono 125 le donne e i bambini accolti nella Casa Protetta. Ma la cosa interessante è che qui vengono organizzati dei corsi, per imparare un mestiere per cui le donne potranno un domani lavorare e diventare indipendenti.Il progetto si chiama, non a caso, When the Future meets dreams e propone corsi per imparare a cucinare, corsi da estetista, parrucchiera, ma anche corsi di contabilità per fornire le cognizioni necessarie per poter gestire un domani un centro estetico, un ristorante o altre attività.  Tutto questo per non dover emigrare in cerca di lavoro, ma continuare a vivere nel loro Paese. 123 sono state le persone supportate dal Programma Casa del Sorriso e 14mila200 quelle raggiunte con progetti educativi e di sensibilizzazione. Elena Mirò, oltre a dare il sostegno, si è impegnata in modo concreto con corsi di sartoria. Le ragazze e le donne, oltre a essere seguite da insegnanti in loco, sono tramite video in contatto con le sarte nell’azienda.  Hanno già realizzato piccole collezioni con tessuti locali, compresi i deliziosi  cuscini in tessuto shweshwe cuciti a mano, in vetrina nei negozi Elena Mirò. Tutto questo è raccontato dalle immagini di Gianluigi Guercia, fotografo italiano che vive in Sudafrica dal 2003, e ha vissuto dal 2011 al 2013 in Egitto e Libia documentando la Primavera Araba. Le sue foto raccolte in The  Smile of Women ritraggono giovani donne che tagliano tessuti, cuciono, misurano con il metro, sempre con grandi e coinvolgenti sorrisi di chi può finalmente pensare a un futuro. La mostra è aperta dal 6 al 20 novembre nel negozio Elena Mirò a Milano, prosegue dal 29 novembre al 10 dicembre in quello di Firenze, e si conclude nei monomarca di Bologna e Torino in contemporanea dal 13 al 27 dicembre.

martedì 14 novembre 2023

QUANDO LA BORSA VA ALL' ASTA

Ci sono proprio tutte le iconiche e anche qualcuna in più. Dalle originali che hanno superato i cinquanta alle loro rivisitazioni in chiave contemporanea. Ma oltre alle borse, tutta una serie di accessori, dai foulard ai bijoux, dagli occhiali alle valigie. Tutto raggruppato in ben 497 lotti. Si sta parlando di un’asta di Moda vintage e accessori di lusso che organizza Bolaffi nelle sale della storica sede torinese di Via Cavour 17, il 21 novembre alle 14,30. Da giovedì 16 fino al momento dell’asta (esclusa la domenica) sarà possibile vedere da vicino e anche toccare i preziosi oggetti. Si possono comunque vedere i lotti on line iscrivendosi al sito www.astebolaffi.it. Come si può partecipare on line all’asta. 


Tra i pezziforti, che s’immagina saranno contesissimi, la borsa Samurai 1947 di Christian Dior in pelle bianca con motivo di drappeggio, ridisegnata nel 2007 dall’allora direttore creativo John Galliano (al centro). Sempre di Dior le Chouchou in pelle bianca intarsiata, le preferite di Lady Diana e rinominate per questo Lady Dior. Immancabili tre modelli rossi e turchesi della Birkin di Hermès (in alto), che partono da un prezzo, per gli intenditori bassissimo, di 4mila euro. Sempre di Hermès tra i foulard, che negli anni 50 ispiravano le vetrine del negozio parigino di Faubourg Saint-Honoré, un carré disegnato dall’artista Henry D’Origny con un complesso processo tradizionale cinese. E perfino dei mazzi di carte da gioco. Presente, ça va sans dire, la mitica borsa di Gucci con manico e fibbia di bambù. E poi ancora cappotti Burberry, qualche capo di abbigliamento di Yves Saint Laurent e di Bottega Veneta e bijoux dagli anni 40 agli 80 firmati Schiaparelli (foto in basso), Christian Dior, Trifari, Coro, Haskell.  Meno attraenti per le fashion addicted,  ma con una marea di interessati le aste Bolaffi che seguono. Giovedì 23 novembre quella su dipinti, arredi e oggetti dal 1400 al 1900, con i 22 lotti finali appartenuti ai duchi di Windsor, tra cui un cucchiaio di Tiffany in oro, gemelli in argento dorato con le iniziali di Wallis Simpson e di Edoardo e una tabacchiera d’argento con incastonati zaffiri, rubini, smeraldi, regalo di nozze ai duchi. Martedì 28 novembre nella sede di Corso Verona 34/D, saranno all’asta oltre cento modelli di due ruote, dagli anni 50 agli 80: ciclomotori, scooter e motociclette.

domenica 12 novembre 2023

FORME NELL' ACQUA

Nel teatro è ormai diffuso affrontare importanti temi politico-sociali sdrammatizzando con elementi come il surreale o la comicità.  Ma il rischio di cadere nel grottesco, togliendo forza e credibilità  al messaggio, è spesso in agguato. Questo non succede in Chicago Boys, fino al 19 novembre al Teatro della Cooperativa di Milano. Tanto che quando si esce dal teatro il senso d’impotenza e la perdita di speranze per il futuro, resta e persiste. La regia è di Renato Sarti che ha scritto anche il testo, base e sviluppo di quello per un cortometraggio sul tema della privatizzazione, a lui commissionato nel 2004 da Milena Gabanelli per Rai3Report. 



La scena curata da Carlo Sala, come i costumi, vede in boxer e vestaglia in una vasca da bagno 
il bravissimo Massimiliano Loizzi.  Subito si rivela un losco e spietato finanziere che ha deciso di vivere in un rifugio antiatomico, immerso appunto nell’acqua dove mangia, beve, dorme, compra e vende azioni, fa sesso con la escort Svetlana (Elena Novoselova), regalatagli con la gemella Irina che non c’è più da Putin. Alle sue spalle sono proiettate delle foto con le quali,  supportato da Svetlana, racconta come le idee di Milton Friedman, premio Nobel per l’economia 1976, hanno influenzato il mondo intero e si è arrivati a una situazione di miseria, guerre, prigionia, torture, anche queste documentate con immagini forti. Il ritmo è serrato, non lascia un attimo di respiro, nonostante le facezie con cui il finanziere vuole accaparrarsi la complicità del pubblico. Il finale, ben studiato e inaspettato, toglie quell’impronta surreale che poteva addolcire o mitigare l’orribile quadro.  Ottimo il testo come la regia, perfettamente calati nei personaggi gli attori. Uno spettacolo assolutamente da vedere, meglio se preparati.

venerdì 10 novembre 2023

LA FELICITA' DI METTERSI ALL'OPERA

Leggere di uno spettacolo può incuriosire, intrigare, ma mai riesce a esprimere quello che un buon spettacolo può dare. Questo dipende anche dal rapporto empatico che instaurano gli artisti, dalla scenografia, che nessuna foto può rendere e molto anche dal teatro come luogo. Non dipende solo dalla buona acustica o dalle poltrone comode. Se poi lo spettacolo è in un luogo molto particolare, l’interesse aumenta. Impossibile non superare di molto le aspettative per Extravagare . Rituale di reincanto, ieri e oggi alla Casa di Reclusione di Milano Opera



Non solo si tiene nel teatro del carcere da 400 posti, ma la compagnia, attori, scenografi, tecnici delle luci, è composta quasi interamente da detenuti ed ex detenuti. Si chiama, nome geniale, Opera Liquida ed è stata fondata quindici anni fa da Ivana Trettel, che firma la regia e con Alex Sanchez il testo dello spettacolo. In scena una storia poetica di un tempo passato più di 20 mila anni fa in cui esisteva la società della Grande Madre, dove regnava la perfetta armonia. Poche le parole, ma efficaci, forti, molti i movimenti dei corpi, straordinaria la gestualità in perfetta sintonia con le musiche di cui qualcuna prodotta all’interno del carcere. Anche i costumi disegnati dal designer Salvatore Vignola e realizzati dai detenuti con la guida di Tommaso Massone, morbidi, leggeri in colori neutri, contribuiscono a rafforzare l’atmosfera onirica fra preistoria e futuro. Confermata dagli enormi tubi di plastica, ispirati al Grande oggetto pneumatico, opera del 1959 dell’artista cinetico Giovanni Anceschi, Compasso d’oro alla carriera 2022. A tutto questo si unisce l’entusiasmo degli artisti, del pubblico, dei famigliari dei detenuti, degli agenti di custodia, il senso di solidarietà, inclusività, amicizia che si percepisce. Tanto che i vari controlli, che giustamente si deve superare per entrare, i ritardi all’inizio e alla fine si dimenticano facilmente e rendono una passeggiata speciale quel percorso tra i tristi corridoi che mettono l’amaro in bocca e gli spazi all’aperto, con giardini peraltro molto ben curati.

L' ALTRA META' DEL CIELO

Brescia si riconferma vera capitale della cultura. Con una mostra che rivela l’importanza dell’arte, e quindi della cultura, per diffondere messaggi sociali e non solo. Finché non saremo libere al Museo di Santa Giulia, da domani al 28 gennaio, propone opere di artiste di diversi Paesi. Tema la condizione della donna con un focus particolare sull’Iran. “Il linguaggio artistico riesce a trasmettere l’annullamento del femminile da parte del regime” ha detto Francesca Bazoli, Presidente di Fondazione Brescia Musei che ha organizzato la mostra in collaborazione con Associazione Genesi (progetto interdisciplinare sul tema dei diritti umani) e il Festival della Pace (a Brescia da oggi al 25 novembre). La condizione della donna è considerata sotto tutti gli aspetti, fino al tema dell’ambiente, della guerra, della pace ecc. 





Anche i linguaggi artistici sono svariati, perfetti quindi per esprimere una variegata coralità d’intenti. Dai ritratti femminili dell’iraniana Sonia Balassanian, di cui uno è la copertina del catalogo
edito da Skira. Sul volto scritte a comporre una carta geografica del mondo per ricordare che la politica gioca sulla pelle delle persone. Come ha spiegato Roberto Rossini, Presidente del Consiglio Comunale, non è un’immagine provocatoria fine a se stessa, ma ribadisce come l’arte, oltre essere abbellimento, svolga un ruolo politico capace di animare il dibattito. L’ucraina Zhanna Kadyrova lavora con le piastrelle degli edifici abbattuti e ne ricava un abito sulla gruccia, messaggio positivo sulla capacità di trasformare. La cinese Hung Liu polemizza sulla propaganda del benessere nel regime, attraverso il dipinto di un bambino con il cartellino del prezzo appeso, che  rivela in realtà il suo sfruttamento (seconda foto dall'alto). Hangama Amiri, nata in un campo profughi afghano ora basata a New York, costruisce un arazzo con tessuti vari e foto recupero delle tradizioni (prima foto in alto). Sono installazioni video ispirate ad Alice nel Paese delle meraviglie quelle di Farideh Lashai, scomparsa nel 2013 di cui la figlia porta avanti una Fondazione a lei dedicata. Zoya Shokoohi, nata in Iran nel 1987, a Firenze dal 2015, si concentra sulle attività necessarie all’uomo contemporaneo ed ecco due performance in cui coinvolge il pubblico. Una con un’immensa torta di crema a forma di lettere dell’alfabeto, cucinata da lei stessa (terza foto dall'alto), l’altra con dei piccoli contenitori in cui il pubblico deve mettere il respiro (nella foto in basso la griglia con i contenitori). Non poteva mancare nella sezione Storia dell’Iran il cammeo dell'opera di Shirin Neshat: il fucile e le mani con scritte, unica parte del corpo femminile libere dallo chador. 

martedì 7 novembre 2023

AFFRESCO A SCOMPARSA


 .

E’sicuramente uno degli esempi più monumentali e anche più interessanti di arte effimera. Delle dimensioni di 2.500 metri quadrati, dipinto agli inizi di luglio alle falde del Monte Bianco a 2.300 metri d’altezza, è scomparso molto prima dell’arrivo della neve, solo per la crescita dell’erba. A metà fra la Land Art e la Street Art, per qualcuno Floor Art perché utilizza come base le superfici piane, è, meglio è stato un affresco su erba visibile solo dall’alto, quindi da un elicottero o dalla cabina della funivia Skyway che porta al punto più alto d’Italia. Fotografabile anche da un drone.


S’intitola(va)Une grande dame e rappresenta(va)una signora anziana, presumibilmente una nonna abbracciata alla nipotina che guardano le montagne intorno. Dietro tutto questo la mano e soprattutto la genialità e il pensiero di un giovane artista franco-svizzero. Si chiama Guillaume Legros (classe 1989) ma si firma Saype, fusione di say (dire) e peace (pace). Il suo intento dipingere un messaggio intra generazionale, esistenziale, sociale ed ecologico, sulla bellezza della natura, ma soprattutto sulla sua fragilità e il cambiamento a cui si va incontro e di cui bisogna occuparsi. Coerente, per la sua opera ha utilizzato vernice di gesso, carbone e proteine del latte, quindi materiali completamente biodegradabili. “L’arte ha un potere nella società, è un linguaggio universale, che può influenzare le persone” ha detto l’artista. Non a caso nel 2019 la rivista Forbes lo ha inserito nell’elenco delle 30 persone under 30 più influenti nell'arte e nella cultura.