giovedì 24 agosto 2023

I GIORNI DI JOYCE

Un’atmosfera da Un té con Mussolini, film parzialmente autobiografico di Franco Zeffirelli del 1999, senza però alcuna implicazione politica o storica, ma con quel tanto di british e assonanza di volti, ambienti, luci, perfino qualche abito.  Il tutto a distanza di quasi un secolo nel giardino della parrocchia del borgo marinaro di S.Michele di Pagana, in Liguria, con insuperabile vista sul golfo. Non si è parlato di guerra, ma di libri, anzi di un libro che spiega un’iniziativa quasi ventennale legata a uno dei romanzi più famosi del secolo scorso. S’intitola Bloomsdays. In cammino con Joyce & Company (Calamospecchia). Lo ha presentato l’autore, Massimo Bacigalupo professore emerito di letteratura anglo-americana dell’Università di Genova, nonché inventore e coordinatore del Bloomsday. Per cui ogni anno il 16 giugno, data in cui si svolge l’Ulisse di James Joyce, in svariati luoghi di Genova dalle 9 del mattino a mezzanotte decine di lettori (tra cui attori professionisti) leggono i diciotto capitoli del romanzo. Da La Torre- Telemaco a Il letto-Penelope



Ogni capitolo è letto in un ambiente affine al luogo dove si svolge l’azione del protagonista, appunto Leopold Bloom. Redazione di giornale, cimitero, bistrot, chiostri,librerie, palazzi. Bacigalupo dopo aver brevemente raccontato il Bloomsday, con intercalare di aneddotica divertente, ne ha voluto dare un piccolo flash. Con tre letture che raccontano ognuna i personaggi principali del romanzo e mettono subito in evidenza la capacità di Joyce di passare nello stesso capitolo a toni completamente diversi, caratteristica che ne ha in gran parte decretato la sua modernità. E così dall’apertura, in cui si fa conoscenza con Stephen Dedalus, si passa a scoprire le preferenze gastronomiche di Leopold Bloom, fino al monologo di Molly, oggetto per molti anni di censure e accuse di oscenità. Il tocco della campana della piccola chiesa barocca, con dipinti di pregio tra cui un Van Dyck, ha segnato la fine del piacevole incontro.



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domenica 20 agosto 2023

VOLTAGGIO VALE IL VIAGGIO

Un convento della fine del 1500 con oltre duecento dipinti dal XVI al XIX secolo, con una storia da raccontare di principi e duchesse che valica le Alpi e passa per Parigi. Boschi fittissimi, palazzi nobiliari cinquecenteschi. Una piscina naturale nascosta tra gli alberi, una grotta da cui sgorga acqua sulfurea. Tutto questo a neanche un’ora d’auto dal centro di Genova, per strade poco frequentate, ma senza le spaventose pendenze liguri. Si sta parlando di Voltaggio comune di 700 abitanti in provincia di Alessandria nel mezzo dell’Appennino Ligure. 




Tappa irrinunciabile la Pinacoteca del convento dei Cappuccini, possibile grazie all’iniziativa dell’Associazione L’Arcangelo, creata da un gruppo di volontari per tutelare e promuovere l’incredibile tesoro. Si visita da giugno a settembre con la guida di preparatissimi professori, capaci di coinvolgerti nella loro passione. Prevalentemente di autori genovesi le opere: Luca Cambiaso, Domenico Fiasella, Sinibaldo Scorza, Bernardo Strozzi. Con qualche esterno tra cui, pare, anche Van Dyck. La storia narra che siano state portate nel convento a fine Ottocento da un certo padre Pietro Repetto "per far meditare i frati sulla vocazione". Private delle cornici imponenti, sostituite con cornici lineari. Con soggetti ovviamente sacri, soprattutto Deposizioni. Ancora da vedere nei corridoi piccole nostre temporanee (foto in alto)e la sala del coro con il leggio del Maragliano, scultore in legno, grande maestro di presepi. E il refettorio dove L’Ultima cena normalmente presente nei refettori dei conventi è invece mortificata nello stretto corridoio d’ingresso. Uscendo dal convento in un viale alberato dopo pochi passi si arriva al centro del paese. Con una strada principale su cui si affacciano vecchie case, nessuna sfregiata da orridi interventi modernizzanti come alluminio anodizzato e simili. Ma anche imponenti palazzi con parchi e giardini sul retro, tra cui quello appartenuto alla Duchessa di Galliera, donna di grande cultura, tra le valorizzatrici del borgo, con affreschi trompe-l’oeil sulle volte. Notevole la piazza con una forma non simmetrica. Da lì scendendo per una strada non carrozzabile, con vista su un ponte romano che risale al 1300, si arriva alla zona, da più di un secolo, preferita dai villeggianti. Qui il fiume crea piccole vasche tra cui una,
 delimitata in parte da un muretto, delle dimensioni di una piscina olimpionica, dotata di cabine (foto al centro) e di un piccolo ristorante. Accanto, raggiungibile attraverso un ponticello di ferro, un campo di pallavolo su sabbia e un misterioso palazzo con finestre murate ormai da decenni (foto in basso). Più dietro una parete su cui si fa scuola di alpinismo. Proprio a fianco ricavata nella roccia una fonte di acqua sulfurea, che zampilla a intermittenza da due getti d’acqua. Insomma, moltissime cose da vedere e scoprire.

 

domenica 13 agosto 2023

GIALLO SUL MARE

Non è facile presentare un libro giallo, specialmente se non si vuole fare trapelare niente, eccetto il flash iniziale sul ritrovamento di un cadavere. Si complica ulteriormente se si aggiunge che è scritto in prima persona dal protagonista, che è un uomo. E last but not least dietro l’autore segnato in copertina se ne nascondono due e sono due donne, due sorelle.  Stiamo parlando di L’uomo del Bogart Hotel che fa parte della serie Le indagini del commissario Berté (Corbaccio), presentato ieri all’Hotel Miramare di Santa Margherita Ligure. A conversare con l’autore Emilio Martini, alias Elena e Michela Martignoni, la giornalista Bettina Bush




Nessun elemento scelto per caso. L’intervistatrice corrispondente di un importante quotidiano nazionale per la cronaca e la cultura del Levante ligure. Il luogo, una sala tutta vetrate (foto in basso) aperta sulla piscina vista golfo di uno dei grand hotel storici della Riviera (nato nel 1903), di proprietà da generazioni di una stessa famiglia, con una frequentazione stellare, tra cui Guglielmo Marconi che da qui fece una delle sue prime sperimentazioni. Non solo, ma anche teatro d’azione di uno dei romanzi (Doppio delitto al Miramare) di Emilio Martini, in uscita in questi giorni l’edizione inglese. Intrigante e ben condotta la conversazione che ha puntato sulla scrittura, dal momento che i romanzi delle autrici, precedenti la serie del Commissario Berté, sono ambientati nel 1400 o secoli passati presupponendo quindi uno studio della storia, mentre per gli attuali gialli bisogna essere informati sulle tecniche e la tecnologia usata per le inchieste, oltre che avere un minimo di preparazione di giudiziaria. Quando alla metodologia di una scrittura a quattro mani le sorelle hanno parlato di un’analogia con la sceneggiatura cinematografica. Ovvia la domanda sul perché del nom de plume. “Martini è un nome italiano conosciutissimo nel mondo con una certa assonanza con il nostro cognome” la risposta delle sorelle. 

mercoledì 9 agosto 2023

A MOLTI PIACE FRED

Anche se l’età prevalente era quella di chi Fred Buscaglione l’aveva visto da bambino o non l’aveva mai visto, l’affluenza e soprattutto l’entusiasmo del pubblico è stato altissimo, all’ultimo spettacolo del Festival degli Scali di Pieve Ligure, ideato e diretto da Sergio Maifredi per Teatro Pubblico Ligure.  In scena allo Scalo Torre A qualcuno piace Fred (già il titolo merita l’applauso) dove Fred sta per Buscaglione, il cantautore morto nel 1960 a soli 38 anni. In un’ora e mezza il racconto a parole, ma soprattutto in musica o meglio a canzoni, degli inizi difficili fino al successo, presto seguito dal terribile incidente a bordo della Thunderbird rosa. 



A interpretare Buscaglione l’ottimo Maurizio Pellegrini, ad accompagnarlo, prendendo le parti degli Asternovas gli altrettanto bravissimi sei di The Chamber Swing Orchestra, tromba, trombone, sax, batteria, pianoforte e contrabbasso. In programma tutti i pezziforti del repertorio in ordine cronologico, da Che notte e Che bambola, Teresa non sparare fino a Eri piccola, dedica appassionata a Fatìma il grande amore della sua vita, che lo aveva lasciato. Un modo per i più per conoscere Fred Buscaglione, per moltissimi per ritrovarlo "al fondo di un bicchiere, nel cielo dei bar" come dice una sua canzone,  Bis ovviamente richiestissimo e molto apprezzato con Guarda che luna, perfettamente intonato alla serata. Anche se senza luna ma con un meraviglioso post-tramonto su una delle scogliere più fascinose del Levante ligure. Perfetta, come sempre, l’organizzazione che è anche riuscita con l’aiuto di Croce Rossa e Polizia locale a risolvere il malore di una spettatrice, senza interruzioni o creare panico. Non facile parlando di uno scalo sulle rocce raggiungibile con una ripida crosa.