lunedì 14 agosto 2017

LE CIRQUE DE LA LUNE



     Non c'è stato nessun battage pubblicitario, cosa abbastanza normale in Riviera Ligure. Restano per mesi i manifesti di una sagra di asado e paella, tipici piatti del luogo, ma viene dedicato pochissimo spazio o solo un passaparola a spettacoli di rilievo. E quello dello scorso giovedì in un giardino privato era di questo genere. Difficile definirlo, potrebbe avere punti di contatto con il Cirque du soleil, nel senso che puntava su esibizioni acrobatiche e non venivano utilizzati animali, almeno non i soliti. La compagnia, di cui non è chiara la provenienza, sembra si esibisca solo all’esterno e solo di notte. Senza alcuna musica di accompagnamento i ballerini-atleti si slanciano da un albero all’altro, si inseguono spericolati su cornicioni, si arrampicano su griglie, cancellate, divisori. Con passi felpati, leggeri come piume, percorrono le foglie di palme, neanche fossero tappeti . Unica musica il sibilo delle fronde mosse dal vento. Grande attenzione per la regia, che non prevede interruzioni, momenti di passaggio, intervalli. Studio perfezionistico delle luci per mettere in risalto i movimenti, ma non lasciare neanche intuire le fisionomie. Impossibile non solo individuare il sesso degli artisti, per quanto a distanza ravvicinata, ma perfino vederne i costumi. C’è chi sostiene che si esibiscano nudi. Interessante anche il modo in cui riescono a coinvolgere il pubblico spostando continuamente la scena e prendendo di sorpresa, fino quasi a spaventare gli spettatori. Tanto che le grida di paura spesso si mischiano agli Ohhh di ammirazione fino a confondersi con gli applausi. Molti e veloci i bis, nessuno spazio, invece,dedicato ai saluti. Per quanto ci siano state varie richieste, anche per dei matinée, non c’è stata alcuna replica.  C’è chi parla di un’enorme compagnia che gira il mondo spostandosi soprattutto con le navi. Ma c’è anche chi, animato da spirito leghista, si premunisce con topicidi. 

martedì 8 agosto 2017

CINEMA ALTA QUOTA




Nuvolette bianche circondano il numero 20.  E’ il logo del Cervino Cine Mountain, il festival internazionale del cinema di montagna   che festeggia dal 5 al 14 agosto la sua ventesima edizione. Una scelta grafica la nuvola molto presente nella pittura e nell’arte figurativa in genere, ma anche rilevante nell’ambiente degli scalatori, perché indicatrice di variazioni climatiche. In concorso 48 film di cui alcuni inediti, di diversa provenienza e durata. Dai 4 minuti di Si va…Si va.. documentario su una scalata perduta dell’italiano Francesco Ballo ai 95 di Sherpa dell’australiana Jennifer Peedom. Tema comune la montagna da tutti i possibili punti di vista. Dal diario alla favola, dal documentario alla testimonianza. A far da cornice incontri e dibattiti con personaggi vari. Ad aprire il 5 agosto un Apérofestival al Café des guides (foto in basso), con gli arrangiamenti originali dei Tromboni di Campagna, masterclass 2017 dell’Orchestra Verdi di Milano, condotta da Giuliano Rizzotto (foto al centro). Nessuna musica montana, ma classiconi tipo My Way e Georgia,  più il divertente Zapping mix delle colonne sonore dei telefilm cult degli ultimi trent’anni. A inaugurare gli incontri un tête-à-tête dei Ragazzi di campagna  Renato Pozzetto e Massimo Boldi, moderato dal giornalista della Gazzetta dello Sport Luca Castaldini. Ricordi, aneddoti, con flash dei vari film  sia dei due attori insieme, sia separatamente, di cui alcuni girati anche a Cervinia. Pubblico coinvolto ed entusiasta, e molte risate. Sempre al cinema di Cervinia un incontro con Pietro Crivellaro e Giovanni Zanetti sulla vera storia della conquista del Cervino e un omaggio a Walter Bonatti di Lella Costa. Tra gli appuntamenti più attesi, la salita oggi al Grand Tournalin, l’antico osservatorio della conquista al Cervino, con Hervé Barmasse, considerato l’erede di Messner, e il padre Marco. E gli incontri al Centro Congressi di Valtournenche, dove sono proiettati tutti i film, con Alain Robert, l’uomo che si arrampica sui grattacieli, il 9 agosto. Quello con Mira Rai la trailer runner nepalese venerdì 11. Nella Sala Consiliare sempre di Valtournenche sabato 12 è di scena Manolo, considerato la leggenda del free climbing italiano. Il 13, dopo la premiazione, ancora Alain Robert protagonista dello spettacolo  originale di Gian Luca Rossi dal promettente titolo Vertigo. Tra le novità di questa edizione una piccola sessione di sette film dedicati ai bambini, tutti di autori stranieri.   

giovedì 3 agosto 2017

RITORNO A REAL MOUNTAIN



Sembra tramontata la mania di ricreare in paesaggi ben connotati elementi di paesaggi ugualmente ben connotati, ma all’opposto. E non si parla delle tanto chiacchierate palme di Piazza Duomo a Milano. Ma delle piste di sci all’interno di mega-capannoni in paesi con una temperatura media di 40 gradi o delle più semplici finte montagne per il free climbing sui lungomare del Mediterraneo. O ancora delle spiagge nel pieno centro di una metropoli con ombrelloni, chaises longues, sabbia o di quelle più piccole fra prati e boschi a duemila metri. Paris Plage certo funziona e ogni anno si rinnova con incredibili attrazioni. Tre piscine con ingresso libero nel Bassin de la Villette, navigazione con barche elettriche nei Canali  Saint Martin, Saint Denis, de l’Ourcq  e poi festival, spettacoli ecc. Il successo è dovuto all’aver dato la possibilità di “vacanze kilometro zero” ai parigini che non possono permettersi destinazioni più lontane. O ai turisti in transito, che non risiedono in cinquestelle con Spa e piscina. Non aggiunge niente alle mille cose da vedere a Parigi. Ma ricreare una situazione di spiaggia in località di villeggiatura montane perde qualsiasi significato. Se sdraio e solarium sono apprezzabili, la sabbia è davvero un di più. Ma sembra appunto che questa mania di travestimenti della natura stia diminuendo. Cervinia, per esempio, fra le antesignane dell' operazione, continua a mantenere le sue terrazze con ombrelloni e lettini, ma ha abolito sabbia, secchiello e palette. E in generale punta su sport decisamente montani. A parte lo sci sulle nevi di Plateau Rosa a quasi 4000 metri, suo innegabile fiore all’occhiello, organizza eventi e corsi, appuntamenti sempre più legati alla montagna. Dal muro delle arrampicate (vero) al rifugio-museo, ai raduni, alle corse in bicicletta da cross. Molta attenzione anche alla cucina tipica. Se al posto dell’ennesima boutique che non è riuscita a sfondare si sta installando un Sushi bar, è però vero che quasi ogni dieci metri nel piccolo centro è possibile gustare i piatti della tradizione o acquistare formaggi, dolci e vini della zona.

lunedì 31 luglio 2017

GEOGRAFIA ESISTENZIALE




Cos'è? Paesi e continenti c'entrano, ma non interessa la loro estensione, il Pil, le città più importanti, i confini, la storia...Forse la storia in quanto rimanda alle persone, alle loro vite, soprattutto alle loro radici. E Se dico radici dico storie è il titolo di un libro di Gian Luca Favetto diventato il recital Le radici davanti per la decima edizione di Scali a mare Pieve Ligure Art Festival diretto da Sergio Maifredi. A condurlo, allo scalo Chiappa, lo stesso Favetto egregiamente supportato dalla straordinaria voce e capacità interpretativa di Saba Anglana e dall'attento accompagnamento alla pianola elettrica di Fabio Barovero. Evocate con passione ma senza eccessi, con fedeltà da cronista ma senza freddezza, con partecipazione ma senza sbavature ruffiane, storie di partenze, di lunghi viaggi senza ritorno, di incontri nel tempo, di qualche rimpianto. Perché come dice Favetto “le radici sono il nostro futuro. Hanno un passato ma esistono per il futuro.   Sono destino e destinazione”.       Delineano la strada, ci ricordano chi siamo, da dove veniamo e ci aiutano a capire dove andiamo. Nei racconti sembra di vedere i personaggi, il bambino che non vuole piangere, la giovane mamma, il vecchio sommerso dai ricordi. E sullo sfondo città e natura di paesi e continenti. Particolarmente coinvolgente la serata di sabato 29. A far da sfondo agli attori-lettori oltre alle rocce a picco e a un mare blu e inquieto, un via vai di barche e navi con le loro luci e i lampi di un lontano temporale. Purtroppo non così lontano. Preannunciato da qualche goccia vissuta sul palcoscenico con la coraggiosa indifferenza dello Show must go on. Ma trasformatosi, con il rammarico del pubblico, in uno scroscio impetuoso con tuoni e fulmini tali da far temere pericolosi corti circuiti e quindi obbligare a chiudere lo spettacolo con un quarto d'ora d'anticipo. Più fortunato e senza contrattempi lo spettacolo di chiusura  del festival, sempre allo Scalo Chiappa. Sul palcoscenico-scoglio domenica 30, Mario Incudine, con l’accompagnamento alla fisarmonica di Antonio Vasta, ha raccontato quasi sempre in siciliano la leggenda di Ulisse e il Ciclope secondo Omero, Euripide, Pirandello e il ligure Camillo Sbarbaro. Molto applaudito il bis con serenata e coinvolgimento del pubblico e la versione sicula, omaggio a Fabrizio De André, di Bocca di rosa.

giovedì 27 luglio 2017

OLTRE IL GIARDINO




Che il turismo sia una risorsa importante se non fondamentale per il Pil di un Paese non stupisce nessuno, anche se molti tendono a ignorarlo. Ma che dei giardini possano venire gestiti come un'azienda con piani di sviluppo, investimenti, strategie di marketing  è già più inconsueto. Eppure è quello che sta facendo il Principe 

Vitaliano Borromeo, forte di una lunga esperienza manageriale, con le sue proprietà sul Lago Maggiore. Che siano sempre state meta di visite è risaputo, ma la sua idea non è solo quella di tenere curati prati, piante e fiori, quanto di inserirli a pieno titolo nel mercato del turismo culturale . Quindi con un approccio da business aziendale, più che con una visione conservativa come c’è sempre stata. Interessante e al passo con i tempi, se si considera  che la generazione dei 35-45enni con figli è molto orientata verso questa forma di turismo. Ora Isola Madre e Isola Bella insieme alla Rocca di Angera, sempre dei Borromeo, fanno parte  di un network a cui si è aggiunto a luglio il Parco di Villa Pallavicino. Nato come dimora privata nel 1855, poi acquisito dalla famiglia genovese Pallavicino  che trasformò la villa e ampliò il parco, divenne un museo faunistico aperto al pubblico nel 1956. Oltre a una collezione di alberi con fioriture spettacolari e piante anche in estinzione ci sono daini, zebre, pavoni (il bianco della foto è a Isola Madre, uccelli esotici. Negli ultimi tempi, nonostante i 60mila visitatori l’anno, la villa  era in agonia. Non venivano rinnovate le piante. Cosa invece importantissima per attrarre un pubblico sempre più esigente. Come ha spiegato Gianfranco Giustina, curatore dei giardini Borromeo che è stato recentemente insignito della medaglia di miglior giardiniere al mondo dalla Royal Horticultural Society britannica. Oltre a seguire l’organizzazione dei giardini, Giustina viaggia ogni anno da un continente all’altro alla ricerca di specie nuove, studiandone la possibile acclimatazione. Ma l’innovazione non si ferma qui. Nel progetto rientra il riadattamento delle case dei pescatori per farne  piccoli negozi o caffetterie per soste gourmet. Un altro obiettivo è quello di rendere visitabile il circuito per almeno dieci mesi l’anno. Includendo l’autunno che può avere l’attrattiva del foliage e dei suoi colori.  In programma visite guidate su prenotazione anche fuori orario d’apertura,  e  pacchetti di due notti, chiamati week end del principe, in una casetta sul lago completamente ristrutturata.  E poi naturalmente la possibilità di organizzare eventi, matrimoni, feste.Insomma una serie di iniziative destinate a creare anche nuovi posti di lavoro, proprio come un’azienda in crescita.