venerdì 13 maggio 2022

IN VIAGGIO CON GLI ACQUARELLI

E’ un racconto di viaggio per immagini, ma a parlare non sono delle foto, come si potrebbe pensare, ma degli acquarelli. Sono di Gian Piero Siemek, architetto, e sono in mostra nel suo studio a Milano. Proprio come i carnet de voyage di un tempo, sono collegati ad appunti e documentano luoghi dell’ex URSS, dove l’ha portato il suo lavoro dal 1989 al 1993. Dal Turkmenistan alla Georgia, con passaggi in Siberia e Mosca. 




Nella capitale prevalgono le architetture, da quelle tipiche sovietiche alle più recenti e anonime (in alto un palazzo di notte) . In mezzo anche l’austera sede Centrale delle Cooperative URSS progettata da Le Corbusier, con un rivestimento in lastre di pietra (al centro). Il passaggio a Mosca termina con gli acquarelli dei monumenti demoliti di Stalin e Lenin. I soggetti cambiano a Magnitogorsk, città sul fiume Ural al confine tra Europa e Asia, sede delle industrie belliche: quello che rimane dei capannoni in un paesaggio quasi desertico. Negli acquarelli di Ashbad in Turkmenistan, i colori sono più forti, i contorni più sfumati, al primo sguardo quasi delle pennellate e c’è la presenza della gente. Così il mercato turkmeno dei tappeti, trionfo di luci e tinte forti, è in contrasto con quello russo dalle rigide strutture. Il contrasto di due mondi anche nel ritratto di un vecchio con la giacca costellata di medaglie accanto a un giovane che ostenta una T-shirt con la scritta Chanel. Il maggior numero di acquarelli sono dedicati a Tbilisi, Georgia, l’antica Colchide, la terra promessa, spiega Siemek che qui ha soggiornato lunghi periodi tra il 1989 e il 1992, per la ristrutturazione del Centro Termale. Interessante quello che scrive in proposito su una nota appesa ai pannelli della mostra. Parla dell’albergo dove alloggiava, di fronte alle terme dall’altra parte del fiume, uno dei punti della sua visuale (in basso). O dei negozi, di alcuni dei quali ha ritratto le vetrine con le vecchie insegne dipinte a mano. Dai toni morbidi si passa a toni più scuri e drammatici degli acquarelli che ritraggono gli edifici bombardati durante la guerra civile. Quello che affascina nei lavori di Siemek, al di là del sapiente tratto artistico e della capacità di cogliere i diversi punti di vista, è che ognuno di questi racconta una storia compiuta. Grazie anche ai dettagli, come quel palo della luce  con alla base due putrelle. "Servono a proteggere il legno in caso di neve"  racconta Siemek, che nei tre anni di soggiorni la neve però non l’ha mai vista. La mostra allo Studio Architetti in via Ripamonti 103, inaugurata il 10 maggio, è visitabile fino al 17 luglio, da martedì a domenica, su appuntamento dalle 14,30 alle 19,30. Per prenotarsi tel.0255211745 o 3339390112. 


 

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