E’stato uno dei grandi maestri della pubblicità, i suoi manifesti, gli spot, gli slogan sono entrati nelle case e nel linguaggio di molti per più di trent’anni. Armando Testa, fondatore dell’omonima agenzia, non è stato solo un grande art director, ma un artista capace di raccontare svariati prodotti in modo efficace e sempre sul filo dell’attualità e dell’ironia. Lo sport è stato uno dei tanti temi trattati.
E’riuscito a “trasformare le pratiche sportive in metafore di cambiamenti sociali e culturali del nostro tempo”. Ottima quindi l’idea di dedicargli una mostra a Milano in occasione delle Olimpiadi. Aperta oggi al Museo del Novecento, curata da Gemma De Angelis Testa e Gianfranco Maraniello, intitolata Urrà la neve! Armando Testa e lo sport propone una selezione di opere realizzate in oltre trent’anni di attività. Dagli anni Cinquanta con il manifesto delle Olimpiadi di Roma e del Moto Guzzi Lodola Sport 175 agli anni Sessanta e Settanta con il Concorso ippico internazionale, la pubblicità dello sci estivo di Cervinia e il Grand Prix della pubblicità, scelto anche come locandina della mostra, con la gamba pelosa il cui piede è uno sci. E’ di fine anni Ottanta la pubblicità giocata sull’azzurro di Azzurra, mentre per il calcio di Torino 90 uno stadio è inserito nella O. E infine su un piccolo televisore, come si usavano in quei tempi, c’è il famoso "carosello" dei wafers e degli Urrà Saiwa, proiettato dal 1966 al 1969 chiamato Il treno per Saiwa. Nessun riferimento a un avvenimento sportivo, ma un piccolo film dove il corpo umano diventa macchina in movimento. Legato anche a Milano-Cortina 2026, perché il trenino è fatto da uomini che si tengono per la vita, come nei trenini delle feste, e percorre un sentiero tra le nevi. Molto divertente, con i fischi di partenza, lo sbuffare come un motore del primo della fila e la voce da altoparlante di stazione che annuncia: “Da oggi a merenda si cambia”.



Nessun commento:
Posta un commento