lunedì 15 luglio 2019
GENTE E PAESAGGI
domenica 14 luglio 2019
PERFETTI EQUILIBRI
venerdì 12 luglio 2019
ANDAR PER VALLI
La parola resiliente di questi tempi è troppo usata.
Però bisogna saper distinguere quando esprime bene un concetto, come nel caso
di Valli Resilienti. Si chiama così
un progetto per le Prealpi bresciane, affidato alle Comunità Montane della Val
Trompia e della Val Sabbia. Finanziato dalla Fondazione Cariplo, si propone di
ridare vita a zone che si stanno spopolando e rischiano davvero di scomparire. Vitalissime negli anni del boom, per le
industrie collegate alle miniere di ferro, ora sono un insieme di paesi dove la maggior parte delle case sono disabitate, non
esistono o quasi negozi, sono spariti i locali dove ritrovarsi. Basta un
piccolo giro per rendersene conto e capire nello stesso
tempo le potenzialità
del luogo. Il turismo, ovviamente, è tra gli obiettivi. E non certo come soluzione
di recupero. Le attrattive ci sono e soprattutto sono particolari. A cominciare
da una natura generosa, con vegetazione variegata e storie e tradizioni da
raccontare. La possibilità di
camminare per ore nel silenzio completo,
o nel giro di un centinaio di metri scoprire panorami e scorci completamente
differenti o avere intorno specie diversissime di fiori. A mezz’ora dal
traffico della città (Brescia) trovare un rifugio a 1400 metri come il Rifugio Piardi. Punto di partenza per un’escursione impegnativa, ma anche occasione
per una cena o un pranzo con piatti locali, o per scambiare due chiacchiere con
Giacomo Ottelli, il proprietario, con un passato da fotografo. O ancora
sperimentare la naturopatia. Con i
trattamenti di medicina vibrazionale
di Antonella Trombetta che ti aiuta a individuare tra sedici fiori quello per
il tuo equilibrio. Di tutt’altro genere, se non quasi all’opposto, l’esperienza
delle miniere di Pezzaze. Pochi minuti su un trenino guidato dal mitico Ciso,
uno egli ultimi minatori della valle e si è nelle buie gallerie con l’umidità a
90°, l’acqua che scorre e stallatiti
alle pareti. Carla, ottima guida, ti seduce e ti strazia con il racconto della vita
in miniera, dove solidarietà, amicizia e spirito d’avventura sono stati i punti
forti dei lavoratori . E poi c’è il
vecchio borgo di Mondaro con un
inaspettato trompe-l’oeil nella piazza della chiesa (al centro). Accanto, nel
quattrocentesco Broletto, il Museo Orma, acronimo di Officina delle Radici
Museo Archeologico, che in un allestimento curatissimo ed elegante mostra reperti dal neolitico all’epoca romana (in basso).
Con il commento competente, mai pedante,
ma appassionato e trascinante di Fausto.
martedì 9 luglio 2019
L'ABC DELLA MODA (COREANA)

Le t-shirt che parlano non sono
certo una novità, perfino le pagine dei giornali riprodotte su tessuto si sono straviste. Già nei primi anni 90 il
creativissimo Jean Charles de Castelbajac aveva riprodotto la Pravda su uno
straordinario pareo di seta. Ma che le lettere dell’alfabeto diventassero un
motivo decorativo per abiti, oggetto di esposizione artistica, non era mai
successo prima. Accade a Milano, a Palazzo Morando,
raccolta-museo di costume moda e immagine, con la mostra
Connecting Borders:Hangeul x Fashion Art. Curata da Sunhee Park,
presidente della Associazione della moda e della cultura coreana, nonché
docente di Fashion Design presso la Ewha Womans University di Seoul, racconta e promuove il legame tra le diverse forme
artistiche connesse con il mondo della moda. Un’occasione anche per celebrare il
centenario del Movimento 1° marzo, giornata
dell’indipendenza dal Giappone della Corea. Negli abiti proposti, per la
maggior parte da sera, lunghi e importanti, compaiono le lettere dell’alfabeto Hangeul, linguaggio
grafico di scrittura coreano nato nel XV secolo. Tre le sezioni in cui sono
suddivisi gli abiti, a seconda di come riportano questo alfabeto, che comprende
21 vocali, delle quali 10 basiche da cui si formano altre, e 19 consonanti. Una
prima, Forma e Scrittura, vuole mostrare
la struttura dell’Hangeul. La seconda, Stile e Scrittura, ne indica i vari
stili. La terza, Forma e Grafica, enfatizza l’aspetto grafico. L’Hangeul, come
ha detto Sunhee Park, esprime una visione filosofica del mondo. Fu creato per
dare un migliore mezzo di comunicazione e fu poi adottato nella letteratura, nelle lettere personali,
nei testi di studio. Gli abiti creati da 73 couturier, veri artisti della moda, sono in svariati
tessuti, dai più leggeri come la seta o lo chiffon ai più pesanti e strutturati. I colori
dominanti sono il bianco e il nero, anche accostati tra di loro, con flash di
rosso e di blu. Le linee sono decisamente da alta moda. Forme a trapezio, ampiezze,
giochi di frange e plissettature. Quanto alle lettere possono essere sparse
sullo strascico di un lungo nero, oppure essere in rilievo su un abito da
cocktail bianco o ancora composte a formare parole su un aderente cappotto di
seta.
lunedì 8 luglio 2019
CRONACA DI UNA FUGA
L'avevano
portato all'ambulatorio per un controllo, perché da qualche giorno era
inappetente, cosa strana per lui. Ma terminata la visita, nonostante la stretta
sorveglianza, era riuscito a fuggire. Immediatamente era scattato l'allarme.
Perfino il dottore che l'aveva visitato si era impegnato nella ricerca,
sicuro che non avrebbe potuto andare lontano. Avevano rastrellato tutte le
strade intorno, sentito i negozianti, intervistato portinai e clienti dei bar.
Eppure, dicevano
tutti, non avrebbe potuto passare inosservato. Nessuno
aveva visto nulla. Sebbene fossero le quattro di pomeriggio d'inverno, ci fosse
ancora luce e tanta gente per le strade. Erano addirittura entrati
in un centro di accoglienza, dove avrebbe potuto rifugiarsi, mescolandosi
tra i tanti ospiti. Avevano scrutato l'interno delle macchine posteggiate, senza nessun risultato.
Trattandosi di un minore, qualcuno aveva ventilato perfino l'ipotesi di un rapimento.
A questo punto, dopo aver avvisato e allertato i famigliari, data la giovane
età del fuggitivo, avevano deciso di desistere e di riprendere le operazioni di
ricerca il giorno appresso con la luce. La mattina seguente, trascorsa
qualche ora in inutili appostamenti, di comune accordo, avevano pensato a
dare il via a un rastrellamento a tappeto con i cani. Anzi con il cane, un intraprendente
meticcio con cui il ricercato era in ottimi rapporti, nonostante le origini
diversissime e l’appartenenza a bande diverse. Portato in una delle vie più
vicine all'ambulatorio, davanti a un grosso fuoristrada, questo si era
improvvisamente bloccato e aveva emesso un “Bau”. A cui era seguito immediato
un “Miao”. Individuato, seguendo indizi svariati e con l'aiuto degli abitanti
del quartiere, il proprietario del veicolo, avevano potuto aprire l’auto e
ispezionarla in lungo e in largo. Il gatto, un tigrato rosso di 4 anni, era
stato stanato nel motore e, non senza difficoltà, catturato.
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