C’era un paese, nella repubblica
di Venezia, che nel 1700contava 6mila
abitanti, quando la città più importante, Brescia, ne contava 20 mila.Alla fine del 1800 gli abitanti erano 2mila.
Oraa Pertica Alta, vivono solo 548
anime, divise in sei frazionie del
periodo popolato rimangono le otto chiese con affreschi preziosi e portali istoriati,
testimonianza delle ricche famiglie che qui risiedevano. Siamo nella Valle
Sabbia, valle resiliente insieme alla Val Trompia. La sede comunale, la
canonica e la bibliotecasono nella
frazione di Livemmo: 200 abitanti, un unico negozio di alimentari, anzi una
cooperativa, di fronte alla quale si ritrovano gli anziani. La scuola materna e
quella elementare frequentata da 14 bambini, divisi in due uniche classi,
invece, sono aLavino. Con tempo pieno, servizio di bus garantito e
varie attività di doposcuola. “Non abbiamo la piscina” dice Giovanmaria
Flocchini sindaco di Pertica Alta al secondo mandato e Presidente della
Comunità Montana Valle Sabbia. Ma cercano di offrire sempre più servizi e i
risultati si sentono: i bambini sono aumentati, e si stanno aprendo piccole
attività per la produzione di formaggi e marmellate, agriturismi, aziende per
l’allevamento di bestiame, come quella di Milena e Christian di Malga Casine.
Tra i fiori all’occhiello un piccolo museo con video interattivo e il servizio
pasti a domicilio per gli anziani. Un esempio di iniziativa imprenditoriale il
ranch Vaghezza a Marmentino al confine con la Val Trompia, un agriturismo con
cavalli per passeggiate nei dintorni e una grande sala con camino per
assaggiare le grigliate miste tipiche della zona. Tutto con vista sulla
vallata. Per chi ama la natura, ma con qualcosa da raccontare e in questo caso
è molto, da non mancareBarbaine, con la
quattrocentesca chiesa dei Morti, immersa nel verde. Chiamata così per
minuscolo cimitero con lapidi-parallelepipedi dedicati ai Caduti della
Resistenza valsabbina, sorvegliato da un grosso cane dallo sguardo buono. In stile
romanico-lombardo e con interessanti affreschi, la chiesa, in abbandono fino al
1985, è stata per secoli la meta di pellegrinaggio per le ragazze che volevano trovare marito
e per le spose che non riuscivano a restare incinte.Non distante c’è Belprato, un paese arroccato
destinato a scomparire, se non fosse stato per la brillante idea dell'artista svizzero Marino
Gabusi. Nel 2014 è stato istituito un concorsoper cui pittori e scultori di ogni età e provenienza
sono invitati a mandare un loro progetto che, esaminato da una commissione e
ritenuto interessante, dà diritto all’artista a essere ospitato in paese per realizzare il murale o la scultura proposta. Non tutto certo è di grande
livello, ma i muri sono notevolmente rallegrati, diventa un gioco andare per
gli stretti vicoli a scoprirne dei nuovi e quindi l’attrattiva per il turista
aumenta. Dalle gambe che escono da una finestra al trompe-l’oeil delle donne
alla fontana, dall’uomo che cammina sul filo al paesaggio, dal figurativo al
pop, tutte le tendenze sono contemplate. Da non perdere la casa di Gabusi,
letteralmente ricoperta da murales, sculture, mosaici, colorate composizioni
con materiali di recupero, un vero divertimento per gli occhi.
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