La donna Eleventy ama viaggiare, per questo veste capi diversi per situazioni diverse, sempre accomunati però da una vestibilità confortevole e con una precisa identità, caratteristiche del brand. Ai colori iconici, dal bianco a tutte le gradazioni del beige e all’immancabile blu, si aggiungono il giada e il viola, interpretati con sfumature. Tra i materiali il mix di lana, seta, cashmere per giacche e pantaloni. Svariati i gilé imbottiti. Il cappotto adotta la coulisse in vita. Il nuovo completo ha un pantalone corto e largo, quasi una gonna. La giacca di pesante Principe di Galles s’illumina di paillettes (foto qui in basso).
Quasi interamente per la sera la collezione di Nissa dove il punto vita è sempre segnato. Satin, seta, pizzo, velluto i tessuti. L’abito corsetto è protagonista, con un voluto riferimento al mondo dei cavallerizzi. Specie nei dettagli di cinturini e cinture. Hanita rivede i classici, con un’attenzione ai volumi e ai colori sempre in gradazione. Tra i pezzi più interessanti il giubbotto in Teddy, materiale dei peluche (v.teddy bear) e il cappotto in lana con zip e cappuccio. Il mondo della calzatura è sempre più personalizzato. Baldinini sceglie la B, iniziale del nome, come fil rouge di una collezione dalle linee pulite, dove niente è sopra tono. La B c’è sempre, piccola si intreccia con la pelle o firma lo stivale di camoscio con il minuscolo tacco (in alto a destra). Diventa fibbia in un oro dalla lucentezza smorzata. Flash di pelle maculata, leopardo e zebra, per ballerine e stivali. Raso e B in strass per la sera. Da AGL tutto ruota intorno a un fiocco. E’ sul mocassino rosso (in alto a sinistra), caratterizza lo stivaletto, personalizza lo scarponcino con alta suola di gomma. Tra i pezzi clou lo stivale ispirato al corsetto vittoriano e quello con texture invecchiata. Una salamandra serpeggia nella collezione da sera di Giuseppe Zanotti. E’ intera sulla clutch, ma si fa in vari pezzi sul tallone come sulla punta del sandalo o sul raso del sabot e sullo stivaletto con bordo di pelliccia. Fracomina nella boutique di Via Manzoni “celebra” il denim in tutte le forme. Decorato, ricamato, in forma di abito, di top, di trench, di gonna. Che la Fashion Week milanese sia sempre più internazionale ormai è un dato di fatto. Afraa, brand del Qatar, creato da Afraa Al-Noaimi, ha sfilato ieri nella Casa degli Artisti. Linee fluide e volumi ampi. Sete, nappe e jersey i materiali più visti. Mafi Mafi, brand fondato dalla designer etiope Mahlet Afework, sceglie l’Accademia del Lusso come passerella per le collezioni Haset e Zellan, entrambe con elementi tipici della cultura etiope. Nella prima linee fluide e tinte tenui, nella seconda materiali resistenti e con contrasti grafici. Cinque e molto creativi, gli stilisti coreani che hanno mostrato le loro collezioni di abbigliamento e accessori, occhiali compresi, in un pop up di fronte al multimarca Antonioli. L’oro è dominante nei blazer e nei cappotti di Ara Lumiere, brand sostenibile fondato dalla filantropa indiana Kulsum Shadab Wahab, che nel suo atélier impiega solo donne sopravvissute ad attacchi con acido. Notevoli i ritratti di alcune di loro sulla parete dello spazio espositivo.


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