giovedì 19 febbraio 2026

ARTISTICO, ANZI METAFISICO

Fa parte del "palinsesto espositivo" su Metafisica storica e Metafisiche dei linguaggi artistici da vedere a Palazzo Reale di Milano, ma la mostra dell’artista sudafricano William Kentridge, dedicata a Giorgio Morandi, ha comunque una sua identità precisa.  Aperta il 6 febbraio, in occasione dei Giochi Olimpici, è a Palazzo Citterio in via Brera fino al 5 aprile.   



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Si compone della videoinstallazione More sweetly play the dance e di Hommage to Morandi. Se la mostra, come dice il titolo, è inequivocabilmente legata all’artista italiano, l’installazione può essere vissuta in modo assolutamente indipendente. Nell’omaggio a Morandi Kentridge reinterpreta in cartone gli oggetti delle famose  nature morte del pittore. Non ci sono colori, tutto è grigio, impreciso, volutamente non finito. Fa pensare a un passato, ma rivisto in una chiave poetica . Gli stessi tratti grigi e imprecisi si ritrovano nello sfondo della grande installazione che domina la sala Stirling. E’ un enorme video circolare dove inizialmente si vedono dei tratti grigi su un fondo nebuloso, poi improvvisamente parte la musica e lo schermo diventa un lungo sentiero popolato da figure umane, più o meno realistiche e più o meno riconoscibili. Ognuno di loro ha qualcosa da raccontare. Nel modo di sventolare la bandiera, piuttosto che in quel camminare aggrappato a una macchinario per ossigeno che invece sostiene un vecchio telefono. Ci sono donne e uomini che ballano e altri che incedono zoppicando. C’è chi porta dei palloni con facce umane. C’è la banda che suona le trombe, ma c’è anche un uomo che dal suo pulpito arringa la folla. E’ la storia di un popolo, di un Paese, dei casi della vita. I personaggi si avvicendano portando casse, gabbie,  bandiere. Ognuno di loro è una sorpresa eppure ognuno di loro contribuisce con qualcosa di fondamentale alla storia. Quando gli ultimi personaggi scompaiono e la musica finisce, svanisce un mondo e si ha l’impressione di aver sognato.   

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