venerdì 13 febbraio 2026

PASSIONE BIANCA

E’incredibile vedere come i Giochi Olimpici invernali siano ispiratori, oltre che di eventi previsti, di mostre d’arte. Basta pensare a quelle  visitabili a Milano. Svariati i punti di vista da cui partono. Le montagne e la neve sono tra i principali. Lo sono di due mostre alla Fabbrica del Vapore, diversissime tra loro. 

A visionary at altitude – N vijionar so alalt nella Sala Bianca fino al 13 aprile è una “Mostra fotografica di Stefano Zardini” dice il titolo, curata da Margherita Palli, Thina Adams, Valentina Vitali. Al primo impatto le foto potrebbero sembrare immagini di gare di sci. Ma basta uno sguardo più attento per entrare in un’atmosfera particolare. Le foto sono in prevalenza di gare, scattate durante le Olimpiadi Invernali di Cortina d'Ampezzo del 1956, ma completamente rivisitate.  


 


Zardini, fotografo ampezzano, ha attinto dall’archivio fotografico del padre e dello zio, e ha inserito colore al limite del pop, creato ombreggiature e flash particolari. Da sue personali foto di luoghi di montagna con funivie, impianti di risalita, affollamenti vari, invece, ha tolto ombre e colori ed enfatizzato il bianco.”Un progetto di grande forza poetica e visiva capace di mettere in dialogo l’immaginario urbano con quello delle vette dolomitiche “l’ha definito l’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi. Dietro al lavoro di Zardini non solo un incredibile e virtuosistico intervento artistico, ma soprattutto un messaggio, una provocazione che spinge a rivedere una montagna trasformata in luna park. Oltre alle immagini colorate di The Pioneers’Passion e quelle dove il bianco è dominante di Snowland , c’è Tracce-Lasciare che l’occhio squarti il paesaggio  con  gigantografie delle righe e dei solchi che gli sci lasciano sulla neve.      



Nella porta accanto, la Sala delle Colonne ospita la mostra Silvia De Bastiani. Water and Peak, fino al 6 aprile. Sono straordinarie immagini di montagna da punti di vista diversissimi con una precisione di dettagli fotografica. Invece, sono acquarelli realizzati dall’artista (Feltre, classe 1981), diplomata in Pittura, laureata in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo e docente presso le Accademie di Belle Arti di Venezia e Verona (nella foto).  Dotata di una conoscenza profonda dell’ambiente alpino, De Bastiani sale sulle vette e cammina per boschi con pennelli e tela nello zaino, per riportare quello che vede. “Le montagne non sono mai rappresentate come vedute statiche, ma come organismi in continuo mutamento".

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