domenica 31 dicembre 2023

AKEMASHITE OMEDOTOU *

Nella marea di inviti che fluttuano da ogni parte in questi ultimi giorni dell’anno, compreso oggi, stupisce l'invito che a Milano propone un brindisi alle 4 del pomeriggio.  Va bene anticipare l’evento dando la possibilità di avere ben otto ore per riuscire a festeggiarne altri, ma forse si perde un po’ il significato, se così si può dire, del Capodanno. 


E’ invece non è una ridicola iniziativa per  cercare di sfruttare i tempi. Otto ore prima della fatidica mezzanotte, finisce l’anno in Giappone e De Wan di Via Manzoni ha colto il momento per invitare amici e clienti per un festeggiamento anticipato. Nessun riferimento speciale al paese del Sol Levante, ma un’occasione, perfetta per i ritardatari, di mostrare le novità e soprattutto le tendenze più innovative. Che a quanto pare, dalla divertente immagine di Tatiana Raducanu Miss S.Marino 2024, sono davvero moltissime (v.foto).  Collane, occhiali, guanti, borse di ogni genere, dalla micro pochette scintillante alla comoda shopper, a quella di eco-pelliccia con stella benaugurale. Dai gilé, capaci di movimentare e personalizzare l’insieme più semplice, agli orecchini donanti, ai deliziosi vide-poche per un regalo azzeccato, a una serie di anelli di ogni forma e colore.  Non ultimi, i foulard in seta finissima tratti dai dipinti di Roberto De Wan, tra cui, attualissimo, quello con i simboli della pace. *Felice anno nuovo in giapponese.


sabato 30 dicembre 2023

IMPEGNO ED ELEGANZA : VERA SOSTENIBILITA'

  

Fine anno. Da ogni parte festeggiamenti, previsioni, auguri, progetti, promesse, propositi per il futuro, identici al 99% a quegli degli anni prima con l’intervallare di riassunti, "tirature di somme", quadri più o meno sfuocati dell’anno passato. Tutto "targato" con un riferimento alla fine di quest’anno e a quello che verrà. Il libro più letto, il film più visto, lo s
pettacolo più applaudito, il personaggio più nominato, eccetera.  Sparito qualsiasi spazio che non si inserisca in questi elenchi di ricorrente banalità. Fa piacere, quindi, segnalare qualcosa che non presenti risapute caratteristiche da calendario ma che abbia una risonanza in sé, slegata alle date.



Così la presentazione o meglio lo shooting della campagna di Voiceat, neonato brand pugliese di moda creato da Annalaura Giannelli. Un insieme di elementi di stile a formare una cornice perfetta per un prodotto con valenze che vanno al di là dell’eleganza e del tutto made in Italy.  La collezione di borse, shopper, pochette, ma anche mantelle e piccoli accessori, già presentata a Milano, vuole accendere l’attenzione sui temi, non mai abbastanza affrontati, della violenza di genere e della discriminazione, ma anche della sperimentazione e della vivisezione sugli animali.  Con piccoli accenni come disegni o dettagli, senza mai arrivare a una pesantezza integralista.  Il tutto sostenuto da un progetto etico-sociale per contribuire alle cause con parte dei ricavati delle vendite. Coerente con la raffinatezza del prodotto il set scelto: il Teatro di Nardò, gioiello architettonico inaugurato nel 1909, in uno dei centri storici più interessanti del Salento. A indossare i capi le gemelle pugliesi Giorgia e Vittoria Frulloni, identicamente chic (nella foto dello shooting). Tutto all’insegna di un’eleganza e di uno stile mai compiaciuto e mai ridondante, ma che non passa inosservato. Fondamentale per una vera moda sostenibile, che deve durare nel tempo.   


venerdì 29 dicembre 2023

LA VITA E' UN ROMANZO...O NO?

E’ in libreria da mesi e molti l’hanno letto, eppure "il collocamento ideale" di lettura di L’anno dei destini incrociati (Morellini Editore) dovrebbe essere in questi giorni, a fine d’anno, per inaugurare il nuovo. Non per un discutibile tempismo e neanche perché è un cronoromanzo. Ma perché, pur raccontando ogni mese in sintesi i fatti del mondo più importanti o che hanno avuto più spazio nelle cronache, dà in qualche modo elementi per affrontare bene o comunque con speranza l’anno che verrà. E questo l’autrice, che si nasconde sotto il nom de plume di Bea Buozzi, lo sa.

Terzo di una serie, racconta mese per mese la vita dei condomini di un palazzo milanese o che fanno parte della compagnia del locale Macondo. Sono storie di quotidianità con personaggi tutti di fantasia, ma tutti ugualmente ben delineati e caratterizzati da apparire reali. Questo grazie alla scrittura da attenta osservatrice di Bea Buozzi. E alla capacità di saper inserire in tutti gli avvenimenti e i casi della vita, anche i meno felici, una buona dose di ironia e soprattutto di autoironia. Sì, perché quasi in ogni personaggio, e in quelli femminili soprattutto, c’è un po’ di lei stessa, ma con l’ottimismo di "saper vedere il bicchiere mezzo pieno che io non ho".  Quello che succede nel mondo, inserito in quelle due pagine a chiusura di ogni capitolo relativo a un mese, è intitolato Nel frattempo. Un inserimento “en passant” quasi a voler insistere che la vera  vita è quello che succede in quel palazzo, tutto il resto è niente di più di una data, per definirlo cronoromanzo. Confermato da una narrazione scorrevole, veloce, che crea un'empatia con i protagonisti, senza mai privilegiarne uno, ma lasciando a tutti debolezze e pregi che li rendono umani. Con quel minimo fil rouge-jaune per intrigare, senza mai diventare un giallo. Una commedia corale la definisce l’autrice che ha annunciato che L’anno dei destini incrociati, finalista al Premio Bancarella 2023, sarà il suo terzo e ultimo cronoromanzo. In previsione per il 2024 un romanzo più "adulto", che parte da una storia di famiglia e delle sue radici, dove si parla di intelligenza artificiale. Di Sonia Diab l’immagine di copertina.   

mercoledì 27 dicembre 2023

SCELTE DI MARINA

Non occorre essere femministe scatenate per gioire di una mostra come quella per celebrare i 50 anni di carriera di Marina Abramovic alla Royal Academy di Londra, dove in 255 anni nessuna donna si era mai esibita in una personale. Ma non solo, la rassegna, inaugurata il 23 settembre che si concluderà al 1° gennaio, avrà un suo seguito che valorizza il talento femminile. “Voglio organizzare un Women’s Tea Party alla Royal Academy, un evento privato solo per donne. Voglio invitare giovani artiste, scrittrici, scienziate, donne di tutti i campi, attrici. Voglio investire  la mia energia, dare loro il mio lavoro e la mia vita attraverso la mostra e poi prendere insieme il té… Abbiamo subito trovato uno sponsor, sembra che gli inglesi adorino davvero il té” ha detto la madrina delle performance impossibilitata a recarsi a Londra per gravi problemi di salute. Il tea party da Londra si sposterà in altre città, fino al 2026. Le tappe di Amsterdam, Zurigo, Israele e Vienna sono già in calendario.



Last but not least le fotografie che, oltre a video, oggetti, installazioni, raccontano la straordinaria creatività dell’artista e fanno parte del catalogo, sono state scattate da una donna, la fotografa italiana Giovanna Dal Magro (nella foto al centro con l'artista). Forse la prima a seguirla nelle sue più famose e discusse performance. Tra le più note Imponderabilia  del 1997 alla Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna dove l’artista e il suo compagno, il tedesco Ulay, sono in piedi, nudi uno di fronte all’altro all’ingresso della Galleria, obbligando il pubblico a sfiorare i loro corpi e soprattutto a fare una scelta se dare le spalle all’uomo o alla donna (foto in alto da catalogo). Il tema è l’obbligo di una scelta che provoca disagio, a cui si arriva con elementi imponderabili, da cui il titolo. O ancora Rhythm O alla Galleria Studio Morra di Napoli del 1974 dove l’artista è nuda con davanti un tavolo su cui sono posati 72 oggetti, che il pubblico può usare anche contro di lei. Tema: la paura, il dolore, il controllo(foto in basso da catalogo).

giovedì 21 dicembre 2023

CIAK & FASHION

Chi è ritenuto e si ritiene un buon conoscitore di cinema e di moda, maturerà dei dubbi su questa sua conoscenza. Può succedere leggendo già solo le prime pagine di Ciak si sfila-I defilé di moda in trenta film (Postmedia Books). Scritto a due mani da Grazia d’Annunzio, giornalista, e Sara Martin, Professore associato all’Università di Parma per Storia del cinema e Teorie e tecniche della televisione. Già nell’introduzione, dove le autrici scrivono com’è nata l’idea, s’intuisce come il libro, egregiamente documentato, riveli molto di più di una passione fashion-cinefila. Che non significa solo la voglia di raccontare come i due mondi si siano intrecciati, ma il mettere in evidenza “gli aspetti meno ovvi e più trasversali” di quello che si potrebbe definire un genere cinematografico. Appunto “le sfilate come mezzo d’informazione” o “metafore dell’evoluzione di una società".    


La storia parte dagli anni Venti e dai primi film muti di Hollywood. Si parla già di costumisti, ancora lontani dai couturier, che a Parigi dominano la scena con le sfilate negli atélier, riservate a una stretta élite. Poi le star incominciano a vestire gli abiti delle grandi maison, e li indossano anche nei film. I casi citati sono svariati, uno su tutti, negli anni Cinquanta, Givenchy che veste Audrey Hepburn, prima diva filiforme. Molti gli episodi raccontati, le storielle di rivalità, le affermazioni improvvise, i retroscena. Tutto narrato con precisione comprovata, ma mai da un’ipotetica cattedra. Nella seconda parte, quasi a conferma delle pagine precedenti, le schede con foto di trenta film, i più indicativi secondo le autrici. In alcuni le scene di sfilate sono di contorno, in altri sono il clou della trama, altri, con dialoghi appropriati (v.la disquisizione di Miranda, "il diavolo che veste Prada" sul maglioncino "ceruleo") spiegano l’evoluzione . In tutti si racconta l’intesa moda-cinema. Un libro che si legge in un soffio, proprio come il più avvincente dei romanzi. Una lettura così piacevole da far dimenticare i molti refusi, non errori. Perfetta la prima presentazione del libro a Milano, tra gli arredi iconici anni '50 e '60 dell'Arabesque Design Gallery. Con l'intervento da moderatore, competente e mai prevaricante, del giornalista Gianluca Bauzano.

giovedì 14 dicembre 2023

E' NATALE ANCORA

Chissà se c’è ancora qualcuno che festeggia Natale il 25 dicembre? I preparativi sono ormai così anticipati, da pensare di essere in ritardo per S.Valentino. Nonostante i Calendari dell’Avvento, sempre rigorosi nello scandire le date in svariati modi. Così Essenze di Elda, con profumi diversi per ogni finestrella. Chi è rimasto indietro, sia per calcolata convinzione sia per casuale distrazione, può trovare ancora ben più di una proposta. Per regali, addobbi, travestimenti da Babbo Natale, ricette di piatti, location per viaggi, presepi, alberi, festoni, outfit per cani, eccetera.




Incominciando proprio da quest’ultimo punto, chi non vuole ricadere nella banalità del collare rosso o della bandana con strass può scegliere la scintillante medaglietta dorata con impronta zampa di Myfamily.  Originalità e luce sono spesso il filo conduttore.  La luce di Seletti, per esempio, 
viene da un finestra con cielo blu e qualche nuvola (foto in alto). Borsalino ha preparato una Holiday Gift Guide 2023 con variopinti cappelli . Mentre Swarovski ha creato ciondoli e statuine, ovviamente in cristallo con oro, fiocchi, stelle, renne, gnomi, soldatini. Anche se Chanel preferisce essere presente, davanti alla Rinascente di Milano, con i contorni luce della sua celebre boccetta di Chanel 5 (e meno nota 19), l’albero di Natale ha ancora i suoi fans.  Sempre a Milano se ne contano oltre 22. Da quello targato Milano–Cortina in piazza Duomo al supercitato con valigie di Gucci in Galleria, a quello di Boscolo in Piazza Cordusio con gli auguri in tutte le lingue . E' affiancato da un pop store a forma di pacco-regalo, dove fino all'Epifania è possibile acquistare i cofanetti della Boscolo Gift collection e regalare un viaggio. Meno diffuso il presepe, rintracciabile in qualche vetrina, in versione design e quasi irriconoscibile. O, assolutamente da vedere fino al 5 gennaio a Casamadre Arte a Palazzo Partanna di Napoli, la mostra Presepe di Chiara Dynys. L’artista, una delle più interessanti dell’arte contemporanea, lavora sulla "dissoluzione metaforica delle icone tradizionali", "in una mescolanza di sacro e profano", "tra trasformazione e conservazione"(nella foto in basso l'asinello blu). 

sabato 9 dicembre 2023

SCALA DI VALORI

 

Forse è un’impressione. Sembra che mai come quest’anno si sia parlato e scritto della prima della Scala e se ne continui a parlare. Effetto ritardato del silenzio da pandemia? Volontà di distrarsi da guerre ed eventi drammatici?  Mancanza di gossip significativi? Voglia di cultura? Sicuramente il fatto che l’opera fosse visibile in televisione, sugli schermi cittadini e in vari luoghi della città ha contribuito a popolarizzare l’evento.  Ma anche nel “durante” si è parlato e scritto molto di più e molto oltre che di abiti e di recensioni musicali. 


La composizione degli ospiti nel palco d’onore è stata analizzata da più parti e perfino il grido dal loggione contro il fascismo ha avuto quasi più risonanza dei pomodori e le uova sulle pellicce alla prima della Scala, made in Capanna, del ’68. C’è chi (Aldo Grasso) ha paragonato la prima della Scala a X Factor, perché entrambi generatori di “pagelle” sui giornali: alla Scala il vero spettacolo è in platea (vip, abiti, acconciature) a X Factor lo spettacolo sono le liti tra i giurati. Ma a parte tutto questo ci sono stati momenti ed effetti positivi: dall’avvicinamento dei giovani all’opera con la pre-rappresentazione al porre l’attenzione sul melodramma, forse la forma di spettacolo più tipicamente italiana. Ma anche la presenza di molti turisti. I ricordi di personaggi storici famosi. Verdi in primis per cui è stato organizzato un itinerario-video in 3 D. O ancora piccoli eventi nei musei, nei luoghi storici, nei negozi come l’invito non stop dalle 10 alle 19 del 7 dicembre da De Wan in Via Manzoni. Con il direttore d’orchestra Alberto Veronesi, presidente del Comitato promotore per le celebrazioni del centenario di Giacomo Puccini, il soprano Mila Shariy che ha cantato arie in tema. E gli inediti foulard in seta con la riproduzione dei dipinti di Roberto De Wan, ispirati alla Turandot. Tra cui quello con lo sfondo del teatro, nella foto.