mercoledì 29 aprile 2026

IL COLORE DEGLI ANNI


I colori sono importanti nella moda, ma come si scelgono? Perché ora si parla continuamente di burgundy, che è poi il bordeaux (riferimento al vino e non alla città)? Perché un colore viene identificato con il nome di uno stilista, vedi Rosso Valentino? Perché il nero ha dominato per anni, tanto che dopo si è parlato di certi colori come del “nuovo nero”? L’argomento è stato il tema dell’incontro di ieri all’Hotel NH Collection di Via Tarchetti, a Milano. Relatore Eugenio Gallavotti, giornalista con un importante curriculum in riviste di moda e docente all’Università Statale e allo Iulm di Milano (nella foto Gallavotti con alle spalle un ritratto di Balenciaga). 



“La moda è uno dei modi di reagire a quello che succede intorno. Nei periodi di benessere privilegia colori sobri e forme rigorose, in periodi difficili punta a un tripudio di colori” così ha esordito Gallavotti, parafrasando, in un certo senso, il sottotitolo del suo libro “Quando siamo poveri la moda è ricca. E viceversa”(La teoria dei colori. Stile & Società a contrasto, edito da Franco Angeli). Ha quindi individuato, fra il secolo scorso e oggi, quattro periodi. Nei cupi anni tra le due guerre e durante l’ultima, Elsa Schiaparelli inventa il rosa shocking, Ferragamo nel 1938 crea il sandalo Rainbow con zeppa in sughero rivestita di camoscio nei colori dell’arcobaleno. Negli anni 60 del boom, il nero trionfa, spopola il tubino nero. Per Balenciaga, uno dei couturier più famosi del momento, è addirittura un’ossessione. Il nero ritorna seguitissimo nei “felici” anni 80. Perfino le foto delle pubblicità di moda sono in bianco e nero. Dal 2008, con il crollo di Lehman Brothers, inizia il periodo tenebroso, che dura ancora ora, e i colori ritornano. Gallavotti cita Miuccia Prada con “It’s time to be bold”, un invito a osare. Ci sono eccezioni, “...perché le collezioni spesso partono da un concept che può essere un luogo, un periodo storico o un certo tessuto”. Spiega Gallavotti sollecitato da un pubblico particolare e non solo perché in prevalenza femminile. L’incontro fa parte di una serie di appuntamenti che quasi ogni mese organizza Inner Wheel, su argomenti di interesse generale e soprattutto sociale. Ma è una minima parte di quello che fa questo club dalla lunga storia. Nato ufficialmente nel 1924 in Inghilterra, dalle mogli dei rotariani, che con i mariti in guerra avevano preso in mano i club e deciso di crearne dei nuovi indipendenti, al femminile, con lo stesso simbolo della ruota da cui hanno preso il nome. Gli Inner Wheel club nel mondo ora contano circa 120mila iscritte. In Italia sono molti, di cui svariati a Milano. Quello che ha organizzato l’incontro è l’Inner Wheel Club Milano Sempione. Si propone, oltre che di rafforzare l’amicizia tra le socie, di supportare i giovani nel sociale. Così “Dal Bullo al bullone” per inserire i ragazzi, usciti dal Carcere minorile Beccaria, nel mondo del lavoro. Affiancando gli adolescenti negli studi per combattere l’abbandono scolastico. O ancora combattendo il bullismo nelle scuole elementari, da cui l’istituzione delle famose panchine gialle. 

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