Un vero peccato che sia stato in scena solo quattro giorni, e domani sia l’ultimo. Lebensraum, in prima milanese al Teatro Menotti della olandese Jakop Ahlbom Company, è davvero uno spettacolo unico e straordinario. Tutto si svolge in quello che potrebbe essere un miniappartamento, appunto uno “spazio vitale” (Lebensraum in tedesco) abitato da due uomini, interpretati da Jakop Ahlbom (svedese di nascita, ma olandese dagli anni 90) che dà il nome alla compagnia ed è autore e regista dello spettacolo e da Reinier Schimmel.
Ogni mobile ha almeno una duplice funzione. Il pianoforte diventa letto, la libreria nasconde un frigorifero. Sul tavolo, dove i due mangiano, piccole carrucole portano dall’uno all’altro cibo, bottiglie, piatti. L’ambiente ha una tappezzeria in cui si mimetizzano, vestiti dello stesso tessuto a righe, i due musicisti della band olandese Alamo Race Track, che accompagnano con sonorità pop-rock. Ma c’è anche una trama e, infatti, dopo i primi momenti in cui due sono soli entra in scena una bambola, l'ottima Silke Hundertmark, che dovrebbe occuparsi delle pulizie. Ma per quanto robot, ha un suo pensiero e nessuna intenzione di coprire quel ruolo. Anche se le mettono in mano secchi, stracci, scope. A questo punto lo scompiglio cresce. Dietro gli armadi si aprono dei passaggi segreti, gli specchi diventano finestre da cui i tre passano con salti acrobatici per ritrovarsi poi, a sorpresa, in una cassapanca da cui escono con un balzo. Il tutto in pochi minuti. Gli inseguimenti continuano, il caos è totale, ma si intuisce un innamoramento dei due per la bambola che diventa oggetto da contendere. Il ritmo è frenetico, i tre riescono a raccontare con i movimenti molto più che con le parole. E la musica si adegua perfettamente alla situazione. Alla fine dello spettacolo gli applausi sono fortissimi e prolungati, tanto da obbligare i cinque artisti a uscire a ringraziare più e più volte.

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