mercoledì 28 ottobre 2026

DIVA E DONNA (SOPRATTUTTO)

Come sempre il Teatro della Cooperativa di Milano propone uno spettacolo dove le risate si intrecciano con la riflessione, in un equilibrio perfetto. S’intitola Diva – meglio all’inferno sui tacchi che in Paradiso con le ballerine ed è in scena da ieri fino all’8 novembre. Con la sospensione di venerdì 30, per lo sciopero nazionale dei teatri.  Sul palcoscenico solo lei, la drag queen Greta Sofia Pilloni che si racconta in un monologo, scritto e diretto da Andrea Ibba Monni. 



Entra arrivando dall’ingresso del pubblico, altissima, resa ancora più alta da svettanti sandali con zeppa, una capigliatura folta e “cotonatissima” e un grande mantello di seta. Fa domande e commenti guardando il pubblico ed è subito simpatica, sprizza empatia. Si fa aiutare per salire sul palcoscenico in un atteggiamento da diva d’altri tempi e poco dopo si toglie il mantello e resta con un miniabito maculato con vita strizzata, che fa risaltare il possente seno. In un voluto “effetto eccesso”. Quindi continua la sua stand up comedy ballando e prendendo le voci del repertorio sexy di varie icone, prima tra tutte Raffaella Carrà con il suo Tuca Tuca. Si interrompe e descrive la sua vita in un paese sardo con tutti i difetti del piccolo paese (pochi abitanti che si conoscono tutti e sparlano l’uno dell’altro) e il traffico e la confusione della grande città. Con continue, intercalate battute di spirito, parla del rapporto con la sua famiglia, incapace di capire i suoi stati d’animo, il suo sentirsi più femmina che maschio, la vergogna e i desideri bloccati con cui deve convivere. Ma anche la forza e la volontà di arrivare alla libertà, lasciando il paese ed entrando nel mondo dello spettacolo.  Pur nella comicità, piacevole e mai volgare, tra una risata e l’altra il suo discorso diventa una storia da applicare a molte vite, a molte fragilità e alla voglia di superarle.  Senza mai  spingere alla facile commozione, ma continuando a far ridere . Alla fine, dopo gli applausi che interrompe, scende dal palcoscenico, sempre chiedendo di essere aiutata e si posiziona all’uscita con un regalo, annunciato. E’ una tipica immagine religiosa, ma ingrandita,  con da una parte il suo viso da Santa Greta Sofia patrona dell’Autodeterminazione e delle scelte Consapevoli e dall’altra una poesiola-preghiera in cui riassume con irresistibile humour i
 "precetti” della sua vita. 

Nessun commento:

Posta un commento