lunedì 26 ottobre 2026

GIOIELLI DIVERSI

Qualcosa di bello viene spesso definito un gioiello. Vale per oggetti, edifici, creazioni, perfino comportamenti umani. La sesta edizione di Jeweklry week, a Milano dal 20 al 26 ottobre, ha rivelato la varietà del gioiello, ma nel senso più tradizionale del termine. Cioè il gioiello come qualcosa da indossare, che si propone in tutte le possibili espressioni. Non è un caso che abbia coinvolto boutique, gallerie d’arte, negozi di design, ottiche. 





Si parla di 400 espositori da 60 Paesi e circa 20mila visitatori. Con una concentrazione nella Jewelry Hub di Palazzo Serbelloni e nell’Artistar Jewels e Talent Show a Palazzo Bovara, entrambi in Corso Venezia. Soprattutto in questa seconda esposizione si sono viste le proposte più creative e soprattutto quelle in cui la contaminazione con l’arte è più evidente. Collane che raccontano, con le pietre, la natura, i fiori, gli animali o il mare con vere conchiglie. Anelli che esprimono una protesta come quelli in argento di Pagah Novin, iraniana, basata a Dubai. Una forchetta di metallo piegata diventa un bracciale. Traggono spunto dalle architetture, ma giocano anche sull’horror le creazioni in argento di Varvara Krotkova, con atelier a Berlino (al centro). S’ispira all’architettura anche la brasiliana Camila Sangi per i suoi occhiali-gioiello in argento. Sono in titanio o in corno, lasciato al naturale, gli occhiali-gioiello Wassa Optical Creators. Progettati da Pippo Mento e Marco Annibali hanno fatto la loro apparizione da Oonconventional di Marco Annibali(in alto). Un’ottica, come dice il nome, particolare, più simile a una galleria d’arte. Non solo per l’eyewear proposto, tutti pezzi unici e su misura, ma per l’arredo, con le pregevoli foto “sfumate” di Federico Garibaldi e gli espositori girevoli dietro ai quali appendere le opere per una mostra. Per ribadire il legame-intreccio con l’arte e il gioiello, esposta come un’installazione la collana del progetto artistico TAM GEM in ottone  e madreperla ricavata dalla Sinanodonta Woodiana, una conchiglia fluviale dagli straordinari riflessi (in basso). Realizzata a mano dal giovane e talentuoso Francesco Boselli, formatosi alla scuola GEM Sistema Moda di Valenza, era adagiata su una colonna di argilla cruda. Non nuova al connubio con i gioielli anche l’Ottica 58 Ettore Ponti che per la Jewelry Week ha ospitato i gioielli-scultura delle sorelle Flaminia e Federica. In bronzo, argento, carbonio, impreziositi da pietre, hanno come filo conduttore la treccia, simbolo di unione, amicizia, amore.    

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