venerdì 10 novembre 2023

LA FELICITA' DI METTERSI ALL'OPERA

Leggere di uno spettacolo può incuriosire, intrigare, ma mai riesce a esprimere quello che un buon spettacolo può dare. Questo dipende anche dal rapporto empatico che instaurano gli artisti, dalla scenografia, che nessuna foto può rendere e molto anche dal teatro come luogo. Non dipende solo dalla buona acustica o dalle poltrone comode. Se poi lo spettacolo è in un luogo molto particolare, l’interesse aumenta. Impossibile non superare di molto le aspettative per Extravagare . Rituale di reincanto, ieri e oggi alla Casa di Reclusione di Milano Opera



Non solo si tiene nel teatro del carcere da 400 posti, ma la compagnia, attori, scenografi, tecnici delle luci, è composta quasi interamente da detenuti ed ex detenuti. Si chiama, nome geniale, Opera Liquida ed è stata fondata quindici anni fa da Ivana Trettel, che firma la regia e con Alex Sanchez il testo dello spettacolo. In scena una storia poetica di un tempo passato più di 20 mila anni fa in cui esisteva la società della Grande Madre, dove regnava la perfetta armonia. Poche le parole, ma efficaci, forti, molti i movimenti dei corpi, straordinaria la gestualità in perfetta sintonia con le musiche di cui qualcuna prodotta all’interno del carcere. Anche i costumi disegnati dal designer Salvatore Vignola e realizzati dai detenuti con la guida di Tommaso Massone, morbidi, leggeri in colori neutri, contribuiscono a rafforzare l’atmosfera onirica fra preistoria e futuro. Confermata dagli enormi tubi di plastica, ispirati al Grande oggetto pneumatico, opera del 1959 dell’artista cinetico Giovanni Anceschi, Compasso d’oro alla carriera 2022. A tutto questo si unisce l’entusiasmo degli artisti, del pubblico, dei famigliari dei detenuti, degli agenti di custodia, il senso di solidarietà, inclusività, amicizia che si percepisce. Tanto che i vari controlli, che giustamente si deve superare per entrare, i ritardi all’inizio e alla fine si dimenticano facilmente e rendono una passeggiata speciale quel percorso tra i tristi corridoi che mettono l’amaro in bocca e gli spazi all’aperto, con giardini peraltro molto ben curati.

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