giovedì 23 novembre 2023

DUE RITRATTI, UN ENIGMA

A un critico d’arte dire che la mostra sulla Prima Monna Lisa, intriga e affascina più per quanto scritto, detto e illustrato nei video, che per l’opera stessa, può sembrare un’eresia. E non perché non è sicuro che l’autore sia Leonardo da Vinci. Apre domani nella sontuosa sede della società Promotrice delle Belle Arti in Torino, all’interno del parco del Valentino, la mostra Leonardo da Vinci. La Prima Monna Lisa.  Organizzata dalla Mona Lisa Foundation con sede a Zurigo, in collaborazione con SM.Art, azienda produttrice di mostre ed eventi, e WeAreBeside, editore e produttore di progetti artistici e culturali di Milano, propone il dipinto forse più studiato di tutti i tempi.




“Un’opera che serve come stimolo, approfondimento culturale, perché l’arte è anche questo” ha detto Francesca Biagioli fondatrice di WeAreBeside. In una sala tra tende di velluto rosso è appeso il ritratto di una donna più giovane della Gioconda, con lo stesso enigmatico sorriso, lo stesso abito con gli stessi ricami, le mani nella stessa posizione, ma con uno sfondo di montagne scure tra due colonne, diverso dal quadro del Louvre. Ma la vera mostra è il percorso che il visitatore fa con tablet e cuffia. Davanti a cartelli con numeri può attivare un video che spiega i vari passaggi e gli studi fatti, con testimonianze di esperti. Raccontano come l’opera sia chiamata la Monna Lisa di Isleworth, cittadina vicino a Londra, perché acquistata e appartenuta a un mercante del luogo. Documenti spiegano che il dipinto fu commissionato a Leonardo da un ricco commerciante di tessuti che voleva un ritratto della moglie.  La Gioconda del Louvre fu invece commissionata dieci anni dopo da Giuliano de Medici e dipinta a Roma. La donna del ritratto è meno giovane, lo sfondo non è lo stesso, come la tecnica usata.I colori confermano i diversi momenti della realizzazione dei dipinti, dovuti all’introduzione di colori portati dalle Indie da Cristoforo Colombo. Un’altra prova è l’incompletezza della Prima Monna Lisa rispetto alla seconda. Spesso Leonardo lasciava i suoi dipinti incompiuti, come ne dipingeva due dello stesso soggetto. Così la Vergine delle Rocce, una al Louvre, l’altra alla National Gallery di Londra. Ulteriore prova un disegno di Raffaello, che pare abbia frequentato l’atélier di Leonardo, con una giovane ritratta nella stessa posizione delle due Monna Lisa, con colonne sui lati come la Prima. Un vero e proprio giallo dove tecnica e storia hanno lavorato e lavorano insieme con continue diatribe. “L’arte turba, la scienza rassicura” ha detto, riprendendo una frase di Georges Braque, Salvatore Lorusso Professore ordinario dell’Università di Bologna, sostenitore della Prima Monna Lisa, come “unico ritratto” di cui il quadro del Louvre è la seconda versione. La mostra chiude il 26 maggio 2024.



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