venerdì 12 ottobre 2018

COM'E' BELLO L'AUTUNNO A VENDEMMIAR...


Neanche la pioggia, scesa imperterrita su Milano per tutto il giorno,  ha fermato i vendemmiatori.  Chi se lo sarebbe aspettato,  considerando la sparuta affluenza della Vogue for Milano di un mese fa, con bel tempo e  molta più luce. Per la nona 

edizione della Vendemmia di via Montenapoleone, ieri i negozi del quadrilatero della moda, dalle 19,30 alle 21,30,  si sono trasformati in sale da cocktail con calici, bottiglie ed esperti sommelier. E la complicità di piacevoli finger food. Tra le cantine aficionados  ma anche svariate new entry. Chi legata territorialmente al brand di moda, chi slegata ma rappresentativa della stessa way of life, chi con interessi più diretti.  Come Marni che ha proposto il Bianco di Rosso 2014 delle cantine Diesel Farm o Maison Margiela  con il Rosso di Rosso.  Dove di Rosso sta per Renzo Rosso, Mr.Diesel, proprietario delle due maison. La provenienza umbra ha abbinato Fabiana Filippi ai vini Lungarotti, tra i quali uno straordinario bianco mix di Trebbiano, Grechetto e Vermentino dal colore dell’oro e la corposità di un rosso. Da Baldinini, la cui impresa più che centenaria si trova nel distretto produttivo calzaturiero del Rubicone, si è gustato  l’eccellente Sangiovese della tenuta biodinamica Mara di San Clemente, sulle colline di Rimini. Un rosso davvero speciale di cui ne viene prodotto un quantitativo di solo 30 mila bottiglie, nonostante i ben 8 ettari di vigneti. Severo controllo delle uve raccolte a mano, bandito l’uso di qualsiasi sostanza chimica  e il tutto in una campagna dall'ecosistema perfetto fra 800 nidi per uccelli, opere d’arte e musica di Mozart nell’aria. Pinko ha ospitato e offerto i vini delle Cantine dei Fratelli Triacca, con una produzione divisa fra la Toscana e la Valtellina, ben rappresentata da un nobile e robusto Nebbiolo. Nessun legame territoriale neanche tra Paul & Shark e gli ottimi vini dell’Abbazia di Novacella in Alto Adige. Mentre Paladini con la sua lingerie, preferita da Maria Callas, ha puntato coerentemente con un festoso bollicine  delle Cantine Moser di Trento. Non sono passati inosservati i decanter dell’austriaca Riedel, esposti da Larusmiani, e neanche le bottiglie di acqua minerale Valverde con la loro veste che richiama le geometrie di Vasarely. Dal 15 al 20 ottobre la vendemmia si sposta a Roma, tra via Condotti, piazza di Spagna, via Borgognona, largo Goldoni e piazza S.Lorenzo in Lucina. E nel 2019 addirittura a Shanghai.

giovedì 11 ottobre 2018

TI COPRIRO' D'ORO E DI ACCIAIO




S’intitola Gioielli. Dall’art Nouveau al 3D Printing. Ma il libro scritto da Alba Cappellieri, professore ordinario di Design del Gioiello e dell’Accessorio Moda al Politecnico di Milano, non è il solito volume sulla storia del gioiello. E non solo per le foto di straordinaria qualità e per la competenza con cui affronta l’argomento vastissimo. Perché, come dice il sottotitolo, parla di quel periodo speciale in cui il gioiello, da oggetto  prezioso per le lavorazioni e i materiali usati, diventa una creazione di design, un’opera d’arte da indossare. Qualcosa insomma dove il valore non è determinato dalla preziosità e rarità delle pietre, o dai carati, ma dalla creatività, dal disegno, dalla lavorazione, soprattutto dalla capacità di essere ornamento prescindendo da oro, platino, gemme. Ed è proprio ai primi del ‘900 che il gioiello diventa sperimentazione. Appunto con l’Art Nouveau. S’incomincia a utilizzare materiali considerati un’eresia nel settore, come le pietre semipreziose invece di diamanti purissimi. Nel periodo Déco, con l’influenza dell’esotismo, il gioiello non è più un pezzo a sé, celebrativo di momenti importanti della vita,  ma diventa un accessorio della persona. Qualcosa che non deve necessariamente essere un dono, ma la donna  può comprare da sola, come una borsa o un paio di scarpe. Il soggetto animale è uno dei preferiti (nella foto in alto la spilla Libellula di Tiffany). Quindi si passa ai bijoux innovativi degli americani di cui l’espressione più significativa è la famosa zip di Van Cleef & Arpels degli anni Cinquanta che chiusa è un bracciale , mentre aperta si trasforma in una collana. Seguono le avanguardie olandesi e inglesi degli anni Sessanta, le estrose creazioni di Paco Rabanne, realizzate in materiali poveri, i gioielli disegnati da architetti che s’ispirano ai loro progetti. O quelli che mettono insieme oro a titanio o ad acciaio inox, come la collana Superleggeri spirale di Giancarlo Montebello(foto in basso). Alla fine l’autrice parla della manifattura in digitale con la stampa 3D, dei nuovi processi creativi e produttivi e introduce anche un glossario. Con un accento preciso su come tutto questo faccia parte di una normale evoluzione e come tecnologia e artigianalità possano continuare ad andare d’accordo, senza problemi di sovrapposizioni o conflitti d’interesse. Il libro, in edizione italiana, inglese e francese,  è edito da Skira.

martedì 9 ottobre 2018

CAVALLI E DIAMANTI



Contro ogni aspettativa, e con piacevole sorpresa, uno dei campionati più esclusivi del mondo è aperto al pubblico e gratuito. Si tratta dello Straight Egyptian World Championship alla sua sesta edizione e si svolge il 13 e il 14 ottobre a Vermezzo, alle porte di Milano. Protagonisti i cavalli, ma senza cavalieri o fantini.  Cammineranno su una pista di terra battuta, tenuti con lunghe redini dai proprietari o da chi li sostituisce, spesso in giacca e cravatta.  La cosa potrebbe apparire singolare se gli animali in questione non fossero cavalli della razza purosangue più nobile e tra le più antiche. Sono i cavalli arabi di linea egiziana che in tutto il mondo sono circa 300, il 4% dei cavalli arabi  esistenti. La leggenda dice che alla base della razza ci siano addirittura cinque giumente appartenute al profeta Maometto. Intorno alle loro caratteristiche ci sono varie credenze religiose. La fronte doveva essere larga, la coda sempre portata alta e quanto a carattere dovevano essere freddi, coraggiosi, intelligenti e facili da addestrare.  Ovviamente i campioni che sfileranno sono gli esemplari più belli e più selezionati. Perfettamente in linea lo sponsor, Harry Winston, la maison di gioielli nata nel 1932 a New York e considerata la più importante per i diamanti. Nel lunghissimo elenco dei clienti di questi otto decenni annovera le più celebri star di Hollywood, capi di stato e numerosi sceicchi, spesso proprietari di questi speciali cavalli. La partnership voluta da Barbara Morali, presidentessa e organizzatrice del campionato, non è casuale. CEO di Harry Winston e chairman di Swatch Group  è Nayla Hayek,  non solo appassionata di equitazione , ma membro della World Arabian Horse Organisation  e grande amante dei cavalli egiziani. Nel corso delle giornate sono previsti spettacoli d’intrattenimento. Inutile dire che le scuderie che partecipano alla manifestazione appartengono a personaggi come l’emiro del Qatar, piuttosto che sceicchi di varie famiglie reali e molti saranno presenti. Si può immaginare quindi, fra le attrazioni, anche i gioielli sfoggiati, dato lo sponsor e il conseguente sistema di sicurezza (Nelle foto momenti della scorsa edizione).   

giovedì 4 ottobre 2018

SESSANTOTTO


Sarà forse una delle ultime mostre per i cinquant’anni del ’68, non molto segnalata, ma che vale la pena vedere. “Un grande numero. Segni immagini parole del 1968 a Milano” al Base Milano,  fino al 22 ottobre, è curata  da Isec, istituto per la storia dell’età contemporanea, fondazione creata nel 2002 per “raccogliere, conservare, ordinare e porre a disposizione degli studiosi i documenti atti a ricostruire la vita sociale, politica ed economica dell’Italia contemporanea”. L’esposizione non ha la spettacolarità di altre sull’argomento, non è interattiva, non punta sugli effetti speciali. Ma ha un modo di proporsi  particolare, in quanto  mette l’accento sulla comunicazione e cioè su   

come questo  movimento si è diffuso  nel mondo  e in  Italia.  E’ raccontato da foto, fotocopie di articoli e titoli di giornali, riviste, libri, manifesti, scritte sui muri, striscioni, video. Anche se la mostra non segue un preciso percorso cronologico si apre con gli antefatti o i primi segnali a San Francisco, New York, Praga, Tokyo, poi a seguire in Francia, in Germania. I documenti mettono subito in evidenza come il movimento sia stato globale in tutti i sensi. Si contesta la guerra del Vietnam ma anche il trattamento dei lavoratori nelle fabbriche, si chiede una riforma della scuola, delle università. A manifestare sono gli studenti,gli artisti, gli operai, gli impiegati,gli intellettuali. Molto spazio è dato alla contestazione studentesca di Milano, attraverso gli scatti di Uliano Lucas.  Interessanti, in una sala, i documenti e le foto che descrivono il lavoro dei giovani designer dell’Università Iuav di Venezia, ideatori dell’allestimento della mostra.   

lunedì 1 ottobre 2018

SETTE DONNE



Un noto settimanale di politica e cultura, poi diventato quindicinale, quindi mensile e poi purtroppo sparito, negli anni '90 era uscito con la scritta di copertina Perché sono così simpatici? La domanda, come si leggeva sotto, si riferiva ai valdesi. Quella definizione di simpatici, si capiva poi dall'articolo all'interno, 
non riguardava solo il fatto di essere comunicativi e di piacevole compagnia, ma significava la capacità di capire, di ascoltare, di sapere guardare le cose dal giusto verso. Quello che ha fatto sì che per più di 800 anni questa piccola comunità religiosa, sparsa per il mondo, abbia continuato a dare contributi interessanti, non abbia mai creato problemi, causato guerre, discordia, intolleranza e che, guarda caso, in Italia ci siano molte persone che destinano il loro famoso otto per mille alla Chiesa Valdese. Eppure non sono in tanti a sapere cosa realmente sia il loro credo. Quella capacità di stimolare senza invadenza. Ed è proprio in questo stile il libro Il pianoforte di Fanny. Donne sull'orlo di un secolo di Luisa Gay. L'autrice, valdese solo per cognome acquisito con il matrimonio, colta e curiosa, sulla base di un archivio storico (come confermano le foto in copertina e all’interno)traccia le biografie di sette personaggi femminili che incarnano perfettamente la lungimirante intelligenza e il rigore morale senza integralismi della comunità . Le loro storie, spesso d'amore reale o sognato, intrecciate con fatti storici, più o meno noti, raccontano modi di vivere, di pensare, di affrontare le situazioni, così  avanti per molti aspetti. Sono donne forti,
capaci di girare il  mondo, in tempi in cui per la signora borghese la villeggiatura nella villa a venti chilometri di distanza era l'unico viaggio concepito. Donne capaci di rialzarsi e attraversare oceani per un principio, una missione, un progetto, un amore, ma anche un pianoforte. Lo stile  di Gay, regista e coreografa di teatro, è fluido,  colto ma non saccente, colorato ma non sovraccarico.  I dialoghi sono attualizzati ma senza salti incoerenti. Il libro appassiona e si legge in un lampo. Appena pubblicato da Fondazione Centro Culturale Valdese, per ora è in vendita su Amazon, ma si spera in una maggiore, giusta diffusione.