E’ un momento di remake: film, teatro, perfino mostre e libri. Non sempre sono vincenti, ma spesso sulla valutazione negativa gioca una certa prevenzione. Per Mistero Buffo con Lucia Vasini, al Teatro Menotti di Milano fino al 17 maggio, non c’è e non ci deve essere. Certo, si sta parlando di un classico portato in scena per celebrare il centenario della nascita di Dario Fo, suo autore insieme a Franca Rame. Ma la personalità e la presenza sul palcoscenico di Vasini è tale che non porta al confronto. Diventa uno spettacolo a sé, grazie anche alle luci, solo apparentemente essenziali, di Mattia De Pace e perfino ai costumi di Pamela Aicardi, a metà fra l’abbigliamento attuale e il costume.
La comicità è perfettamente mantenuta, senza mai abusarne. Conservato lo spirito che richiama i giullari medioevali, ma mai calcato. “Una potente antologia dell’affabulazione popolare in cui ironia, impegno e racconto si intrecciano" è scritto nella presentazione. Ed è questo perfetto mix che cattura il pubblico e soprattutto rende lo spettacolo ancora attuale, anche se le tematiche dal 1969, anno di nascita di Mistero Buffo, sono state varie volte affrontate e riprese su altri palcoscenici. Tre i monologhi scelti, originariamente interpretati da Franca Rame. In La nascita di Eva la comicità è immediata, si ride forse di più. Maria alla croce è più inaspettato, stupisce, l’ironia è dominante anche se più sottile. La Parpaja Topola, preso da una storia del 1200, è sicuramente il più “boccacesco” e non solo per l’originale a cui si è ispirato. Narra la vicenda di un capraio ingenuo “intortato” dalla bella Alessia in combutta con il prete suo amante e con la madre Volpassa. Ripetuti e meritatissimi gli applausi alla prima, compreso quello richiesto da Lucia Vasini per Dario Fo.
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