venerdì 14 giugno 2019

FIRENZE-MILANO VOLO DIRETTO




La moda maschile sbarca a Milano dopo un intenso tre giorni e mezzo a Firenze, al Pitti Immagine. Che ha visto trionfare, accanto al sartoriale rivisitato, la sostenibilità. Dai jeans di Roy Roger’s realizzati con T-shirt di seconda mano ai bomber in nylon riciclato di Herno, a quelli di Save the Duck dove anche le zip sono riciclabili, all’intera collezione di Z Zegna in tessuti trattati in modo da limitare il consumo d’acqua. L’attenzione all’ambiente è nelle borse in canvas di Afar, marchio etiopico, colorate con pigmenti naturali presi dalla cocciniglia e dall’eucalipto, nelle calze di Bresciani in cotone egiziano coltivato senza utilizzo di pesticidi e diserbanti. O nelle espadrillas dello spagnolo La Siesta in materiali riciclati. La ricerca tecnologica va al passo con la sostenibilità, perfino nelle cravatte di Marinella, per la prima volta a Firenze con la sua storia centenaria. Solo trent’anni quelli della moda maschile, come racconta la mostra Romanzo breve di moda maschile, ideata e curata da                           

Olivier Saillard. A Palazzo Pitti fino al 29 settembre. Milano apre la kermesse con i giovani. Al Base sfilano le sei creazioni degli otto finalisti selezionati per la quinta edizione di Milano Moda Graduate, progetto di Camera della Moda. Tre da uomo e cinque da donna. Premiato Francesco Muraro che ha proposto una donna sensuale con drappeggi e spalle enfatizzate, tra gli anni 80 e i 40 (in alto). Con una sola proposta ciascuno, gli undici finalisti della nuova sezione dedicata a YKK, il mitico marchio giapponese main partner di Milano Moda Graduate. In primo piano, of course, l’uso delle zip. Vincitore John Lloyd Palomares con un parka dalle mille aperture e chiusure da donna (al centro). Creativi anche da Siviglia che nel negozio Eral 55 di Corso Como ha allestito, in collaborazione con l’Accademia di Brera, un atélier dove 18 giovani talenti, dal 14 al 16 giugno, reinterpretano con disegni e applicazioni il pantalone Chino nei tre colori beige chiaro, scuro e verde militare, in vendita all’istante. Tema ispiratore le manipolazioni pop di Mimmo Rotella(in basso). Abiti e completi femminilissimi in colori pastello e stampe a fiori, minigonne, top asimmetrici nella collezione primavera di Be Blumarine, la linea giovane di Blumarine presentata in un corner di Cioccolati Italiani trasformato in Be Blumarine Lounge fino al 12 luglio. Qui in un set tutto rosa ci si potrà far fotografare e gustare il gelato aromatizzato alla rosa servito in una coppetta zebrata o deliziarsi con il cioccolato rosa Ruby. Inaugurato con un partecipatissimo party il nuovo store Persol, di Via Fiori Chiari, primo in Europa e secondo nel mondo dopo quello di Los Angeles. Pareti bianche, linearità e il vecchio soffitto a travi di legno a vista.

martedì 11 giugno 2019

L'ISOLA CHE C'E'


Rendere il pianeta migliore, a Minorca sembra non sia un problema riuscirci. E non solo a parole. Il mare è inquinato,  le balene muoiono ripiene di sacchetti. Incominciamo a pulire le spiagge dalla plastica. Non basta che ogni persona si comporti bene e utilizzi i cestini, che peraltro non mancano. Ci vuole qualcosa di più energico. Evidente che non può occuparsene esclusivamente la municipalità. E allora ecco il volontariato ben organizzato, e non solo nella bella stagione. Ci si iscrive, fornendo i propri dati e  ci si ritrova nel giorno programmato in un        luogo stabilito. Si viene dotati di sacchi e guanti e si incomincia a raccogliere, ognuno nel pezzo di spiaggia assegnatogli. Dalle 8,30 del mattino alle 13. Solo con uno stop per un piccolo break di sostentamento. 
                 E così le spiagge sono pulite. Non solo le città e i paesi più importanti come Mahon, Ciutadella  o Es Castel sono di una pulizia straordinaria, perfino dopo i più movimentati mercati. Ma anche le arterie, principali e secondarie, e i piccoli centri sono di un lindore esemplare.  Le piste ciclabili non finiscono improvvisamente nel nulla, come spesso accade, ma attraversano l’isola da nord a sud, da est a ovest. Ogni zona residenziale o quartiere ha un suo giardino attrezzato, ma non della solita unica altalena o dello scivolo fatiscente, ma di un campo di calcetto e basket, con studiato pavimento anti sdrucciolo e recinzione. E last but not least un'area con tavoli e panche che chiunque può utilizzare per feste di bambini. Il rispetto della pulizia è assicurato da grandi cesti, che vengono prontamente svuotati il giorno dopo. Questo potrebbe sembrare un dettaglio per un'isola davvero bella e accogliente, favorita dalla natura. Ma non lo è assolutamente. Fa parte di una concezione, di un certo modo di pensare di chi la governa e di chi la abita. Per cui la gente è gentile, le finestre e le porte delle case sono sempre aperte, nelle strade strette  dare la precedenza è la normalità . I cancelli, quasi tutti in legno, sono delle sculture più che una barriera dietro cui chiudersi. E sulle spiagge, mai troppo affollate, perché a numero chiuso oltre una certa ora, si vede la famigliola di nudisti accanto alla signora con il burka, la coppia punk vicino  a mamma e bambini con secchiello e paletta. A Mahon, a fianco della Esglèsia de Santa Maria, famosa per i suoi quasi  quotidiani  concerti  d’organo (uno dei più maestosi d’Europa), c’è un palazzo con una strana e coloratissima rete a cui sono appese pentole, bambole, teddy bear, sedie, giochi vari. E' un'installazione-segnale per ricordare le tante vittime del mare, soprattutto i bambini


giovedì 6 giugno 2019

QUE VIVA TEATRO




Se qualcuno non fosse completamente convinto dell’importanza di sostenere la causa, per dissipare qualsiasi dubbio, gli basterebbe  vedere i video delle testimonianze di alcuni personaggi. La causa è quella del teatro Menotti                           di Milano che rischia di chiudere e diventare un garage. Sono soprattutto attori. C'è chi punta sul sentimentalismo,  ma lontano da qualsiasi retorica, chi la butta sull'ironia, chi decisamente vuole fare ridere e ci riesce in pochi secondi, chi parla di anime e di auto. Chi, surreale, dice non avere neanche la patente…. Dietro a questi piccoli commenti non c'è solo la conferma che una città non può perdere un luogo di aggregazione e interesse come un teatro, ma racconta la varietà di programmazione del  

Tieffe Teatro Milano, ex Compagnia Stabile del Teatro Filodrammatici, che quest’anno celebra i 50 anni e di cui il Menotti è la sede. Capace di passare da Shakespeare a Molière riveduto, a Miller, dal recital a straordinari spettacoli di mimo come quello del tedesco Teatro Delusio, dal musical a esperimenti interessanti e seguitissimi come i Talking fra cui quello in scena  ora fino al 15 giugno, completamente sold out. Dopo varie trattative la proprietà ha dato a Tieffe Teatro la prelazione per l’acquisto a un importo sostenibile. La compagnia,  che pagava un alto affitto, si è dichiarata disponibile  a investire cospicue risorse, non sufficienti però a coprire l’intero impegno finanziario richiesto. Ha aperto un mutuo  ipotecario per 1 milione di euro, mentre per i restanti 700 mila  sono state attivate due piattaforme di raccolta fondi. Una, attraverso Art Bonus che consente al donatore il credito d’imposta del 65%, cioè 100 euro versati gli costano 35 euro (www.artbonus.gov.it/teatromenotti). La seconda attiva su Eppela è un crowfunding con cui si offre ai mecenati  ricompense a seconda della donazione. Dal segnalibro personalizzato per 10 euro a due abbonamenti da dieci ingressi liberi  per 500 euro, all’uso della sala per un evento privato, targa personalizzata su una poltrona in platea e invito per due a tutte le prime della stagione per 5mila euro (www.eppela.com/it/teatromenotti). Aperta ieri nel giro di poche ore ha già fruttato 21 mila euro. Un aiuto è stato dato dal Comune di Milano, dalla Regione Lombardia, dalla Fondazione Cariplo e da Agis, associazione generale Italiana dello spettacolo.    

mercoledì 5 giugno 2019

TRA LE GIOIE DELLA VITA


Innovazione, sperimentazione e made in Italy, una triade diventata  slogan che si sente ormai da molte parti. Ma non è vuota di significato, racconta una progettualità che si sta rivelando risolutiva nella moda. Per il nuovo Homi Fashion & Jewels, presentato oggi, è la sintesi del suo profilo. La prima edizione sarà a Milano dal 13 al 16  settembre in concomitanza con Mipel e Micam, saloni della pelle e delle calzature, e a ridosso delle sfilate. Per ribadire il legame forte con la moda. Il numero degli espositori, non è ovviamente ancora definito, potrebbe essere intorno ai 600, ma, come ha detto Simona Greco, direttore Manifestazioni Fiera di Milano, il numero non è una priorità. Quello che si vuole è una rappresentanza di tanti prodotti diversi con la comune caratteristica dell’eccellenza. Che non è  quantificabile con il prezzo, ma è frutto del saper fare, di creatività, di capacità di sperimentare tanto da riuscire ad anticipare le tendenze. E questo è il servizio  che il Salone vuol dare al rivenditore. Alle spalle dell’organizzazione c’è un intenso lavoro di ricerca per  individuare aziende e artigiani con qualcosa di innovativo, particolare, attraente. In  Italia, specie in quei distretti dei bijoux come ce ne sono in Toscana e in Puglia, ma anche nel mondo. A brand  importanti e consolidati si affiancano quindi piccole start up e giovani creativi. Sono previste aree speciali con ingressi a invito come Tuttepazzeperibijoux, un nome una garanzia, ideata da Maria Elena Capelli, scopritrice di talenti in questo campo. Qui le proposte si indirizzano a chi vuole  pezzi, anche con varie tipologie di prezzi, ma con il denominatore comune di essere al di fuori dell’omologazione  e con il punto di forza del fatto a mano. Interessanti gli interventi di due autorità in materia, che hanno parlato in modo diverso dell’importanza della memoria nella progettualità del gioiello. Rossella Jardini, direttore creativo, per vari anni da Moschino, ha raccontato la sua passione per i gioielli e la sua vastissima collezione  di bijoux degli anni ‘80 e ‘90. Gentucca Bini, fashion designer e figlia d’arte, ha spiegato la forte relazione del gioiello con la progettualità. Si parte dalla memoria di un oggetto già visto e ci si applica il linguaggio contemporaneo.