domenica 10 dicembre 2017

IL MARE IN INVERNO




C’è chi sostiene che il mare d’inverno (si parla di Mediterraneo)sia triste e senza attrattive. A parte la banalità dell’affermazione, a livello di “I neri hanno il ritmo nel sangue”, non è proprio così. Certo, nuotare e asciugarsi al sole non è possibile e il bagno con la muta piuttosto che i cimenti invernali non sono per tutti. Ma c’è anche qualcosa nel mare che è possibile vedere solo d’inverno.  Come il Presepe delle Tre Pie, la zona chiamata così per le barriere frangiflutto, a S.Michele di Pagana, in Riviera Ligure tra S.Margherita e Rapallo. A otto metri di profondità in un fondale roccioso con piante di posidonia, sono state poste otto statue in vetro colorato di circa un metro di altezza, opera di Marta Tassara. L’anno scorso erano state immerse per soli tre giorni durante il periodo natalizio, ma ora, donate al Comune di Rapallo dall’artista, sono diventate un site specific permanente. Si potranno vedere da una barca con il fondo a specchio, come quella per il Cristo degli Abissi di S.Fruttuoso. Ma solo nel periodo invernale, perché nei mesi caldi questa fetta di mare è vietata alla navigazione. Ovviamente i coraggiosi sub o gli intrepidi amanti dello snorkeling potranno farne una meta per le loro avventure estive. Il 17 dicembre, nella piazza di S.Michele di Pagana, è prevista la diretta di un video con i sub che nuotano intorno al presepe. Mentre, dal 23 dicembre al 6 gennaio,  a Villa Queirolo di Rapallo, un corto spiegherà tutte le fasi del progetto. Già questo basterebbe a dare una motivazione a una vacanza al mare d’inverno. Ma a parte il mercatino sul gastronomico nella passeggiata a  mare di Rapallo e gli spettacoli in programma, è sempre piacevole girare nel borgo vecchio per shopping e non. Per scoprire portici medioevali, insegne curiose, o assaggiare qualche speciale prelibatezza locale, non adatta alle calure estive.

mercoledì 6 dicembre 2017

LE VIE DEL NATALE...


...sono davvero infinite. Al di là della festa famigliare, religiosa, consumistica, socializzante, occasione di vacanze e viaggi. I giorni che precedono il 25 dicembre sono sempre più momenti deputati per annunci solenni, uscite di film e non solo cinepanettoni, presentazioni di libri, inaugurazioni di gallerie e  mostre d’arte, lancio di collezioni moda, proposte di design eccetera, eccetera. Impossibile tenere dietro a tutte le iniziative, non solo nella stessa città, ma nello stesso quartiere, nella stessa via. Da un fiocco d’oro a scenografie stratosferiche, il Natale  è in ogni dove e in ogni forma. C’è 

chi come QCTermeMilano, per festeggiare i dieci anni, trasforma i saloni in colline innevate, i corridoi in piste da sci dove si esibiscono ragazze scintillanti di brillantini, dalla testa allo scarpone, allo sci. A Napoli per la 24esima edizione di Il natale dei 100 alberi d’autore, organizzata dall’associazione Sergio Valente, le opere sono ospitate e celebrate con un party addirittura nel teatro S.Carlo. La tendenza degli artisti è creare qualcosa che possa rimanere dopo le festività, come l’albero di Paolo Mezzadri creato per Martino Midali: un trittico di tre abeti in ferro intagliati, ricoperto da una cascata di microled. Il ricavato delle vendite sarà devoluto alla onlus Fondazione Santobono-Pausilipon. A Milano Roberto De Wan coglie l’occasione dello shopping natalizio per presentare, nel negozio in Via Manzoni, i suoi oli e acrilici, realizzati utilizzando vari materiali. Alcuni dei quali 
riprodotti sui foulard di seta, in edizione limitata. Parte dei profitti è destinato al Programma d’inserimento professionale Giovani, voluto dall’assessorato all’istruzione e al lavoro della Regione Lombardia. Wonders  calzaturificio di Alicante, in Spagna, enfatizza lo sbarco in Italia presentando i suoi coloratissimi e ipercomodi modelli  al  Cinema Anteo, sempre a Milano,  con a seguire proiezione di un film del regista spagnolo David Trueba. Il Grand Hotel Savoia di Genova, mitico albergo di fronte alla stazione Principe, dove sono scesi personaggi e teste coronate, fino al 31 dicembre ricorda   splendori, segreti, tesori con la mostra L’ultimo moschettiere. Marni nei negozi di Milano, Miami e Soho a New York, racconta il   progetto Visitors e mette in mostra le marionette in legno lavorate secondo le tecniche dei bijoux d’archivio (foto in alto).  All’associazione Piccolo Principe, per i bambini in difficoltà, il  ricavo delle vendite. Ma c’è anche chi come il Mirtillo Rosso di Riva Valdobbia, alle pendici del Monterosa, il Natale lo festeggia sempre (foto in basso). Primo Christmas Hotel in Italia, per tutto l’anno, agosto compreso, conserva gli addobbi natalizi. E la sera del 24 di ogni mese organizza un laboratorio per preparare i biscotti dell’ Avvento, un cenone e regali per i più piccoli. www.mirtillo-rosso.com


sabato 2 dicembre 2017

IMAGINE ALL THE PEOPLE


E’ la mostra che tutti si aspettavano. Non è eccessivo dirlo. Dal Victoria & Albert Museum di Londra arriva  alla Fabbrica del Vapore di Milano Revolution. Musica e ribelli 1966-1970. Dai Beatles a Woodstock. Un titolo che, anche se lungo, non riesce a dare l’idea di tutto quello che si vede: la storia dei quattro anni più intensi dell’ultimo secolo. Una serie di avvenimenti che hanno rivoluzionato il modo di vivere, di amare, di pensare. Con tale forza che, per chi li ha vissuti,  il mondo ora appare fermo, senza ideali e pericolosamente senza futuro. Prova il pubblico motivato ed entusiasta dell’inaugurazione. Con il Sindaco Sala (foto in alto) 
                            e la meglio intellighenzia, molti giovani che si mescolavano a ex sessantottini, ex fricchettoni, belle donne dai capelli bianchi. Promossa e coprodotta dal Comune di Milano, Fabbrica del Vapore, Gruppo Mondomostre Skira, la mostra è curata, oltre che da Victoria Broackes e Geoffrey Marsh del V&A, da Fran Tomasi, organizzatore di concerti, Clara Tosi Pamphili, giornalista e storica della moda e dal critico musicale Alberto Tonti. Movimentato e pieno di sorprese il percorso, da seguire per un maggiore coinvolgimento  con l’audio-guida creata da Sennheiser, partner tecnico dell’esposizione. In apertura maxi pannelli con le foto dei titoli più emblematici  dei  giornali dell’epoca. In una Carnaby Street-scenografia vetrine con gli abiti del momento e ritratti delle modelle storiche da Twiggy a Jean Shrimpton. Grande spazio ai Beatles. Dalle  foto firmate Avedon e ritoccate nello stile Warhol ai loro incredibili costumi a un maxi pop up della copertina di Sgt.Pepper(foto in basso). Molti ricordi, spunti, foto del periodo della fascinazione per l’India e le droghe. E poi le copertine degli LP, loro e dei competitors Rolling Stones e Who. Molte immagini  del ‘68, con la famosa ragazza nella manifestazione di Parigi, dove tutto iniziò. Numerosi i manifesti, le scritte, i documenti  sulle  guerre, il Vietnam, gli eroi e la politica criminale. In una sala con moquette-erba un maxischermo fa rivivere Woodstock (foto al centro).  Un’altra è dedicata a Blow up di Antonioni, forse il film più cult e che meglio rappresenta quegli anni. Il percorso si chiude con grandi teli con le parole di Imagine e le note della canzone di sottofondo. La mostra  termina il 4 aprile.