C’è chi sostiene che il mare
d’inverno (si parla di Mediterraneo)sia triste e senza attrattive. A parte la
banalità dell’affermazione, a livello di “I neri hanno il ritmo nel sangue”,
non è proprio così. Certo, nuotare e asciugarsi al sole non è possibile e il
bagno con la muta piuttosto che i cimenti invernali non sono per tutti. Ma c’è
anche qualcosa nel mare che è possibile vedere solo d’inverno. Come il Presepe delle Tre Pie, la zona chiamata
così per le barriere frangiflutto, a S.Michele di Pagana, in Riviera Ligure tra
S.Margherita e Rapallo. A otto metri di profondità in un fondale roccioso con
piante di posidonia, sono state poste otto statue in vetro colorato di circa un
metro di altezza, opera di Marta Tassara. L’anno scorso erano state immerse per
soli tre giorni durante il periodo natalizio, ma ora, donate al Comune di
Rapallo dall’artista, sono diventate un site specific permanente. Si potranno
vedere da una barca con il fondo a specchio, come quella per il Cristo degli
Abissi di S.Fruttuoso. Ma solo nel periodo invernale, perché nei mesi caldi
questa fetta di mare è vietata alla navigazione. Ovviamente i coraggiosi sub o
gli intrepidi amanti dello snorkeling potranno farne una meta per le loro
avventure estive. Il 17 dicembre, nella piazza di S.Michele di Pagana, è
prevista la diretta di un video con i sub che nuotano intorno al presepe.
Mentre, dal 23 dicembre al 6 gennaio, a Villa Queirolo di
Rapallo, un corto spiegherà tutte le fasi del progetto. Già questo basterebbe a
dare una motivazione a una vacanza al mare d’inverno. Ma a parte il mercatino
sul gastronomico nella passeggiata a mare
di Rapallo e gli spettacoli in programma, è sempre piacevole girare nel borgo
vecchio per shopping e non. Per scoprire portici medioevali, insegne curiose, o
assaggiare qualche speciale prelibatezza locale, non adatta alle calure estive.
domenica 10 dicembre 2017
mercoledì 6 dicembre 2017
LE VIE DEL NATALE...


...sono davvero infinite. Al di là della festa
famigliare, religiosa, consumistica, socializzante,
occasione di vacanze e viaggi. I giorni che precedono il 25 dicembre sono sempre
più momenti deputati per annunci solenni, uscite di film e non solo cinepanettoni,
presentazioni di libri, inaugurazioni di gallerie e mostre d’arte, lancio di collezioni moda,
proposte di design eccetera, eccetera. Impossibile tenere dietro a tutte le
iniziative, non solo nella stessa città, ma nello stesso quartiere, nella stessa
via. Da un fiocco d’oro a scenografie stratosferiche, il Natale è in ogni dove e in ogni forma. C’è
chi come QCTermeMilano, per festeggiare i dieci anni, trasforma i saloni in colline
innevate, i corridoi in piste da sci dove si esibiscono ragazze scintillanti di
brillantini, dalla testa allo scarpone, allo sci. A Napoli per la 24esima
edizione di Il natale dei 100 alberi
d’autore, organizzata dall’associazione Sergio Valente, le opere sono ospitate
e celebrate con un party addirittura nel teatro S.Carlo. La tendenza degli artisti
è creare qualcosa che possa rimanere dopo le festività, come l’albero di Paolo
Mezzadri creato per Martino Midali: un trittico di tre abeti in ferro intagliati,
ricoperto da una cascata di microled. Il ricavato delle vendite sarà devoluto
alla onlus Fondazione Santobono-Pausilipon. A Milano Roberto De Wan coglie
l’occasione dello shopping natalizio per presentare, nel negozio in Via
Manzoni, i suoi oli e acrilici, realizzati utilizzando vari materiali.
Alcuni dei quali
riprodotti sui foulard di seta, in edizione limitata. Parte
dei profitti è destinato al Programma d’inserimento professionale Giovani,
voluto dall’assessorato all’istruzione e al lavoro della Regione Lombardia.
Wonders calzaturificio di Alicante, in
Spagna, enfatizza lo sbarco in Italia presentando i suoi coloratissimi e
ipercomodi modelli al Cinema Anteo, sempre a Milano, con a seguire proiezione di un film del
regista spagnolo David Trueba. Il Grand Hotel Savoia di Genova, mitico albergo
di fronte alla stazione Principe, dove sono scesi personaggi e teste coronate,
fino al 31 dicembre ricorda splendori, segreti, tesori con la mostra L’ultimo moschettiere. Marni nei negozi
di Milano, Miami e Soho a New York, racconta il progetto Visitors e mette in mostra le
marionette in legno lavorate secondo le tecniche dei bijoux d’archivio (foto in alto). All’associazione Piccolo Principe, per i
bambini in difficoltà, il ricavo delle
vendite. Ma c’è anche chi come il Mirtillo Rosso di Riva Valdobbia, alle
pendici del Monterosa, il Natale lo festeggia sempre (foto in basso). Primo Christmas Hotel in
Italia, per tutto l’anno, agosto compreso, conserva gli addobbi natalizi. E la
sera del 24 di ogni mese organizza un laboratorio per preparare i biscotti
dell’ Avvento, un cenone e regali per i più piccoli. www.mirtillo-rosso.comsabato 2 dicembre 2017
IMAGINE ALL THE PEOPLE
e la meglio intellighenzia, molti giovani che si
mescolavano a ex sessantottini, ex fricchettoni, belle donne dai capelli bianchi.
Promossa e coprodotta dal Comune di Milano, Fabbrica del Vapore, Gruppo Mondomostre
Skira, la mostra è curata, oltre che da Victoria Broackes e Geoffrey Marsh del
V&A, da Fran Tomasi, organizzatore di concerti, Clara Tosi Pamphili, giornalista
e storica della moda e dal critico musicale Alberto Tonti. Movimentato e pieno di
sorprese il percorso, da seguire per un maggiore coinvolgimento con l’audio-guida creata da Sennheiser,
partner tecnico dell’esposizione. In apertura maxi pannelli con le foto dei
titoli più emblematici dei giornali dell’epoca. In una Carnaby
Street-scenografia vetrine con gli abiti del momento e ritratti delle modelle
storiche da Twiggy a Jean Shrimpton. Grande spazio ai Beatles. Dalle foto firmate Avedon e ritoccate nello stile
Warhol ai loro incredibili costumi a un maxi pop up della copertina di Sgt.Pepper(foto in basso). Molti
ricordi, spunti, foto del periodo della fascinazione per l’India e le droghe. E
poi le copertine degli LP, loro e dei competitors Rolling Stones e Who. Molte immagini
del ‘68, con la famosa ragazza nella
manifestazione di Parigi, dove tutto iniziò. Numerosi i manifesti, le scritte,
i documenti sulle guerre, il Vietnam, gli eroi e la politica
criminale. In una sala con moquette-erba un maxischermo fa rivivere Woodstock (foto al centro). Un’altra è dedicata a Blow up di Antonioni, forse il film più cult e che meglio
rappresenta quegli anni. Il percorso si chiude con grandi teli con le parole di
Imagine e le note della canzone di
sottofondo. La mostra termina il 4
aprile.
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