lunedì 24 novembre 2014

UNA GIORNATA PARTICOLARE


Delle sessanta ragazze selezionate a Milano, sulle cinquecento in Italia, nello studio del fotografo Stefano Bidini ce ne sono tredici. Una per ogni mese. “Più una per la copertina” dice Barbara Christmann, giornalista, personal shopper, ideatrice del blogmagazine Beautiful Curvy (beautifulcurvy.com) che da tre anni realizza un calendario di strepitoso successo.Nel backstage si respira una bella atmosfera. Oltre a truccatori, assistenti fotografi, parrucchieri, stylist, ci sono due ragazzi. Non sono “taglie forti” ma saranno nelle foto, quest’anno in bianco e nero. Una ragazza è già sul set, alcune sono pronte e in attesa, altre           
                                               sono al trucco in déshabillé. Iolanda, 28 anni e un bambino di 8. E’ di Catania, è la seconda volta  che vola a Milano a sue spese: “Mi piace la moda e l’idea di venire fotografata. Essere una taglia forte non mi ha mai pesato, potrei facilmente perdere chili. Faccio sport per tenermi in forma”. Cristel,fisico alla Loren, è una delle più determinate. Per lei questo calendario è un manifesto. ”Deve finire la storia di essere umiliate perché nei negozi non ci sono abiti oltre la 44. Noi all’estero siamo considerate il tipo italiano”. E lo dice convinta, dato che ha vissuto negli States. “Non mi cambierei con Belen” ribadisce sicura Hillary 21 anni,  un viso da bambola e dei fianchi, per cui, a suo dire, non può sedersi ovunque”. Chiara e Margot, grande massa di ricci, dicono di aver avuto in passato dei problemi con il corpo, ma ora non solo si accettano, ma sono felici del loro stato. Sanno di piacere agli uomini e poi essere modella per un giorno è una conferma, oltre il sogno di una vita. “La mia è una vendetta personale, spiega Maria Chiara, mia sorella è stata anoressica. Voglio far capire alle adolescenti che la ciccia non è un difetto”. E sulla “campagna  di sensibilizzazione” le fa eco Alessia. 
Molto è già stato fatto, non ultima l’apparizione nel 51° Calendario Pirelli della curvilinea Candice Huffine.  

venerdì 21 novembre 2014

LA VARIANTE DI MAURENSIG


Chi ha letto e amato, perché i due concetti sono inseparabili, “La variante di Lüneburg” o “Canone inverso”, avrà difficoltà a pensare a un libro di racconti sugli animali (intesi come pet) scritto da Paolo Maurensig . Anche se su cani o gatti ormai scrivono tutti. Ma un conto il conduttore televisivo, il calciatore, la velina, lo stilista,  un conto uno scrittore che evoca atmosfere  cupe, misteriose, con 
personaggi intriganti e complessi,  vicende esistenziali che affondano in un passato fra storia e finzione. In romanzi appassionanti che si ha voglia di rileggere, ma che non sono certo per tutti. Ed ecco invece a sorpresa “Amori miei e altri animali”, edito da Giunti, che l’autore ha presentato al recente Bookcity di Milano.  Pure qui come negli altri suoi libri l’amore è importante. Pure qui ci sono i riferimenti culturali, le citazioni, le considerazioni filosofiche e perfino gli scacchi. Ma tutto è alleggerito e schiarito  dal fil rouge dell’ironia, perfettamente in tema col soggetto trattato. E questo nonostante  la commozione sia più che sfiorata. Oltre che per lo stile il libro piacerà perché rispetta“le pari opportunità” dando uguale peso a cani e gatti. Come anticipa la foto di copertina. Manolo, Rolf, Joyce (senza riferimento al James  irlandese) Felix,  Lapo,  Katze (il gatto nella casa piena di manuali di scacchi), il cane senza nome del cinese malconsigliato da Confucio. Cani e gatti veri e  di fantasia, compagni dello scrittore per lungo tempo e incontri occasionali , protagonisti di storie vissute o solo sentite,  eroici e nobili soggetti e tipi buffi da fumetto.

martedì 18 novembre 2014

PREMIO NUDO


 Raphael Cuomo e Maria Iorio
Premio nudo. Si chiama così la decima edizione del Premio Furla, assegnato questa mattina a Palazzo Reale a Milano. Il titolo è di Vanessa Beecroft, presidente della giuria, che con la nudità ha avuto spesso a che fare nelle sue opere. La nudità a cui si allude non è quella del corpo senza vestiti, si lega alla  storia dell’arte e al concetto di bellezza. Ma non solo. Per la curatrice Chiara Bertola è un invito ai giovani artisti a mettere a nudo se stessi. Per Beecroft  è un invito a non abbandonare la strada della classicità, ma orientarla verso le problematiche contemporanee. E nel progetto dei vincitori della decima edizione, Maria Iorio (1975) e Raphael Cuomo (1977), il tema scelto è quello della migrazione. Di grande attualità, come del resto  i lavori degli altri  quattro finalisti. Caratteristica che ha fatto notare Maria Iorio  quando, al momento della premiazione, li ha voluti accanto a lei e Cuomo. I vincitori avranno la possibilità di realizzare l’opera proposta, con la completa sponsorizzazione della Fondazione Furla e l’opportunità di studiare e lavorare, tre mesi, presso il Soma di Città del Messico, una  piattaforma dedicata agli scambi culturali  e all’educazione delle arti. Inoltre parteciperanno alla mostra retrospettiva  del premio Furla, che si terrà a Palazzo Reale  di Milano dal 5 marzo al 12 aprile 2015.  Anche se nato nel 2000 il premio è alla decima edizione essendo stato inizialmente annuale , poi ogni due anni.  Proprio per dare ai giovani artisti più tempo per lavorare e far conoscere i loro progetti. Dietro l’iniziativa, rivolta a  promuovere la cultura e l’arte contemporanea, c’è l’imprenditrice di moda Giovanna Furlanetto, che nel 2008 ha creato a Bologna la Fondazione Furla, di cui è presidente. Per garantire e dare continuità al premio.       

lunedì 17 novembre 2014

NUOVI JEANS PER IL LEVRIERO



“Non ci può essere Trussardi senza Trussardi Jeans” dice Tomaso Trussardi, amministratore delegato del gruppo di famiglia, a proposito del rilancio in grande stile del marchio Trussardi Jeans, nato nel 1987. La collezione per il prossimo inverno è sfilata a Milano, negli spazi delle ex officine Ansaldo, seguita da un party con performance di danza e musiche della cantautrice  italo-britannica Anna Calvi . In passerella si sono visti ovviamente pantaloni con colori, trattamenti, tagli, lavaggi particolari, molta maglieria a grossi punti, parka, giacchette, giacconi, abiti per lei e vari capi in pelle. “E’ una pelle particolare diversa da quella della linea Trussardi,  non solo per il prezzo, ma soprattutto per l’aspetto” spiega Gaia Trussardi, direttore creativo“ E’ molto trattata, più trasgressiva. Anche la maglieria  è diversa, decisamente più allegra  con delle grafiche nuove. Il levriero è ironico, diventa fumetto”. E’ un brand  che parla ai giovani e a chi vuole arrivare a un marchio moda, ma non è destinato solo a loro. “Il denim è ideale per il momento conviviale, è legato al week end, alle giornate in famiglia, alle serate informali. Non vogliamo parlare di target. C’è una nuova idea di segmentazione del mercato. La stessa persona può attingere da due linee diverse. Il nuovo consumatore è un trendsetter , non un follower”. Non quindi chi segue pedissequamente la moda ma chi fa scelte tutte sue,  il testimonial unico del suo stile personale. 
Elemento interessante che conferma la qualità della collezione, la produzione italiana al 50%, che per la pelle  raggiunge il 100%. Caratteristica singolare per un brand sportswear. Anche la distribuzione rispecchierà gli standard:selezionate boutique e i più importanti department store.Oltre il progetto di apertura  di 25 monomarca Trussardi Jeans in Oriente e in Russia entro la fine del 2017.

giovedì 13 novembre 2014

DI GUSTO

 Sotterranei Castello Visconteo
 Scuderie Casa Sironi
Biblioteca Castello Visconteo

Un castello quattrocentesco con corte affrescata, saloni adibiti a biblioteca  e intriganti sotterranei. Un’abbazia cistercense dove sono stati creati 16 dei 78 codici miniati sparsi per il mondo. Una villa patrizia con giardini all’italiana, sala da ballo trasformata in un caffé e una stalla in stile moresco, dove le mangiatoie, vere opere d’arte, e gli abbeveratoi  sono più alti del normale, perché studiati per cavalli arabi. E poi un  museo dell’agricoltura e della vita contadina. Sono  alcune delle  meraviglie inaspettate da vedere a solo venti chilometri da Milano. Se questi “piaceri della vista” non bastano, ecco una motivazione più che convincente. Soprattutto per il palato. Dal 28 al 30 novembre  Abbiategrasso, una delle 16 città slow italiane, diventa capitale del gusto con la 15° rassegna Enogastronomica(www.abbiategusto.it). In calendario una fiera con cento espositori italiani e non, cene,degustazioni, show di noti chef, mostre a tema.  Come la ricostruzione  dei piatti  e delle cucine monastiche medioevali
 Binfa Cafè
 
 o i ritratti  dei più grandi cuochi del mondo  colti dall’obiettivo  di Paolo Della Corte. Tutto avviene tra l’ex convento dell’Annunciata,  ristrutturato di recente, il settecentesco Palazzo Cittadini Stampa  sulla riva del Naviglio Grande e il Castello Visconteo, nominato prima. L’iniziativa, a parte l’importanza  alla vigilia dell’Expo, non vuole essere un inno al mangiare e bere, assolutamente fuori posto in questo momento , ma, come ha spiegato Stefano Bignamini amministratore unico di Amaga, azienda multiservizi gestioni ambientali, è un incentivo a coltivare e recuperare quelle tradizioni alimentari stravolte da un consumismo deleterio. Da Abbiategrasso basteranno pochi minuti per raggiungere l’abbazia cistercense di Morimondo (www.abbaziamorimondo.it). O Casa Sironi a Robecco sul Naviglio, quella delle scuderie in stile moresco, con una sosta per una cioccolata al Binfa Cafè (www.lombardiabeniculturali.it). Per visitare il Museo Agricolo “Angelo Masperi” di Albairate bisognerà, invece, aspettare la prima o la terza domenica del mese.