
“Non ci può essere Trussardi senza
Trussardi Jeans” dice Tomaso Trussardi, amministratore delegato del gruppo di
famiglia, a proposito del rilancio in grande stile del marchio Trussardi Jeans,
nato nel 1987. La collezione per il prossimo inverno è sfilata a Milano, negli spazi delle ex officine
Ansaldo, seguita da un party con performance di danza e musiche della
cantautrice italo-britannica Anna Calvi .
In passerella si sono visti ovviamente pantaloni con colori, trattamenti,
tagli, lavaggi particolari, molta maglieria a grossi punti, parka, giacchette,
giacconi, abiti per lei e vari capi in pelle. “E’ una pelle particolare diversa
da quella della linea Trussardi, non
solo per il prezzo, ma soprattutto per l’aspetto” spiega Gaia Trussardi,
direttore creativo“ E’ molto trattata, più trasgressiva. Anche la maglieria è diversa, decisamente più allegra con delle grafiche nuove. Il levriero è
ironico, diventa fumetto”. E’ un brand che parla ai giovani e a chi vuole arrivare a
un marchio moda, ma non è destinato solo a loro. “Il denim è ideale per il
momento conviviale, è legato al week end, alle giornate in famiglia, alle
serate informali. Non vogliamo parlare di target. C’è una nuova idea di
segmentazione del mercato. La stessa persona può attingere da due linee
diverse. Il nuovo consumatore è un trendsetter , non un follower”. Non quindi chi
segue pedissequamente la moda ma chi fa scelte tutte sue, il testimonial unico del suo stile
personale.
Elemento interessante che conferma
la qualità della collezione, la produzione italiana al 50%, che per la pelle raggiunge il 100%. Caratteristica singolare
per un brand sportswear. Anche la distribuzione rispecchierà gli standard:selezionate boutique e i più importanti department store.Oltre il
progetto di apertura di 25 monomarca
Trussardi Jeans in Oriente e in Russia entro la fine del 2017.
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