giovedì 12 giugno 2014

COMPRO QUINDI SONO BUONO


Gli occhiali da sole  con montatura bianca di Cindy Crawford nella campagna Byblos del 2005 . Lo smoking-tuta in seta rossa firmato Elisabetta Franchi indossato, forse solo una volta su uno dei tanti red carpet, da Kate Hudson. E poi ancora abiti da sera di Marisa Berenson , Valeria Bruni Tedeschi, Hilary Swank. Chi ha la stessa taglia, e per gli occhiali non occorre, li può acquistare in perfette condizioni e anche a un prezzo interessantissimo. Fanno parte delle offerte nel settore Vintage della dodicesima edizione di Convivio, mostra mercato in favore di Anlaids (Associazione nazionale per la Lotta contro l’Aids) al Gate 9 di Fieramilanocity dal 13 al 17 giugno. Ovviamente la moda è protagonista con oltre 100 firme prestigiose.  Gli stand  piuttosto lineari, volutamente senza personalizzazione,  a parte qualche caso sporadico,  puntano a mettere in evidenza i prodotti  e facilitare la scelta.  Come ormai da vari Convivi buona parte è dedicata al design, in mostra più   complementi che   pezzi di arredo vero e proprio. Moltissime le proposte nella sezione arte dove non è prevista un’asta, come nelle precedenti edizioni, ma tutto è in vendita dal primo giorno.   Tra gli artisti che hanno aderito con i loro pezzi Giovanni Gastel, Marco Lodola,  Maurizio Cattelan, Vedovamazzei, Karim Rashid, Velasco Vitali. Fra le gallerie  Nilufar,  Massimo De Carlo,  Galleria Fonti, ecc. Tra le novità l’enoteca con 50 etichette dei più pregiati vini italiani e un’ area dedicata alla Barbie con l’auto, la casa e le sue versioni-attrici.Vari i partners  della manifestazione, tra cui Citroen che presenta in anteprima nazionale la nuova C4 Cactus. Per ogni  vettura venduta entro il 30 settembre, Citroen Italia devolve 500 euro ad Anlaids.
Anche quest’anno ci sono tutte le premesse per invogliare all’acquisto e raccogliere fondi per Anlaids. Nell’ultima edizione del 2012 sono stati raccolti due milioni e centoventinove mila euro, in un notevole crescendo  rispetto al miliardo e seicento milioni  del 1992.  Ma, come sostiene il presidente della sezione Lombardia  Anlaids Mauro Moroni, non ci si può fermare. “La terapia ha dato grandi risultati ma il virus non è ancora stato eliminato… L’epidemia è ben lontana da essere sotto controllo…”. E’ importante quindi continuare con la ricerca, proseguire con l’assistenza psicologica e sociale e soprattutto con la prevenzione. E da venti anni Anlaids lavora con un progetto rivolto ai ragazzi delle scuole. E per tutto  questo ci vogliono fondi.


martedì 10 giugno 2014

UN PAESE LUNGO COME UN SOSPIRO D'AMORE


Viaggiare informati. E’ uno  slogan efficace, sintetico, senza fronzoli, perfetto per dare notizie a chi è in auto. Per sapere se c’è un incidente in qualche svincolo o in qualche raccordo, se si è nelle vicinanze di una coda,ecc.E’ una frase che, con le dovute variazioni di tono, potrebbe adattarsi  a chi vuole viaggiare, traendone il massimo piacere per la mente. E’ bello essere informati sulle bellezze e i paesaggi da vedere o in quale ristorante è consigliato mangiare, piuttosto che cosa  evitare per non trovarsi a disagio. Però è anche interessante in un viaggio, che è sempre per definizione troppo corto, apprezzare le sfumature, rivivere le emozioni di altri, confrontarsi con i pensieri e le motivazioni di  chi in quei luoghi ci ha vissuto o comunque li ha osservati da un punto di vista completamente diverso. Ed è questo che il Salotto del Viaggiatore, ottima iniziativa della genovese Giglio Bagnara Gallery (Via Roma 8) da ormai dieci anni si propone di fare. Domani 11 giugno, alle 18,30 siamo in Cile. A parlarne, da viaggiatore doc, Pietro Tarallo, presenza costante del salotto, e autore di una guida sul Cile (Ulysse Moizzi). Con le immagini di luoghi e paesaggi che pochi turisti hanno visto, dall’Isola di Ciloé  alla terra del Fuoco, all’incredibile Lago Chungarà a tremila metri al confine con la Bolivia(v.foto). Claudio Pozzani, poeta e direttore del Festival Internazionale della Poesia di Genova, fa emergere un altro aspetto del “paese lungo come un sospiro d’amore”, leggendo alcune poesie  di Pablo Neruda. Per ricrearne il clima, la musica è fondamentale e Donatella Soranzio canta le canzoni di Violetta Parra, accompagnata dal bassista Luciano “Lucido” Susto. Enrico Segré, grafico e scrittore, presenta il suo romanzo autobiografico “La strada di Campanario”. E’  il  Cile della profonda campagna , ma anche di Santiago visto con gli occhi di un bambino, figlio di un avvocato italiano fuggito alle persecuzioni razziali e di una contadina cilena, negli anni della seconda guerra mondiale.  Un libro che commuove, fa ridere, stupisce, fra ironia e amarezze, ricordi e rimpianti.  Si legge in un soffio e alla fine si ha voglia di leggere la continuazione. Negli altri due libri della trilogia. Infine ricchi di emozioni si può scegliere di partire per il Cile, seguendo le proposte di Tucano Viaggi Ricerca illustrate da Willy Fassio. 

domenica 8 giugno 2014

ORO DIVINO


Cosa hanno in comune una bottiglia di vino e un gioiello? Molto di più di quello che si potrebbe pensare. Un esempio convincente la mostra, solo apparentemente per intenditori anche se sofisticata, dei Cru di Chiarlo  e dei gioielli di Pomellato. Il tutto nelle cantine, o meglio nel caveau di Palais Cerequio, raffinato resort tra i vigneti del miglior Barolo di casa  Chiarlo.  Con i preziosi di Pomellato si racconta la storia del gioiello prêt-à-porter: non pezzi unici, ma ugualmente di grande pregio, dove il valore non è dato dalle pietre o dalla quantità di oro utilizzato, ma soprattutto dal design particolare, innovativo, che segue i tempi. Ecco per esempio la catena fine a se stessa, non usata cioè funzionalmente come supporto per la medaglia o il pendentif.  Oppure la collana dove la fibbia è un elemento caratterizzante da evidenziare, non una finitura “di servizio” da nascondere dietro al collo. Tendenze e concetti che sono la firma dello stile Pomellato, come si vede anche nelle ultime linee Nudo(v.foto), Capri, Sabbia, presentate, invece, all’esterno del caveau con i tre corti della campagna, realizzati da  giovani registi con un approccio al tema ognuno molto diverso  dall’altro, ma sempre d’effetto. Tutti in oro rosa delicatissimo, orecchini, anelli, bracciali, collane giocano sugli accostamenti a sorpresa e gli abbinamenti  con cristalli per raddoppiare la lucentezza  delle pietre dure. Non solo da vedere in bottiglia, per apprezzare le belle etichette firmate da artisti, i vini, ma da assaggiare. Insieme ad altrettante deliziose tapas.  Dalla fragola con tartare di gamberi all’anguilla in agrodolce, alla terrina di fegato grasso e lamponi. Dal Blanc de Blanc al Nebbiolo il Principe, al Reyna Barbaresco, fino al Barolo Chinato, ideale per accompagnare il cramble integrale con mousse di gianduia e croccante di pinoli.
Ma non è tutto. Sempre nel Palais, anche una mostra di oggetti per la casa firmati dall’ archidesigner giapponese Toshiyuki Kita. Perfetti nell’ Enoteca Vertigo, uno dei tanti ambienti di raffinato design del resort.    

mercoledì 4 giugno 2014

LA ROSA NON COLTA



Non piace il concetto di occasione mancata.  Di sicuro è venuto in mente a chi venerdì scorso ha assistito alla  performance nella Loggia dei Mercanti, a Milano.  “La rosa spezzata”  è  un piccolo spettacolo, come dice il sottotitolo, di voci, suoni e immagini, dove la garbata regia di Luisa Gay, che è anche autrice dei testi, mette a fuoco il tema della violenza sulle donne. Niente luoghi comuni o retorica standard sull’argomento, nessuna concessione agli effetti facili per la commozione assicurata.   Testi veloci, come presi da un’antologia alla Spoon River, detti, più che recitati da attrici emergenti.  Intervallati  da movimenti di ballerine sulle musiche di Bach con il violino di Diana Muttini.  E dall’ a-solo di Artemide Modigliani, bianco folletto danzante sulle note di un giovane compositore.  Sicuramente  gli archi a tutto sesto e acuti della duecentesca  Loggia dei Mercanti aggiungevano emozionalità alla scena, come le installazioni create ad hoc da Maria Micozzi per simboleggiare  l’acqua, il vento, il sale e il fuoco. Peccato che molti, troppi elementi negativi  interferissero brutalmente. A cominciare dalle prove a tutto volume di un concerto rock nella vicina Piazza Duomo, per continuare con l’inizio, quasi in contemporanea, di una maratona sulla via  laterale, preceduta da un corteo di auto e moto della polizia a sirene spiegate. Per non parlare “dell’iniziativa privata” di un vociare becero del “non pubblico” che risuonava sotto le volte. O dal, miracolosamente evitato, passaggio di turisti giapponesi sulla scena. Giustificato dalla totale assenza di transenne  per limitare l’area spettacolo.
Prodotta  dalla Onlus Zeroconfini, La Rosa Spezzata, come scritto anche sulla locandina, si inserisce in una serie di eventi e manifestazioni targate Expo maggio 2014. Sembra di capire quindi che il Comune di Milano ne sia al corrente. Va bene mettere a disposizione una location di pregio, ma forse non è sufficiente per promuovere e dare risalto alle iniziative culturali. Specie se di livello. 

martedì 3 giugno 2014

SALVIAMO LA FOCACCIA



 Preparazione e sfida all'ultima focaccia
Chi dice Recco dice focaccia al formaggio, un’associazione geografico-alimentare ormai entrata nell’Olimpo dei luoghi comuni.  Più   di nicchia, certo, di Napoli-pizza o Milano-cotoletta, ma che continua ad allargare  la sfera d’interesse, sempre più   lanciata verso  l’internazionalità. La festa della focaccia, che domenica 1° giugno ha tagliato il suo cinquantanovesimo traguardo, non aveva nulla di elitario.  Basta citare qualche numero: 40 bus  da tutta  Italia. Oltre  300 persone coinvolte nelle  sfide in programma. Distribuiti 10 mila assaggi di focaccia normale e con le cipolle, al mattino, e 22 piattini da degustazione di focaccia al formaggio, nel pomeriggio, in sette postazioni collegate da un trenino. Servite anche  50 porzioni di focaccia al formaggio senza glutine, in collaborazione con l’Associazione Italiana Celiachia. Moltissimi gli eventi, a cominciare da quelli a tema.  Come la No limits Challenge, gara da Guinness dei primati in cui dieci concorrenti, estratti a sorte tra un folto numero di volontari, dovevano  mangiare un chilo di focaccia nel tempo massimo di 15 minuti.  Apprezzate anche le Scianke, sfide in tono minore per i mangiatori di focaccia normale e di cipolle.  Aperti tutti i negozi della città,  anche  di frutta e verdura, per attutire i sensi di colpa. Possibilità per i meno “sportivi” di gustare  le focacce seduti e senza fare coda, ma a pagamento, in ristoranti e panetterie. E per gli alternativi o i non integralisti  aree picnic con  proposte di piatti,  of course rigorosamente liguri: trofie con pesto, pansoti, focaccette fritte.  Varie le iniziative a cornice, da quelle per i bambini  come il teatro dei burattini o i laboratori di arte circense, a quelle per adulti. Dal mercato dell’antiquariato sotto i portici a quello dell’hobbystica, a quello del libro usato in collaborazione con la Biblioteca civica, alla  mostra fotografica sul lungomare. E poi, come in tutte le feste,  musica e balli. Giovani artisti emergenti,  bande, dj, pianobar. 
Di questi tempi, intesi come mesi dell’anno,  in Riviera ligure le feste di paese a tema gastronomico imperversano. Anche troppo. Ma che protagonista sia  la focaccia al formaggio, invece che asado, paella, wunster o polenta si apprezza di più.