mercoledì 12 settembre 2012

VENEZIA: A CACCIA DI PERLE


A Venezia il Festival del cinema è finito,  ma  per chi lo rimpiange c’è uno strascico con la mostra “Trame di Moda”  a Palazzo  Mocenigo, fino al 6 gennaio. Da vedere gli abiti delle attrici indossati  sui red carpet delle passate edizioni.
La  Serra dei Giardini
C’è meno folla e ci si può dedicare allo shopping. Anche nelle strade deputate non c’è l’infilata di monomarca uguali da Toronto a Singapore, ma si trovano ancora i negozi, magari con il proprietario artigiano. E non vendono solo ricami e maschere. Le 5Venice, per esempio, se non fosse nei locali connotati di un’antica farmacia accanto alla Fenice, potrebbe essere in un’intellettuale città del Nord Europa.   Aperto da Tea Gualdo nel 2009, si pone come Contemporary Art Gallery.Ci si trova dalla lampada all’abito pezzo unico, con il corollario di qualche piccola mostra curiosa.“I muschieri” in Frezzeria, hanno una raccolta di sofisticati profumi (da Czech & Speake di Londra a quelli della designer Andrée Putman). A qualche metro di distanza i due fratelli Attombri propongono gioielli e pezzi per la casa in vetro, fra la tradizione e il design.  Qualcosa di non visto c’è ancora. Non a caso il 14 settembre  si svolge la Caccia alle Perle. Dove le perle anzi le perlere,  le donne che lavoravano le perle e le loro case sono il filo conduttore, per trovare luoghi sconosciuti, “perle” per il viaggiatore.  L’itinerario  parte alle 15 dal Ghetto Nuovo,e si conclude con la premiazione a Ca’ Zanardi(Per partecipare info@doyoubead.com). A Venezia non c’è molto verde, i Giardini sono un’oasi inaspettata. Come inaspettata è la Serra dei Giardini, locale con ottima enoteca, ricavato in una vera serra dove si può acquistare una pianta e bere un aperitivo. Tra i Giardini e l’Arsenale si svolge la Biennale di Architettura, fino a novembre. Dai Giardini si raggiunge con un ponte l’isola di San Pietro, uno dei primi insediamenti di  Venezia, con una piazzetta erbosa, che si anima solo a fine giugno per la festa del Santo. Ci si affacciano una chiesa del XVI secolo su disegno palladiano, con una pala attribuita a Tiepolo, e il Palazzo dei Patriarchi tardo cinquecentesco.
Per sentirsi veneziani, si può prendere in affitto,anche per pochi giorni,una casa ai giardini con piccolo cortile fiorito  (cell.3293561877, nella.livings@libero.it).

giovedì 6 settembre 2012

NOTTE E MODA


 Ermanno Scervino
Roberto Cavalli
 Pollini
 Lanvin
C’è la T-shirt di Lanvin con gli ironici disegni di Alber Elbaz a 145 euro e la  borsa di Miss Sixty con le stampe iconiche del marchio a 15.I "gadget celebrativi" per la quarta Vogue Fashion’s Night Out milanese, sono per tutti i gusti e i budget. La T-shirt è il capo più preso in considerazione. C’è quella trompe-l’oeil con filo di perle di Ermanno Scervino, la tribal chic di E-gò, quella con la tigre fluo  di Massimo Rebecchi e la T-shirt ambientalista di Vivienne Westwood. Da D-Squared gli stilisti gemelli sono pronti a personalizzare la loro con firma "dal vivo". Con quella di Frankie Morello ci si può far fotografare in un vero set con Dolcenera. Binomio T-shirt e musica anche da Patrizia Pepe, con il tastierista dei Subsonica. Da John Richmond suona Morgan, ma il gadget è un I-phone case. Musica live con ottimi dj, as usual,  da Fay e Tod’s. Per il nuovo Chromo, il negozio Swatch  diventa una spiaggia con surfisti. Atmosfera alla James Bond da Omega, dove la star è Planet Ocean "Skyfall", l'orologio di 007 nel film in prossima uscita. Solo 15 Toy Ring Metallic, luminosi e metallizzati, da Toy Watch. Boom degli sportivi:  da Boggi Luca Marin e l’oro della scherma Giorgio Avola, da Yamamay la tuffatrice Tania Cagnotto e Massimiliano Rosolino. Napapijri in partnership con Club Med dedica la vetrina al nuovo resort di Pragelato Via Lattea ed estrae a sorte un completo da sci e un soggiorno nel vero Pragelato. Da Roberto Cavalli  c'è una borsa in tela plastificata con stampa giaguaro e serigrafia fluo a 60 euro.  Firmata da Aquilano-Rimondi la borsa di Amaranto.  Borsa anche per Bottega Veneta, ma eco, in carta e jersey, interamente lavorata a mano. Da Gherardini la Flat bag è in quattro colori a 79 euro. Pochette e musica da Manila Grace. Nessun prezzo speciale ma un’anteprima super  da Louis Vuitton con le borse di Yayoi  Kusama. Braccialini  lancia la dark  bag. Anticipazioni e novità anche da Furla. Alberta Ferretti “festeggia” con una K-way trasparente della linea Philosophy. Straordinarie friulane waterproof, foulard in nylon e trench da Pirelli P Zero. Ballerine speciali da Pollini e Casadei: coloratissime, fluo, a pois con fiocchi dal primo, con stampa dei supereroi dal secondo. Tutto scontato del 20% da Camper.   Molte le   limited edition di sciarpe, stole, foulard, democratiche perché per  tutte le taglie.  Dedicata alle animaliste la stola di Henry Cotton con l’orso del pittore Federico Guida.Sciarpa arte-à-porter anche da Martino Midali. Cento stole vintage a prezzi speciali da Malo. Trecento in seta da Anna Rita N. Per bijoux i luoghi deputati sono Byblos con un bracciale in pelle borchiata, Missoni con anelli technicolorati in caucciù, fatti dalle donne del Mali, e Trussardi  con un doppio cinturino in pelle con fibbia levriero, a 70 euro. Cielo in Piazza Duomo ha creato  150 braccialetti in argento  con il logo Vogue Fashion Night, a 35 euro. Un occhio anche alla bellezza. Al Conti Caffè in Via Montenapoleone un’esperta manicurista applica i resistentissimi smalti Zoya Colors.  Mentre alla Rinascente la Prairie dispensa consigli e prodotti a prezzi eccezionali. Dappertutto si brinda, da Krizia con Krizia Brut e da De Wan con il Brut De Wan Millesimé. Serata di frivolezze, certo, ma che fa bene all’economia e fa sentire buoni:il ricavato andrà ai terremotati dell'Emilia Romagna.

martedì 4 settembre 2012

IN PIGIAMA? SI', MA PALAZZO

Irene Galitzine e Jackie Kennedy
 Due bozzetti di Sergio Zambon

“Siamo qui Lee, Marella e io, tutte in uniforme” scriveva da New York Jackie  Kennedy a Irene Galitzine, e la cosiddetta uniforme per la sorella(Radzwill) e l’amica (Agnelli) non era altro che uno dei pyjama palazzo  della principessa-fashion designer.  Ora quel capo così particolare, così innovativo  negli anni ‘60 in cui era nato, tanto da   ,   riuscire a essere attuale anche ora, rivive grazie a  una brillante iniziativa voluta da Silvia Venturini Fendi, presidente di Altaroma,  Alessandra Spalletti amministratore delegato della maison Galitzine   e  il direttore creativo Sergio Zambon, giovane e intelligente stilista. “E’ il coronamento del progetto che mi ero proposta nel mio mandato di presidente,  sostenere le maison storiche dando spazio a giovani designer” spiega Venturini Fendi. Un’operazione importante per dare valore a un patrimonio di alta couture, che è alla base della moda e che solo Italia e Francia hanno.  La prima collezione in uscita, per l’estate 2013, è una capsule collection di una ventina di pezzi. E’ composta di tre parti, o meglio vetrine , come le definisce Zambon.  La prima, per il giorno, è in cotone  con  stampe geometriche che ricordano Bruno Munari  e altri artisti cinetici. La seconda, Classic, utilizza invece tessuti più ricchi come damasco  e lurex  con pattern geometrici minimali.  La terza infine , più sartoriale, usa nuovi materiali, con decorazioni classiche ma attualizzate da elementi contemporanei come cristalli Swarovski e resine colorate. Quest’ultima sarà completata  da sandali.  “L’obiettivo, dice Spalletti, è il posizionamento sul mercato della maison,  con una distribuzione in punti vendita di livello e anche sul web. Con un’esportazione in Cina, in Russia, paese d’origine della Principessa, e soprattutto negli Stati Uniti, dove il nome Galitzine ha ancora grande risonanza”. “Il pyjama palazzo, tra l’altro,  sottolinea Zambon, è  un capo che ha una linearità e una praticità newyorkese, e il lusso dell’alta moda di Roma”. Nei progetti futuri una linea di accessori a completamento . L’appuntamento attesissimo per  questa “pyjama palazzo capsule” è a Milano, durante la settimana della moda, nel cortile di Corso Como 10. Spazio sofisticato e understatement, ideale per una collezione che mette insieme  heritage e innovazione.

lunedì 27 agosto 2012

TACCHI E DISTACCHI


 Decolletée di Casadei
“Si segga lei che ha i tacchi”, “Oggi posso camminare, non ho i tacchi”. “Prenderò un taxi, ho i tacchi”. Frasi sentite sul tram, all’uscita dei cinema. Raccontano una nuova invalidità non ancora riconosciuta, ignorata nelle modifiche delle barriere architettoniche e dal politically correct. Che non inventa formule (Diversamente calzate? Diversamente alzate?) per definire le neo-invalide, ma accetta il termine crudo, senza giri di parole.  Le donne portano i tacchi da tempi memorabili. La duchessa di Windsor, maestra di stile, sentenziava che “una donna deve salire sui tacchi a 16 anni per non scenderne più”. Ma non immaginava che un giorno i tacchi avrebbero superato i 10 cm. e sarebbero stati indossati per intere giornate di lavoro. Non a caso il massaggio ai piedi è diventato un must dei centri benessere.  Gli Hotel Four Seasons, preferiti dal popolo della moda, hanno studiato speciali “coccole” stile “Lanterne rosse”, per dare conforto ai piedi delle fashion victims, massacrati dai tacchi nelle settimane delle sfilate. Il Four Seasons Hotel  New York, propone il City Feet and Legs Toning treatment (130 euro, 25 minuti).Il Four Seasons London at Park Lane ha creato il Foot Freshner for Fashionistas (76 euro, 25 minuti) . Al Four Seasons Hotel Milano si può richiedere un Express Foot Ritual (83 euro, 30 minuti). Mentre al Four Seasons Hotel Gorge V di Parigi, è disponibile il Fashionista Foot Shooting Treatment, seguito dal Mint Shooter Foot Treatment (76 euro, 25 minuti).
Per tutte le donne si accende, comunque, una speranza. Anche la scarpa bassa sta diventando di tendenza. E non solo ballerine e flip flops Havaianas(al mondo se ne vendono 6 paia ogni secondo). Manolo Blahnik, guru del tacco più perversamente alto, ha lanciato per l’inverno la stringata bassa Bath. Beyoncé ha dichiarato di amare le scarpe senza tacco. E perfino per la sera ci sono proposte piatte di firme doc.

lunedì 20 agosto 2012

PORTOFINO : AUTO D'AUTORE


I suricati del Cracking Art Group
Il cofano di Ben Vautier
Un rinoceronte imbragato sovrasta dall’alto chi entra. Dei suricati (mammiferi carnivori della famiglia degli Erpestidi, come le manguste), di un improbabile rosa shocking, tengono di vista anche loro l’ingresso, diritti sulle zampe posteriori, come quando sorvegliano le tane. Qua e là  qualche nudo di donna sbuca tra le fronde. Entrando dal piccolo cancello di Molo Umberto 1°  e salendo le scale ci si imbatte in molti altri soggetti interessanti. Ovviamente si tratta di sculture  e il luogo che le contiene è il Museo del Parco di Portofino. Nato  25 anni fa, raccoglie  170 opere di artisti del Novecento. Dalla donna di Fontana del 1942 alla Torre di Babele in acciaio di Man Ray. Dal mosaico “Le foglie morte” di Guttuso alle bottiglie d’olio di Beuys , a pezzi di Cucchi, Basaldella, Spoerri, Getulio Alviani,Giò Pomodoro ecc.Fino a installazioni come la “riedizione” della manzoniana “Merda d’artista”, dell’altezza di un metro, di Francesco De Molfetta,  ai citati rinoceronte life size  di Stefano Bombardieri e i suricati del Cracking Art Group. Un’esposizione quindi in continuo divenire, che si rinnova quasi di stagione in stagione, proprio come la foltissima e straordinaria vegetazione dove è collocata. Ma “il movimento” non si limita alle nuove acquisizioni. A una scadenza ravvicinata ci sono piccole mostre curiose e di pregio. Come quella in corso dal 31 luglio, fino a settembre, ideata da Daniele Crippa, direttore del Museo, e realizzata in collaborazione con  Porsche Italia. Da vedere i cofani dei modelli di auto Panamera, Cayenne, Cayman interpretati da 12 artisti. Vari i soggetti e i linguaggi. Dal figurativo omaggio a Portofino di Guglielmo Meltzeid alle ironiche e surreali scritte bianche di Ben Vautier, al colore di Giorgio Sambonet, agli inconfondibili tratti di Omar Galliani.
Il museo è aperto tutti i giorni, escluso il martedì, dalle 10 alle 13 e dalle 14,30 alle 19. Info: www.museodiportofino.it La mostra “Cofani d’Autore” proseguirà per tre anni in contesti museali e nelle principali concessionarie Porsche.

lunedì 6 agosto 2012

REMEMBER GRAND TOUR

Interni dell'Hotel Timeo

 Hotel Splendido a Portofino
Il Grand Tour non è scomparso. Solo i tempi si sono accorciati, sono cambiati i mezzi di trasporto che ne hanno anche decretato la fine. Ma lo spirito è rimasto intatto. Tutto fa capo a una “compagnia”, poco più giovane del Grand Tour. E’l’Orient Express con il treno che da Londra portava  a Istanbul, toccando a a a  a Istanbul, toccando molte città europee, Venezia compresa . Al mitico treno se ne sono aggiunti altri, oltre che battelli, navi, alberghi  in giro per il mondo. In Italia ci sono sei hotel, in località esclusive, di cui alcune anche poco conosciute. Dall’isola della Giudecca  a Portofino, da Fiesole a Ravello, da Taormina alla vicina baia di Mazzarò. Gli alberghi non sono legati esclusivamente dal fatto di essere in palazzi storici con parchi secolari. Li accomuna il tipo di ospitalità, che non consiste solo in arredi curati e un servizio ineccepibile, ovvii in un cinquestelle.  Ma in una cucina che propone piatti tipici e utilizza ingredienti e sapori del luogo. Nei piccoli tour per conoscere aspetti curiosi e meno noti del posto. Allo Splendido di Portofino, dove i muri tappezzati di foto in bianco e nero testimoniano il passaggio del vero jet set dagli anni Cinquanta in poi, un esperto botanico spiega, in passeggiate sul monte, le erbe particolari, spesso endemiche di quel tratto di costa. Una guida apre le porte delle vecchie, storiche fabbriche di velluti di Zoagli o di broccati della vicina Lorsica. Dal Timeo di Taormina o da Villa S.Andrea sul mare di Mazzarò si può ripercorrere le locations del padrino o volare in elicottero tra i vulcani.
Sei luoghi dove soggiornare per assorbirne in pieno l’atmosfera, completamente diversi tra loro, ma con un’impronta unica. Per cui in serate speciali gli chef di un hotel si spostano in un altro per cucinare le loro prelibatezze. E così sulla terrazza dello Splendido, con le brezze e le luci del Tigullio, si gustano piatti siciliani, i camerieri sono vestiti come nell’albergo di Taormina, e i suonatori sono quelli dell’hotel Timeo.

mercoledì 1 agosto 2012

STESSA SPIAGGIA STESSO MARE


Le spiagge cambiano. Prendere il sole e fare il bagno sono solo due degli optionals possibili e nemmeno sempre  garantiti. Ormai le spiagge con sabbia, ombrelloni, chaises longues, lettini, sono a Cortina, Cervinia, ai piedi di un ghiacciaio, nell’area sosta di un’autostrada,in un centro commerciale. Non solo non c’è il mare o il lago, ma nemmeno l’acqua. Per contro ci sono tempietti per massaggi ayurvedici, tende per meditazione, tappetini per sveltine di yoga, bar con yogurt e cibi macrobiotici che sostituiscono ghiaccioli e gelati. E poi shopping, di tutto. Dall’orecchinone  etnico al tavolo design. Fare il bagno è l’ultimo degli interessi da spiaggia. E quanto al sole si preferisce abbronzarsi  a marzo in un Centro Solarium in città e passare l’agosto sotto l’ombrellone, spalmati di autoabbronzante.
 Spiaggia a Cervinia
Solo i bambini hanno interesse per l’acqua. Pur preferendo la play station a macchinine o  bambole, computer e internet ai cartoni animati, in spiaggia ripetono i comportamenti di sempre. E così le loro mamme.
Il tormentone di “Posso fare il bagno?” continua tale e quale, alla faccia dell’indipendenza sbandierata, ai  mesi di vacanze studio negli Usa a età sempre più d’asilo, ai campus montani in completo isolamento. La risposta delle mamme rimane la stessa. Guardano l’orologio, o il cellulare, e sentenziano “Mancano 22 minuti”. La domanda viene riformulata dal bambino dopo meno di 22 minuti. La mamma sempre più categorica e autorevole risponde che mancano 10, 9, addirittura 3 minuti. Precisa, incorruttibile, determinata non cede su un minuto. La digestione è decisa per 2 ore e 30 e tanto il bambino deve aspettare. Non un minuto in meno, se no la congestione è assicurata. Che abbia mangiato la casseula o un brodino. Che si tuffi in un mare di 30 gradi o in un torrente di 10 gradi.  
Finalmente il bambino può fare il bagno e allora inizia la fase 2, il tuffo. Il bambino dalla roccia, dal moletto, dalla scaletta grida “Mamma guarda”. Tutti  si voltano e interrompono quello che stanno facendo. L’unica che non guarda è la mamma, intenta a parlare. Al quarto “guarda mamma” la spiaggia intera si augura che la mamma si volti, ma la donna non cede. Poi si scoprirà che parlava di : 1) scuola del figlio, 2) prossime vacanze del figlio, 3) dove far prendere lezioni di tuffo al figlio in città, 4) lezioni di yoga per il figlio, eccetera, eccetera.
Forse la mamma di un tempo non parlava di yoga per il figlio, ma magari di doposcuola e lezioni di nuoto, ma allora come ora non si voltava mai a guardarlo.
Nota tecnica. Ora come allora il numero dei “guarda mamma” era inversamente proporzionale all’altezza da dove il bambino si buttava.