E’ l’artista francese contemporaneo più venduto al mondo, eppure sono in molti che hanno “scoperto” Richard Orlinski nel recente Fuorisalone milanese. La sua opera, un enorme gorilla rosso, realizzato per Fidenza Village, era esposto nel cortile della Università Statale. Da ieri fino al 23 maggio si possono vedere svariati suoi lavori nella mostra Richard Orlinski:The wild Kong Invasion alla Galleria Deodato a Milano.
Sicuramente il gorilla è l’animale più emblematico dello zoo dell'artista, ma è un gorilla particolare, come annuncia il titolo dell’esposizione. E’ ispirato all’iconografia di King Kong. Come gli altri animali, pantera e coccodrillo, simboleggia il concetto di "Born Wild". Con queste sculture Orlinski non vuole parlare di animali quanto esplorare gli impulsi alla base della violenza umana. Ponendosi e ponendo la domanda su chi sia più selvaggio fra l’uomo o la bestia. Le opere sono realizzate in materiali vari, la maggior parte in una speciale resina, con sfaccettature che aiutano a evidenziare la forza e la ferocia delle bestie. Oppure in metallo dorato e traforato, come la pantera. I colori sono sempre molto definiti, rosso, bluette, ma anche rosa e grigio, in uno stile pop, che prevede anche scritte, stampe e accostamenti di tonalità in contrasto. Tutti gli animali hanno la bocca aperta, con la dentatura in evidenza, pronti all’attacco. L’aggressività del gorilla è “raccontata”, oltre che dalle fauci che sembrano annunciare un urlo, dalle braccia alzate, in posizione per colpire o per sostenere delle botti, da usare come arma impropria.




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