Sì, è proprio George Simenon fotografato alla Darsena di Milano nel 1957. E quella è la locandina della mostra George Simenon. Otto viaggi di un romanziere che aprirà il 10 aprile alla Galleria Modernissimo di Bologna. Se lo sfondo del mappamondo può anticipare i viaggi di cui si tratterà, perché la scelta di Milano? Perché il primo editore italiano dei romanzi dello scrittore è stato Mondadori, a Milano. A cui si deve sicuramente l’aver fatto diventare i lettori italiani di Simenon i più numerosi nel mondo, superiori anche ai francesi. Ma perché allora la scelta di Bologna per la mostra? Se ne è parlato ieri in conferenza stampa alla presenza dei due curatori Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna nonché ideatore del festival Il Cinema ritrovato e promotore dell’apertura del laboratorio di restauro e John Simenon, figlio di George, che da tempo si occupa della gestione dei diritti d’autore del padre.
giovedì 3 aprile 2025
OLTRE IL GIALLO
martedì 1 aprile 2025
DAVVERO MOZZAFIATO
Si sta facendo molto per portare l’interesse della gente sul problema dell’inquinamento, dello smaltimento dei rifiuti, dell’impatto della plastica sui mari. Ma non abbastanza. Comunque tutto quello che si fa in questa direzione è ben accolto e può essere utile. Se poi dietro c’è la creatività e una partecipazione con dei "nomi" sembra che si possa ottenere dei risultati. Breathtaking, la mostra che apre domani al Museo di Storia Naturale di Milano, sembra avere tutti i requisiti del caso.
Il titolo “mozzafiato” non ha niente di positivo, nel senso che non si riferisce a qualcosa di straordinaria bellezza che lascia con il fiato sospeso. Ma è inteso nel vero senso della parola: toglie il fiato, fa soffocare. Da questo concetto parte l’installazione pensata e realizzata dal noto fotografo Fabrizio Ferri, che vive fra New York e Milano. L’obiettivo è raccontare l’impatto devastante che hanno la plastica, specie le microplastiche, sugli oceani, ma soprattutto sulla salute degli esseri viventi, umani in primis. L’idea, racconta Ferri, parte da una domanda di sua figlia Emma che mostrandogli le foto di un delfino e di una foca soffocati da sacchetti di plastica, gli chiedeva cosa poteva fare. Da qui il coinvolgimento di dodici personaggi pubblici. Da attori come Willem Dafoe, Charlotte Gainsbourg, Julianne Moore, Isabella Rossellini, Susan Sarandon (presente alla presentazione della mostra e nella foto), Naomi Watts, a top model come Helena Christensen, Misty Copeland, Carolyn Murphy, a Gala Gonzales stilista, socialite, blogger spagnola. Tutti hanno aderito entusiasti al progetto, “dandosi con fiducia a Fabrizio” ha spiegato Geraldina Polverelli, agente, nonché moglie del fotografo. “Sono arrivati senza body guard e limousine, anche a piedi o in bicicletta”. I loro ritratti chiusi in sacchi di plastica su una parete trafitta di chiodi costituiscono l’installazione. Al centro della sala una bara di vetro, che insiste sulla drammaticità, alludendo alla fine della specie umana. L’atmosfera è ancora più intensamente tragica se si indossano le cuffie, realizzate per l’occasione da Marina Abramovich, da cui si sente un silenzio terrorizzante e pieno di significati. L’installazione, promossa dal Comune di Milano, prodotta da Nobile Agency e dal Museo Civico di Storia Naturale in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano, è visibile fino al 27 aprile.