Dopo tutte
le esposizioni che ci sono state nel mondo di René Magritte è difficile trovare
un punto di vista inedito con cui proporne una nuova. E’ quello che hanno
pensato Xavier Canonne e Julie Waseige, curatori
di Magritte. La ligne de vie, al MASI,
Museo d’arte della Svizzera italiana di Lugano, dal 16 settembre al 6 gennaio 2019. Ed è
proprio La ligne de Vie, titolo di
una conferenza che l’artista tenne nel 1938 ad Anversa, che è diventato lo
spunto da cui sono partiti per una lettura della sua opera inedita. In quell’incontro
pubblico, tra i suoi rarissimi, Magritte raccontò del proprio lavoro e del suo sviluppo,
della poetica, dell’influenza edel
rapporto con altri artisti, come De Chirico, Max Ernst e anche i futuristi
italiani. La mostra riporta il percorso e lo continua fino all’ultima opera, la
scultura La Gioconda, tratta dall’
omonimo dipinto, realizzata nel 1967, anno della morte. Questo itinerario
creativo, non necessariamente in forma cronologica, si divide in sette sezioni.
Dall’astrattismo agli inizi del surrealismo e del metafisico. Dal periodo
parigino dal 1927 al 1930, quando Magritte si unisce ai surrealisti francesi, a quello in cui cerca delle affinità elettive tra gli oggetti, la
scarpa e il piede, l’uovo e la gabbia, il naso e la pipa. Ed è anche il
momento dei manifesti pubblicitari per sigarette, liquori, caramelle, sciroppi.
Quindi c’è la fase definita Renoir in
cui adotta uno stile molto vicino agli impressionisti. Segue quella che
lui chiama la période vache,
con colori violenti e allusioni al fauvismo. L’ultima sezione è dedicata ai
capolavori più noti. Per evidenziare il rapporto e l’ispirazione ad altri
artisti, in mostra anche opere di Morandi, Carrà, Balla, De Chirico, Boccioni,
Ernst, Sironi. Oltre a una novantina di dipinti prestati dai più importanti
musei e collezioni private del mondo,documenti, fotografie, filmati, le famose bottigliecon le nuvole e appunto La Gioconda in bronzo, collocata davanti alla vetrata con straordinaria vista sul lago. Notevole il
catalogoedito da Skira, redatto da
Xavier Canonne, Julie Waseige e Guido Comis, curatore del MASI. Come la mostra,
appassiona, entusiasma e aiuta a rivelare aspetti sconosciuti e interessanti
del genio Magritte (foto di Giovanna Dal Magro).
Grazie Luisa che con l'eleganza della tua penna ci fai viaggiare accanto a te...
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