mercoledì 16 dicembre 2015

DIVINO DENIM


Certi pretenziosi ristoranti negli Usa o alcune compagnie aeree saranno costrette a modificare il regolamento della prima classe e della business. Come vietare l’accesso a clienti o passeggeri in jeans, dato che il denim  non solo è di tendenza , ma è di lusso.  Non soltanto i grandi stilisti e le più prestigiose maison prevedono intere collezioni, fra le ultime Givenchy, in tela di Genova, ma questa è utilizzata per capi sartoriali e accessori chic e accostata a tessuti e materiali nobili e preziosi.  Esiste ad Amsterdam una House of Denim, a cui fa capo  l’International Jean School, c’è una fiera  mondiale del denim e ben tre società del gruppo Bayer per certificare chi usa tecniche sostenibili nella coltivazione del cotone. Insieme a un’azienda di fashion recruitment olandese, hanno organizzato ad Amsterdam, lo scorso ottobre, i Global Denim Awards. In lizza otto tessiture internazionali. Ognuna ha fatto sfilare cinque total look con almeno il 50% di denim, disegnati da otto stilisti. Nella giuria, i massimi esperti del settore come Adriano Goldshmied, fondatore di Diesel, Replay, Gap 1969. Candiani, primo produttore europeo di denim, ha mandato in passerella una mini-collezione per uomo e per donna di Andrea Diletto, fondatore dell’omonima sartoria milanese, con esperienza maturata presso Caraceni. Il giovane sarto, che lavora con tessuti di prima qualità, ha utilizzato denim artigianali creati con telai a navetta e altri, avveniristici mix tecnologici di fibre naturali e artificiali. Per  capi dal taglio impeccabile, tra cui  uno smoking per lui e un tailleur pantalone per lei(v.foto). Dal sartoriale all’accessorio, Magrì, azienda fiorentina, ha realizzato una versione della sua it bag Principessa, in denim e coccodrillo nero, perfetta per prime della Scala e dintorni (v.foto).

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