Una piccola mostra che comunica molto, quella di Giuseppe Guerrera, a Milano, nell’ambito di Art Week, curata da Luciano Bolzoni. Il titolo Stati d’animo è perfetto, non solo anticipa i contenuti, ma presenta e ritrae l’artista. Architetto e docente, Guerrera (classe 1948) palermitano, che attualmente vive tra Palermo e Milano, da anni si dedica alla scultura con un occhio, una mano, ma soprattutto un pensiero particolare.
I suoi lavori in terracotta nascono da considerazioni su temi contemporanei forti, capaci di generare appunto “stati d’animo”. Uno è quello della violenza sulle donne, non solo quella fisica. Ed ecco simbolici corpi femminili con intarsi che richiamano le coltellate, le urla, il tentativo di difendersi con un’alzata del braccio e poi grandi fori che evocano la pesantezza dei colpi sferrati. La violenza psicologica è raccontata da La Partigiana, terracotta con rivestimento in foglia d’argento. E’ una donna stilizzata a testa in giù, per “mettere a fuoco” la dignità capovolta. In mostra un video in cui passano le lettere autentiche di donne partigiane, uccise per avere sostenuto la causa della Resistenza, che si scusano con le famiglie, soprattutto con i mariti e i figli maschi per aver preso parte alla lotta partigiana. Come ha ricordato nella presentazione della mostra Guerrera, alle partigiane non solo non è stato mai riconosciuto il grande contributo dato alla causa, ma sono state considerate “donnacce”, perché dormivano nei boschi con gli uomini, tanto da non essere accettate nei festeggiamenti del 25 aprile 1945. Un altro gruppo di sculture parla del “tuo volto domani”. Sono sculture bidimensionali di volti con buchi attraversati “dall’ombra della luce”. Una metafora di quel che resta di una persona quando muore. E poi ci sono le opere ispirate all’Odissea. Un poema quello di Omero “che ha trasformato la normalità dell’umano in mito” raccontando le passioni, l’amore, i sentimenti negativi, le guerre, la brutalità da sempre legata all’uomo. Dai tre volti di Ulisse, in terracotta con smalto a freddo, feroce, bonario, furbo, a una Penelope bifronte bianca da una parte, nera dall’altra, per raccontarne l’ambiguità. Ai ciclopi coloratissimi che danzano. Stati d’animo, è da oggi al 19 aprile all’Art Marginem Concept Room (Via Walter Tobagi 13). Uno spazio accogliente, assolutamente da vedere. Anche per il laboratorio di artisti, con forno per le terrecotte, meta di visite delle scuole e vera esplosione di creatività.

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