Pochi luoghi potevano prestarsi meglio della
Fondazione Prada di Milano per T.T.T.Template
Temples of Tenacity di Nastio Mosquito (classe 1981). Con la sua struttura
differenziata è perfetta per il lavoro del giovane angolese che è il
più impegnativo del suo percorso artistico. A cominciare dal site specific WEorNOT che trasforma in un tempio pop del
Tremila il piano terra del Podium. Vetrate simil-gotiche sostituiscono quelle
dell’intero perimetro. Create in collaborazione con l’illustratrice Ada Diez
raccontano con satira fumettistica il
mondo che ci circonda con i suoi eccessi, i suoi luoghi comuni, i suoi miti e i
suoi riti. Dalla nuova sacra famiglia alla guerriglia. Al centro dell’enorme salone c’è un podio con
microfono aperto a chiunque voglia fare delle dichiarazioni alla Hyde Park
Corner. In un lato cuffie per ascoltare discorsi sul tema di amore e pace e penne e fogli su cui tracciare le proprie impressioni. Uno spazio ideale anche
per accogliere la performance andata in scena il 6 e ieri all’inaugurazione e
che oggi si ripete alle 18,30 e alle 19,30. Prodotta in collaborazione con il
musicista Dijf Sanders è una irriverente interpretazione dell’inno Jesus Loves me con pezzi come Let love have sex piuttosto che The Gregorian Gospel Vomit. A cantarla
il coro The Golden Guys, con uomini e donne di diverse età, struttura fisica,
colore. Tutti vestiti di bianco si muovono con un ritmo perfetto e in sincronia
all’esterno del Podium, poi all’interno mischiandosi con il pubblico a cui
distribuiscono foglietti con massime fra il pop, il new age e l’alternativo.
Poi escono di nuovo sul ciottolato di legno, entrano nella biblioteca e
dall’alto del terrazzino continuano il loro canto. L’ultima parte del progetto
di Mosquito è il film Synchronicity Is My
Bitch: The Cinematic Experience che
sarà presentato al pubblico in settembre nella sala con il fregio in ceramica
policroma di Lucio Fontana, proveniente dal Cinema Arlecchino di Milano. Inaugurata
e con le stesse date (7 luglio-25 settembre)
nella Cisterna anche True Value
dell’americano Theaster Gates (classe 1973) un’installazione che fa rivivere elementi
del quotidiano legati alla cultura black.
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