Probabilmente non vincerà il Leone d’oro ma in queste
tre prime giornate della Mostra del Cinema di Venezia, The Shape of Water del messicano Guillermo del Toro è il film che
ha intenerito ed è piaciuto ai più. Una storia d’amore non comune, in
un’America degli anni Cinquanta, con il
conflitto Urss-Usa e i primi lanci nello spazio. Moltissimi spunti per
commuovere, un mix di fiaba e spy story, e un’abbondanza di humour e critica
sottile. Anche una versione a sorpresa di La
Bella e la Bestia. Dove lei muta, non è così bella, anzi è bruttina, e con
il linguaggio dei segni conquista una strana creatura anfibia, che è molto più
umana e sensibile di tanti uomini. Un diverso tipo di
amore, più scontato e già affrontato quello di Our Souls at Night. Il film fuori concorso dell’indiano Ritesh
Brata (il regista del divertente Lunchbox
del 2013)vede il ritorno sulla scena, insieme dopo quasi quarant’anni, di
Robert Redford (nella foto in abito Giorgio Armani) e Jane Fonda . Per il momento i più applauditi del
festival, entrambi in gran forma. Spiritosa, decisa, brillante lei, più
riservato, sottilmente ironico lui. In conferenza stampa una marea di domande
che hanno trovato tutte risposte soddisfacenti, inaspettate, fuori dagli
schemi. Ma l’amore non è certo uno dei
temi dominanti di Venezia. Fra i più affrontati la guerra, il razzismo, i
rifugiati, la violenza sulle donne. Da Human
Flow del cinese trapiantato a Berlino Ai Weiwei, toccante documento
sull’emigrazione nel mondo, a The Insult
del libanese Ziad Doueiri che racconta, anzi spiega, la forma dell’odio fra i
popoli. Fino a Espèces Menacées, un
mosaico di storie intrecciate tra loro, che Gilles Bourdos, geniale regista
dell’ottimo Renoir, ha tratto da alcuni
racconti di Richard Bausch. Quasi immutato il contorno-cornice con qualche
poliziotto e molti controlli in più. Tappeti rossi, code, masse di gente
accalcata per vedere le star, travestimenti, inutili passerelle per farsi
notare ed eventi vari. Come il Franca
Sozzani Award: premiata da Colin Firth , Julianne Moore, per la forza e la
determinazione, la stessa del direttore di Vogue, scomparsa nove mesi fa. O la
performance dedicata al Maestro Luigi Ontani, nel giardino moresco dell’Hotel
Excelsior (foto in basso).
La solita fiera delle vanità che comunque ha il loro fascino. Da sempre il mondo luccicante del cinema seduce. Redford e Fonda rimangono due icone della nostra gioventù. E non solo.
La solita fiera delle vanità che comunque ha il loro fascino. Da sempre il mondo luccicante del cinema seduce. Redford e Fonda rimangono due icone della nostra gioventù. E non solo.
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