
Una colata di miele su una figura
cilindrica e due api. Un filo di miele
su un caco tenuto da una mano guantata. Piccole api svolazzano su un fondo
verde. Anche quest’anno le locandine del Miart, fiera nazionale d’arte moderna
e contemporanea, conclusasi ieri a Milano, hanno catturato l’attenzione. Ma il
successo della manifestazione, alla sua 21esima edizione, non è certo dovuto a
questo. 45mila visitatori solo nei corridoi di Viale Scarampo, il dieci per
cento in più dell’anno scorso e code da concerto rock per gli appuntamenti
fuori, organizzati da istituzioni pubbliche, private e gallerie. A cominciare da
Innamemorabiliamumbum, prodotta dalla
Fondazione Trussardi e Miart in collaborazione con il Fai. Più di 6 mila
persone, con turni e prenotazioni rigorose, all’Albergo Diurno di Piazza Oberdan,
fascinosa costruzione sotterranea progettata da Pietro Portaluppi negli anni
Venti (spazio visitabile tutti i sabati con i volontari del Fai, foto in alto). Perfetta
location per le opere di Sarah Lucas: sculture, site
specific, effetti sonori, performance. Grande successo anche alla Fondazione
Prada per le due mostre in corso da febbraio e da marzo. Nella prima,
entusiasmante tra le opere di Goshka
Macuga, l’androide che declama pezzi di discorsi dei grandi pensatori(foto a destra). Nella
seconda L’image volée, curata da
Thomas Demand: dalla copia ispirata alla contraffazione, dal riutilizzo alla
rivisitazione, le declinazioni del furto
creativo.
All’interno di Miart molto apprezzata
la nuova sezione che si è aggiunta alle quattro degli ultimi tre anni. Chiamata
Decades coinvolge nove gallerie e racconta l’arte del secolo scorso divisa
appunto per decadi.
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