giovedì 15 gennaio 2026

A VOLO SPIEGATO

A volo d’angelo è, fino al 18 gennaio, al Teatro della Cooperativa di Milano. Un titolo che al primo impatto sembra non anticipare niente. E invece calza perfettamente con il modo di raccontare del monologo. Testo vincitore e selezionato per importanti festival e rassegne, scritto e diretto da Federica Cottini, vede in scena Michelangelo Canzi nella parte di una guida turistica.



Si chiama, o meglio viene chiamato, Crazy Bosnian guy, arriva sul palcoscenico passando tra il pubblico, che cerca di coinvolgere con battute varie e richieste di essere fotografato. Vuole un ricordo e sui ricordi imposta tutto il suo racconto. Sopra le righe, chiacchierone, un po’ sbruffone e superficiale, in apparenza, in realtà affronta un tema importante, la guerra dei Balcani, che ha vissuto da ventenne a Monstar, la sua città, nel sud della Bosnia Erzegovina. E per questo ha quel nome. Con il suo vistoso completo dal tessuto scintillante, gli occhiali da sole alla moda, secondo lui, passa da un aneddoto insignificante alla descrizione di un luogo, o di un evento drammatico. Sempre intorno a quella guerra che nel mondo hanno tutti dimenticato, tranne chi l’ha vissuta in prima persona come lui. Canzi è molto convincente nel ruolo, con quella parlata dallo strano accento che potrebbe essere di un bosniaco, che alterna con frasi in inglese, tipiche da guida turistica. Parla di ragazze e amori, scherza, balla, ride, prende in giro. Descrive la sua città e il famoso ponte. Riuscendo a dipingere un quadro realistico di quel terribile periodo. Ma anche della situazione attuale “definita dagli stessi abitanti una polveriera pronta a esplodere”. Di cui è giusto e doveroso prendere atto. 

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